Si comincia dal Donegal, l’angolo più a nord-ovest dell’isola, e nel giro di qualche settimana si arriva a Dublino. Da oggi, 1° ottobre 2026, Eir inizia a spegnere la sua rete 3G in Irlanda, contea dopo contea, e con lei lo fanno gli operatori virtuali che vivono sulla sua rete, GoMo e Lyca Mobile. È l’ultimo dei tre grandi operatori irlandesi ad arrivarci: Vodafone Ireland ha chiuso il suo 3G alla fine del 2024 e Three ha cominciato nello stesso periodo. Ma c’è un dettaglio che rende il caso irlandese diverso da quello di tanti altri paesi europei, e lo vedremo tra poco: in Irlanda il 2G è ancora acceso, e le chiamate e gli SMS dei telefoni vecchi finiranno lì.

Il calendario: contea per contea, in poche settimane
Lo spegnimento, spiega Eir nella pagina dedicata, parte dal 1° ottobre «in tutta l’Irlanda» e serve a «migliorare ulteriormente il servizio dati 4G e 5G», con la promessa di copertura migliore, qualità delle chiamate e affidabilità dei dati. Il Donegal è la prima contea a perdere il segnale 3G, seguita da tutte le altre con un approccio graduale, e l’Irish Times riferisce che l’operatore conta di chiudere l’intero processo nel giro di settimane. «Ritirare il 3G ci aiuta a concentrare gli investimenti di rete sulle tecnologie più nuove, quelle che oggi danno l’esperienza migliore ai clienti», ha detto Fergal McCann, direttore tecnico di Eir, citato da TheJournal.ie.
Secondo l’operatore, la stragrande maggioranza dei clienti non si accorgerà di nulla, perché usa già il 4G o il 5G. Chi ha ancora una SIM 3G vecchia, oppure un telefono o un dispositivo che conosce solo il 3G, perderà i dati: le chiamate e i messaggi passeranno sulla rete 2G, «ma la qualità può variare», avverte Eir. L’operatore dice di aver contattato direttamente tutti i clienti che usano servizi solo 3G, con tre strade possibili: aggiornare le impostazioni del dispositivo, ricevere gratis una SIM nuova o passare a un apparecchio compatibile. Per chi ha un telefono 4G o 5G il consiglio è banale ma utile, cioè controllare di avere il software aggiornato e, se mai fosse stato disattivato, riattivare il 4G o il 5G nelle impostazioni.
Il caso tocca anche chi non è cliente Eir in senso stretto. GoMo, il marchio low cost dello stesso gruppo, e Lyca Mobile usano la rete di Eir, quindi i loro utenti con dispositivi solo 3G seguono lo stesso calendario e le stesse regole. È uno degli effetti meno visibili di ogni spegnimento: l’operatore di rete annuncia, ma a rimanere senza dati sono anche i clienti di marchi che con quell’annuncio non c’entrano, e che spesso non sanno nemmeno su quale rete fisica viaggiano. La ragione economica, intanto, è la stessa ovunque: le frequenze liberate dal 3G vengono riassegnate al 4G e al 5G, che trasportano molti più dati per ogni megahertz, e chi è già sulle reti nuove dovrebbe vederne qualche beneficio.
Il 2G che non muore
Qui sta la differenza irlandese. Nella maggior parte d’Europa la sequenza è stata la stessa: prima si spegne il 3G, perché le sue frequenze valgono oro per il 4G e il 5G e la tecnologia è ferma ai primi anni Duemila, e il 2G resta acceso come rete di riserva per le chiamate, gli SMS e la marea di dispositivi industriali che ci vivono sopra. L’Irlanda, scrive l’Irish Times, «a differenza di altri paesi non ha ancora spento la rete 2G»: arriverà, ma più avanti. Per i clienti di Eir con un telefono vecchio significa che la voce continuerà a funzionare; a sparire è solo la connessione dati, che del resto sul 3G era ormai un ricordo di quando il mobile internet era una novità.
Un po’ di storia, perché il 3G irlandese è stato tra i primi in Europa: la prima rete, ricorda l’Irish Times, fu quella di Vodafone Ireland nel maggio 2003, a Dublino, Cork, Galway e Limerick, seguita da O2 a dicembre e da Three nel 2005. Ventitré anni dopo, quella generazione chiude. E chiude dove fa più male, cioè sugli oggetti che non sono telefoni: tablet e smartwatch, ma soprattutto allarmi, localizzatori, sistemi di telesoccorso e perfino automobili con una SIM Eir a bordo. Per questi, avverte il quotidiano, se il dispositivo non si può aggiornare alle reti più nuove bisognerà sostituirlo, e il consiglio è sentire il produttore. Per gli over 65, Eir ha un numero dedicato del servizio Age Friendly Care.
Il commento della redazione
Lo spegnimento di Eir è uno dei tasselli che mancavano alla mappa degli switch-off che aggiorniamo da luglio, e ci costringe anche a una correzione: in quella mappa avevamo collocato l’Irlanda tra i paesi che avevano già archiviato sia il 2G sia il 3G, e non era vero. Il 3G di Eir si spegne da oggi, e il 2G irlandese è ancora in piedi. Abbiamo corretto il pezzo. È un promemoria utile su quanto sia facile dare per concluso uno switch-off quando a chiudere è stato solo l’operatore più grande.
Il modello irlandese, con il 2G tenuto acceso come paracadute, è lo stesso che la Francia sta per abbandonare, con 1,7 milioni di dispositivi ancora appesi al 2G a tre mesi dalla fine. In Irlanda quel conto non è ancora stato fatto, o almeno non è stato reso pubblico: Eir parla di «un piccolo numero» di clienti solo 3G e non dà cifre. Il passaggio contea per contea, con il Donegal rurale come primo banco di prova, è un modo prudente di scoprire sul campo quanti sono davvero. Nelle prossime settimane, se qualche allarme o qualche localizzatore smetterà di parlare, lo si saprà prima dalle cronache locali che dai comunicati. È lì che vale la pena guardare.
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