
Da giovedì 1° ottobre i router FastMile che Nokia vendeva agli operatori per l’accesso fisso senza fili non sono più di Nokia. Inseego, azienda di San Diego nota soprattutto per gli hotspot MiFi e i router 5G da ufficio, ha annunciato la chiusura dell’acquisizione del business Fixed Wireless Access del gruppo finlandese, firmata il 30 aprile. È una di quelle operazioni che per il venditore «non è finanziariamente rilevante», parole di Nokia, e che per il compratore cambia tutto: Inseego si aspetta che i ricavi raddoppino all’incirca, e di passare da fornitore americano a fornitore globale.
Cosa è passato di mano
Nel perimetro ci sono i terminali FWA indoor, outdoor e a onde millimetriche: le scatole bianche che gli operatori mettono in casa dei clienti al posto della fibra, con la SIM dentro e la radio 4G/5G che aggancia la BTS più vicina. Nel catalogo di Inseego, già aggiornato, la famiglia FastMile compare al completo: il gateway con Wi-Fi 7 e quello con Wi-Fi 6, il ricevitore esterno ad alto guadagno per le case lontane dal sito, il ricevitore mmWave pensato anche per lo spettro CBRS americano e l’unità indoor/outdoor da autoinstallazione. Si affiancano ai router Wavemaker FX4100 e FX4200 che Inseego vende alle aziende, come il FX4100 lanciato da T-Mobile Business l’anno scorso. Secondo quanto Inseego ha dichiarato a TelecomTV ad aprile, la linea FastMile aveva un giro d’affari annuo di circa 200 milioni di dollari, contro i 166,2 milioni di ricavi di Inseego nel 2025 e i circa 190 attesi per il 2026: da qui il raddoppio.
Con i prodotti arrivano circa 250 persone fra dipendenti che passano a Inseego e personale Nokia che continuerà a seguire il business per un periodo, con un contratto di servizi di transizione. Per reggere il nuovo perimetro, concentrato in Europa e Asia, Inseego ha aperto una sede internazionale ad Amsterdam, un centro di sviluppo ad Atene e ha allargato la presenza a Bangalore, oltre ad assumere personale commerciale e tecnico nei nuovi mercati. Il risultato, nelle parole dell’azienda, è una presenza presso gli operatori di Europa, Medio Oriente, Asia, Oceania e Americhe: fino a ieri i clienti di punta di Inseego per l’FWA erano AT&T, T-Mobile US e Verizon.
Il prezzo, in azioni
Il corrispettivo è interessante perché non c’è contante che va da Inseego a Nokia, anzi il contrario. Nokia ha ricevuto circa 1,9 milioni di azioni ordinarie Inseego, pari a circa l’11% del capitale, più warrant per comprarne fino a 0,8 milioni a un prezzo di esercizio di 4,26 dollari. Dentro quella quota c’è anche un investimento di 10 milioni di dollari in contanti che Nokia ha versato in Inseego alla chiusura. Ad aprile i termini erano stati descritti così: un 7% in azioni e warrant del valore di 20 milioni di dollari come prezzo del business, più i 10 milioni di investimento che portavano la quota all’11%. In più, e questa è la novità del comunicato di chiusura, Nokia pagherà altri 10 milioni di dollari entro il 15 ottobre per sostenere il lavoro di ingegneria che deve rendere interoperabili il sistema operativo dei dispositivi e la piattaforma cloud di Inseego con alcuni ecosistemi tecnologici di Nokia nel corso del prossimo anno. In sintesi, Nokia cede un business da 200 milioni di ricavi in cambio di una partecipazione di minoranza e ci aggiunge 20 milioni per vederlo integrato con la propria rete. Un dettaglio sul prezzo d’esercizio dei warrant: il giorno dell’annuncio di aprile, racconta TelecomTV, il titolo Inseego era balzato di quasi il 30% a 19,21 dollari, e la testata notava che a quel corso Nokia avrebbe ottenuto meno azioni del previsto per i suoi 10 milioni.
La logica per Nokia è la stessa che abbiamo raccontato con i conti del secondo trimestre: la strategia presentata a novembre 2025 concentra il gruppo sull’infrastruttura che alimenta il cosiddetto superciclo dell’intelligenza artificiale, e tutto ciò che non rientra in quel disegno è finito nel segmento «Portfolio Businesses» con un cartello di vendita sopra. Il terminale FWA, per quanto Nokia lo avesse spinto per anni con il marchio FastMile, non rientra in quel disegno: il gruppo ha scelto di tenersi la rete e lasciare ad altri la scatola. Il patto però non è una separazione netta: Nokia si impegna a fornire supporto nella transizione e a indirizzare a Inseego le nuove opportunità FWA, comprese quelle in cui l’accesso fisso wireless fa parte di una fornitura di rete più ampia. Le due aziende parlano anche di collaborazione su AI-RAN, convergenza fibra e 5G, ottimizzazione end-to-end della rete ed edge computing distribuito. Il CEO di Inseego Juho Sarvikas, che in Nokia ha lavorato, ha riassunto così: «Abbiamo ora la scala, la tecnologia e la portata globale per supportare gli operatori nei casi d’uso business, residenziali e mobili». Per Nokia ha parlato Konstanty Owczarek, Chief Corporate Development Officer: «Inseego porta la concentrazione e la competenza per far crescere il business FWA».
Il commento della redazione
Chi ha un router FWA Nokia in casa non si accorgerà di niente, e questo è il punto che gli operatori guardano con più attenzione: continuità di fornitura, firmware e assistenza sono scritti nel comunicato proprio perché sono la cosa che può andare storta in un passaggio del genere. A noi colpisce un’altra cosa: il mercato dei terminali FWA, per cui anche l’Italia mette all’asta spettro dedicato, viene lasciato da uno dei grandi costruttori europei di reti a un’azienda da 166 milioni di ricavi. È una scelta coerente con la strategia AI di Nokia e probabilmente giusta per i suoi azionisti, ma dice molto su dove il gruppo vede i margini e dove no: il terminale, a quanto pare, è diventato una commodity che non valeva la pena tenere. Chi ci guadagna davvero, a parte Inseego, sono gli operatori europei che da oggi hanno un fornitore in più con sede ad Amsterdam e sviluppo ad Atene, e che continueranno a vedere Nokia dall’altra parte del tavolo quando si parla di rete. Resta da vedere se un’azienda che raddoppia in un giorno riuscirà a reggere il passo di chi l’ha preceduta: la prova vera sarà il primo aggiornamento firmware su un parco installato che adesso è il doppio.
Fonti: Inseego, comunicato di chiusura dell’acquisizione (GlobeNewswire, 1° ottobre 2026) e comunicato congiunto Inseego-Nokia del 30 aprile 2026; Mobile World Live (1° ottobre); Light Reading (1° ottobre); TelecomTV (30 aprile 2026); catalogo prodotti Inseego.
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