
Due anni dopo il compromesso che aveva lasciato le antenne fuori dalla lista, Berlino sembra pronta a riaprire il dossier Huawei dalla parte piรน costosa. Secondo l’edizione di mercoledรฌ dell’Handelsblatt, ripresa dall’agenzia dts e da diverse testate tedesche come Finanznachrichten e IT-Fachportal, il Ministero federale dell’Interno sta preparando restrizioni piรน severe sulla tecnologia di rete cinese nelle reti mobili tedesche. La base รจ un nuovo catalogo di sicurezza della Bundesnetzagentur, il regolatore delle reti, che nella bozza intende classificare come critiche ยซtutte le funzioni delle stazioni base 5Gยป. Se passasse, Huawei e ZTE rischierebbero di fatto l’uscita dalla rete di accesso radio dei tre operatori nazionali, cioรจ proprio dalla parte che nel 2024 era stata risparmiata.
La ยซZeitenwendeยป arriva alle antenne
Le parole del portavoce del ministero, riportate dal quotidiano economico, sono misurate ma inequivocabili: la ยซsvolta epocale in materia di sicurezzaยป, la sicherheitspolitische Zeitenwende, impone che ยซdipendenze e rischi nelle infrastrutture critiche siano considerati in modo completo e lungimirante, e rivalutatiยป. Se necessario, ยซsi farร uso delle possibilitร di legge per vietare determinati componentiยป. La Bundesnetzagentur, nella bozza di catalogo citata dal giornale, argomenta che le stazioni base svolgono ยซfunzioni centrali come elementi di sicurezza e di controlloยป e mette in guardia da attacchi capaci di produrre ยซun danno sovraregionale, per esempio tramite l’influenza di Stati terziยป. ร il linguaggio con cui, nel resto d’Europa, si giustifica la designazione di un fornitore ad alto rischio.
Il punto tecnico รจ il gNodeB, la stazione base 5G. Nell’accordo che il governo federale aveva firmato con gli operatori nel luglio 2024 il perimetro era stato disegnato con cura: via la tecnologia cinese dal core 5G entro la fine del 2026, via dai sistemi centrali di gestione delle reti di trasporto e accesso entro la fine del 2029. Le antenne e le radio, il grosso del parco installato e il grosso dei soldi, erano rimaste ยซin gran parte escluseยป. Classificare tutte le funzioni del gNodeB come critiche significa spostare quel confine esattamente lรฌ dove gli operatori non volevano che si spostasse.
Gli operatori: ยซsproporzionatoยป
La reazione รจ compatta. Nella sua valutazione delle osservazioni ricevute durante la consultazione, scrive l’Handelsblatt, la stessa Bundesnetzagentur annota che ยซtutti gli operatoriยป hanno respinto come ยซsproporzionataยป l’inclusione delle funzioni del gNodeB nell’elenco delle funzioni critiche. Deutsche Telekom รจ la piรน esplicita: ยซla qualitร del servizio verrebbe messa a rischioยป, e l’azienda dichiara di considerare ancora valido l’accordo del 2024. Deutsche Telekom, Telefรณnica e Vodafone continuano a usare apparati Huawei, e secondo il quotidiano la sostituzione ยซpotrebbe costare miliardiยป. Huawei, interpellata, ha risposto che le funzioni della stazione base ยซnon dovrebbero essere inserite in bloccoยป nella lista delle funzioni critiche.
Dietro il braccio di ferro ci sono numeri che in Germania nessuno ha mai davvero voluto mettere sul tavolo. La quota di Huawei nel RAN tedesco รจ stata per anni tra le piรน alte d’Europa occidentale, e la storia recente lo conferma: quando Deutsche Telekom ha annunciato lo swap verso Nokia su oltre 3.000 siti Open RAN, alla fine del 2024, era la dimostrazione che la sostituzione si poteva fare, ma anche che si faceva a pezzi, con tempi e contratti lunghi. Un divieto esteso a tutte le funzioni delle stazioni base cambierebbe la scala dell’operazione, e i tre operatori lo sanno.
Il quadro europeo
Il momento non รจ neutro. A Bruxelles รจ in corso la revisione del Cybersecurity Act, e a fine settembre un documento del Consiglio ha cancellato la scadenza fissa di 36 mesi per rimuovere gli apparati dei fornitori ad alto rischio, sostituendola con criteri legati a rischio, cicli di vita e alternative disponibili: i governi, in altre parole, vogliono tenersi la mano libera sui tempi. La Germania, che per sei anni รจ stata il grande indeciso del 5G toolbox, con questa bozza si sposterebbe verso il fronte dei paesi che escludono i cinesi anche dalle antenne, mentre altri, come la Spagna, non hanno designato alcun fornitore ad alto rischio e tengono Huawei sia nel RAN sia nel core.
Va detto con chiarezza che cosa รจ stato deciso e che cosa no. Il catalogo della Bundesnetzagentur รจ una bozza, uscita da una consultazione in cui tutti gli operatori si sono opposti; il ministero parla di rivalutazione e di uso ยซse necessarioยป degli strumenti di legge. Non c’รจ una data, non c’รจ un elenco di componenti vietati, non c’รจ un decreto. C’รจ perรฒ un segnale politico netto, e viene dal ministero che nel 2024 aveva accettato il compromesso: la Zeitenwende, nata per la difesa, viene ora esplicitamente applicata alle reti mobili.
Il commento della redazione
La Germania sta facendo, due anni dopo e sotto la pressione di una stagione politica diversa, quello che il 5G toolbox europeo chiedeva dal 2020: dire se le antenne cinesi sono un rischio oppure no. Il compromesso del 2024 era stato costruito per non rispondere, tagliando il core, cioรจ la parte piรน facile e meno costosa da sostituire, e lasciando il RAN agli operatori. La bozza della Bundesnetzagentur risponde, e la risposta costa. Gli operatori hanno ragione a dire che un divieto generalizzato sul gNodeB non รจ proporzionato se arriva senza un calendario e senza un sostegno economico; il ministero ha ragione a dire che la stazione base non รจ piรน un pezzo di ferro passivo, ma un elemento di controllo che parla con il core e con la gestione di rete. Entrambe le cose sono vere, ed รจ per questo che il dossier รจ rimasto fermo tanto a lungo.
Per il resto d’Europa, Italia compresa, la partita tedesca รจ un termometro. Se Berlino estende il divieto alle antenne, la discussione sul Cybersecurity Act perde l’argomento del grande paese che non si decide, e la scadenza tolta a settembre torna a essere una domanda aperta: non piรน ยซseยป, ma ยซentro quando e a spese di chiยป. Se invece gli operatori ottengono di restare all’accordo del 2024, la Zeitenwende delle reti mobili si fermerร , ancora una volta, al core. Lo si capirร dal testo finale del catalogo, non dalle dichiarazioni di questa settimana.
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