
Dopo mesi di annunci su chiamate dimostrative, laboratori e alleanze con i produttori di GPU, arriva un numero misurato su una rete che serve clienti veri. O2, il marchio mobile di Virgin Media O2, e Nokia hanno completato quella che definiscono la prima installazione dal vivo nel Regno Unito di una funzione RAN governata dall’intelligenza artificiale. Il banco di prova è il Giga Site della stazione di Londra Paddington, uno degli snodi di trasporto più affollati del Paese, e il risultato dichiarato è un miglioramento dell’efficienza spettrale «di circa il 20%», con la rete rimasta in servizio per i passeggeri per tutta la durata della prova.
Cosa fa, in concreto, l’intelligenza artificiale nella radio
Il comunicato di Virgin Media O2 è sobrio e, per una volta, spiega il meccanismo invece dei soli benefici. Tradizionalmente un sito mobile gestisce le risorse radio con algoritmi «in larga parte statici»: regole fisse che decidono come dividere spettro e capacità tra gli utenti collegati. La soluzione di Nokia, scrive l’operatore, «impara continuamente dalle condizioni della rete e regola automaticamente come spettro e capacità vengono allocati nel sito». L’intelligenza predittiva è incorporata nella rete radio stessa: analizza lo stato delle celle, anticipa i cambiamenti della domanda e permette al sito di reagire ai picchi «senza intervento manuale». Non si parla di nuovi server né di acceleratori grafici: è software che gira dentro la RAN esistente e ridistribuisce ciò che c’è già.
Il risultato è stato misurato in due modi. Il primo è l’efficienza spettrale, cioè quanti bit si riescono a far passare per ogni hertz di banda: un aumento del 20% vuol dire che lo stesso sito, con le stesse frequenze e la stessa infrastruttura, trasporta un quinto di dati in più. Il secondo è il throughput nelle ore di punta, dove il comunicato parla di «guadagni significativi» senza una cifra, con accessibilità e affidabilità della rete rimaste stabili. Per il cliente, traduce O2, significa download più rapidi, video in streaming di qualità migliore e meno interruzioni nei luoghi dove la domanda oscilla durante la giornata. Jeanie York, chief technology officer di O2, la mette così: «La domanda di dati mobili continua a crescere, quindi ci servono modi più intelligenti per sfruttare al massimo lo spettro e l’infrastruttura che abbiamo già».
Perché proprio Paddington, e perché proprio un Giga Site
La scelta del luogo non è un dettaglio da comunicato. I Giga Site sono i siti più avanzati della rete O2: combinano spettro in banda bassa, media e alta con antenne Massive MIMO sullo stesso traliccio o sullo stesso tetto, e secondo l’operatore offrono dieci volte la capacità dell’infrastruttura precedente. Il cinquecentesimo è stato acceso a North Elgin, in Scozia, e il piano prevede di arrivare a mille entro fine anno. Sono il cuore del Mobile Transformation Plan, l’investimento da 700 milioni di sterline per il 2026 con cui Virgin Media O2 sta rifacendo la rete mobile: nuovi siti e small cell, spettro ridistribuito verso 4G e 5G, duemila siti collegati alla propria dorsale in fibra a 10 Gbit/s, sistemi di antenne distribuite negli stadi come Twickenham e Wembley, e una rete 5G standalone che l’operatore dichiara al 87% della popolazione.
Un sito così, in una stazione dove il traffico cambia ogni quarto d’ora con l’arrivo dei treni, è il posto giusto per vedere se un algoritmo che prevede la domanda vale più di uno che la subisce. È anche il posto dove un errore si nota subito: provare in un luogo del genere, con i clienti collegati, è una scelta di fiducia nel software. Emma Falck, presidente di Mobile Networks di Nokia, legge il risultato come un passaggio di fase: «Questo traguardo dimostra come l’AI stia passando dalla sperimentazione alla consegna di benefici misurabili nelle reti mobili dal vivo». E aggiunge che incorporare l’intelligenza direttamente nella RAN permette agli operatori «di usare meglio le risorse di spettro esistenti» e di costruire «una base più solida per i futuri servizi guidati dall’AI».
Due strade per l’AI nella rete radio
La notizia va letta accanto a quella di pochi giorni fa, quando T-Mobile, Nokia e Nvidia hanno fatto la prima chiamata AI-RAN su una rete commerciale a Bellevue, con server a GPU collegati al core 5G e senza una misura pubblica di guadagno. Paddington è l’altra faccia della stessa strategia di Nokia: non la radio riscritta per girare su acceleratori grafici, ma una funzione di ottimizzazione predittiva che entra nei siti già installati e produce un numero. Le due strade non si escludono, e il fornitore finlandese ha interesse a percorrerle entrambe, ma per un operatore che deve giustificare ogni sterlina di investimento la seconda ha un vantaggio evidente: non richiede hardware nuovo e il ritorno si vede sul contatore dell’efficienza spettrale. Vale la pena ricordare che nel Regno Unito la concorrenza si gioca anche sui fornitori: VodafoneThree ha appena lasciato l’open RAN per affidarsi a Ericsson e Nokia, e gli operatori britannici chiedono a Ofcom BTS più alte per reggere la crescita del traffico. Ottenere un quinto di capacità in più senza toccare né tralicci né frequenze è, in questo contesto, un argomento pesante.
Il commento della redazione
Il 20% è un numero da trattare con rispetto e con cautela insieme. Con rispetto, perché è stato misurato su un sito vero, con utenti veri, e non in una camera schermata; perché O2 ha accettato di fare la prova dove un passo falso sarebbe stato visibile a migliaia di pendolari. Con cautela, perché è un solo sito, per di più un Giga Site con tre bande e Massive MIMO, cioè il contesto in cui un algoritmo che redistribuisce risorse ha più margine di manovra. Su una BTS di provincia con due portanti il guadagno potrebbe essere molto diverso, e il comunicato non dice per quanto tempo è durata la prova né come è stato costruito il confronto.
Resta il fatto che questa è la forma di AI nella rete che conta davvero per chi la usa: non un assistente che parla, ma un pezzo di software che decide ogni millisecondo a chi dare i blocchi di risorsa e lo fa meglio delle regole scritte a mano. Se il risultato regge su scala, l’operatore ha trovato il modo di comprare capacità senza comprare spettro, e questo cambia i conti di un’intera industria che si lamenta da anni del costo delle frequenze. La prossima notizia che vorremmo leggere non è un’altra «prima», ma lo stesso numero misurato su cento siti.
Fonti: comunicato Virgin Media O2 e Nokia (27 ottobre 2026); Mobile Europe; comunicati Virgin Media O2 sul Mobile Transformation Plan e sul 500° Giga Site.
💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.