
Quattro giorni. Tanto รจ passato da quando Vodafone ha completato l’acquisto del 100% della sua joint venture britannica a quando, lunedรฌ, ha firmato l’uscita definitiva da quella olandese. Da ieri VodafoneZiggo non รจ piรน una societร a metร : Liberty Global ha rilevato il 50% che apparteneva al gruppo di Newbury e ha battezzato il nuovo assetto con un nome che รจ tutto un programma, Ziggo Group. A Vodafone vanno un miliardo di euro in contanti e una quota del 10% nella nuova entitร ; a Liberty Global va il controllo, il 90%, e la libertร di eseguire il suo piano: fondere l’Olanda con Telenet in Belgio e Lussemburgo e portare il tutto alla Borsa di Amsterdam nel 2027. Dentro Londra, fuori Amsterdam: il risiko di Vodafone procede a colpi di settimana.
I termini: un miliardo, il 10%, e il marchio a nolo
L’operazione, il cui closing รจ stato annunciato ufficialmente lunedรฌ da entrambi i gruppi, chiude una storia iniziata nel 2016, quando Vodafone Nederland e il cablo-operatore Ziggo si fusero in una joint venture perfettamente paritetica, il classico matrimonio fisso-mobile che allora andava di moda in mezza Europa. Il corrispettivo per il 50% di Vodafone รจ composto da un miliardo in contanti โ destinato, fa sapere il gruppo, alla riduzione del debito netto โ piรน il 10% del nuovo Ziggo Group, una partecipazione che tiene Vodafone agganciata all’eventuale rivalutazione in vista della quotazione. E c’รจ un dettaglio che racconta molto del pragmatismo di questa uscita: il marchio Vodafone non sparisce dai Paesi Bassi, ma resta in licenza, con canoni stimati in circa 625 milioni di euro nell’arco del prossimo decennio. Tradotto: Vodafone esce dal capitale, ma continua a farsi pagare il nome.
Nasce il campione del Benelux (con la regia di Liberty)
Per Liberty Global, il gruppo di Mike Fries che di ingegneria societaria ha fatto un’arte, l’operazione รจ il tassello che mancava. Il nuovo Ziggo Group mette insieme VodafoneZiggo nei Paesi Bassi e Telenet in Belgio e Lussemburgo: circa 13 milioni di clienti e 6,6 miliardi di euro di ricavi annui, un operatore convergente che copre l’intero Benelux e che nel 2027 verrร distribuito agli azionisti e quotato ad Amsterdam. ร il copione che Liberty ha giร recitato piรน volte โ aggregare, integrare, scorporare, quotare โ applicato stavolta a una regione che, per densitร e ricchezza, รจ tra i mercati piรน appetibili d’Europa. Il precedente piรน recente รจ la svizzera Sunrise, scorporata e riportata in Borsa nel 2024 con la stessa tecnica dello spin-off agli azionisti: un modello che ha fatto scuola e che ora si replica su scala Benelux. E l’operazione arriva in un clima regolatorio che non รจ mai stato cosรฌ favorevole alle aggregazioni: come abbiamo raccontato pochi giorni fa, perfino la GSMA ha messo nero su bianco che il consolidamento non danneggia i consumatori, e Bruxelles ascolta.
Sul mercato olandese, intanto, la sostanza competitiva non cambia dall’oggi al domani: i Paesi Bassi restano un campo a tre, con KPN incumbent, Odido terzo polo e VodafoneZiggo โ comunque si chiamerร domani โ nel ruolo dello sfidante convergente, forte della rete cavo che copre la quasi totalitร del Paese e della base mobile costruita in dieci anni di matrimonio fisso-mobile. Quel matrimonio, nel 2016, rispondeva a una logica precisa: il cavo aveva la banda, il mobile aveva i clienti in movimento, e unirli sembrava l’unico modo di reggere l’urto dell’incumbent. La logica ha funzionato a metร โ la joint venture ha macinato cassa ma anche perso terreno sul mobile negli ultimi anni โ ed รจ esattamente questo il punto che Liberty intende aggredire con il controllo pieno: decisioni piรน rapide su rete, tariffe e, soprattutto, sull’ammodernamento del cavo verso la fibra, il cantiere che deciderร i prossimi dieci anni della TLC olandese.
La Vodafone che resta: poche bandiere, ben piantate
Vista da Newbury, l’uscita dall’Olanda รจ un altro capitolo della cura Della Valle: meno mercati, piรน controllo su quelli che restano. Via la Spagna, via l’Italia, dentro tutta VodafoneThree nel Regno Unito โ il 49% comprato da CK Hutchison la settimana scorsa โ e adesso addio anche all’ultima grande joint venture paritetica rimasta in portafoglio. Il disegno รจ coerente con la fotografia uscita dall’ultima trimestrale, quella della Vodafone “piรน snella e piรน africana”: Germania da risanare, Regno Unito da integrare, Africa da spremere nel senso buono, e per tutto il resto la regola รจ semplice โ o si comanda, o si esce. Le mezze quote, quelle che non danno il controllo ma consolidano i grattacapi, non hanno piรน cittadinanza nella strategia del gruppo.
Il commento della redazione
C’รจ una morale in questa storia, e riguarda la fine di un’epoca: quella delle joint venture al 50%, la formula con cui per un decennio le telco europee hanno provato ad avere la botte piena e la moglie ubriaca โ presidiare un mercato senza pagarne per intero il conto. Una dopo l’altra, quelle nozze a metร si stanno sciogliendo, e sempre nello stesso modo: uno dei due coniugi compra tutto, l’altro incassa e saluta. ร successo nel Regno Unito, succede ora nei Paesi Bassi, e non scommetteremmo un euro sulla sopravvivenza decennale delle poche rimaste. La ragione ci pare evidente: in un mercato che chiede investimenti pesanti su fibra, 5G e AI, la governance condivisa รจ un lusso che rallenta ogni decisione. A noi l’uscita di Vodafone sembra ben negoziata โ un miliardo subito, il 10% del rialzo futuro e il marchio a rendita โ ma il vero vincitore รจ Fries, che si ritrova a costruire l’operatore-riferimento di una regione intera con la benedizione del nuovo clima regolatorio. Per i clienti del Benelux, la promessa รจ la solita: piรน scala, piรน investimenti. Vigileremo, come sempre, su quanto della scala arrivi davvero alle bollette e quanto si fermi ai dividendi.