
Il Kazakistan è il nono Paese al mondo per estensione, e chi lo ha attraversato in auto sa che tra una città e l’altra le tacche del telefono spariscono per ore. Da questa settimana, per i clienti Beeline, quel vuoto ha un nome: Starlink Mobile. Il 28 settembre il ministero kazako dell’Intelligenza artificiale e dello Sviluppo digitale ha annunciato l’avvio del servizio direct-to-cell di SpaceX sulla rete di Beeline Kazakhstan, con i telefoni che si collegano direttamente ai satelliti quando la copertura terrestre non c’è. È il primo servizio del genere aperto al pubblico in Asia centrale, come ha rivendicato il vicepremier e ministro Zhaslan Madiyev.
Cosa si può fare, e con quale telefono
Partiamo da quello che il servizio fa oggi, perché il perimetro è dichiarato con onestà. Secondo il comunicato ripreso dall’agenzia Kazinform e dal portale El.kz, in questa prima fase si possono inviare e ricevere messaggi e usare servizi internet di base. Le fonti non parlano di telefonate tradizionali né di navigazione a tutta velocità: è un filo sottile, pensato per restare raggiungibili, non per guardare video in mezzo alla steppa.
Per i clienti Beeline il servizio è gratuito durante il periodo promozionale, di cui non è stata indicata la durata. E per ora funziona solo sugli smartphone Android compatibili: il supporto ad altri sistemi operativi è annunciato come «previsto in futuro», senza date. Chi ha un iPhone, quindi, per il momento resta a guardare.
Il dettaglio che ci è piaciuto di più: 401 04
La procedura di attivazione dice molto su come funziona il direct-to-cell dal punto di vista del telefono. Bisogna aggiornare l’app Janymda di Beeline, attivare Starlink dall’app e poi accendere il roaming dati sullo smartphone. Quando la rete terrestre manca, si può selezionare a mano la rete satellitare, che compare come «Beeline Starlink» oppure, in alcuni casi, con il codice numerico 401 04.
Quel numero è la parte interessante. Nel sistema dei codici di rete mobile, 401 identifica il Kazakistan e la rete terrestre di Beeline è la 401 01; nelle tabelle pubbliche dei codici, anche il 04 risulta assegnato alla stessa società che gestisce Beeline, KaR-Tel. La nostra lettura è semplice: per il telefono il satellite è un’altra rete, con un codice suo, e per questo serve il roaming dati acceso, esattamente come quando si passa un confine. È lo stesso trucco che rende il direct-to-cell compatibile con i normali smartphone 4G: il satellite si presenta come una cella LTE qualunque, e il telefono non ha bisogno di sapere che quella cella viaggia a centinaia di chilometri di quota.
Un anno di lavoro, cominciato a Washington
Il lancio arriva a meno di un anno dalle prime prove. Secondo il ministero, l’intesa su Starlink Mobile nasce durante la visita ufficiale del presidente Kassym-Jomart Tokayev negli Stati Uniti, nell’autunno 2025. A novembre il ministero e Beeline hanno firmato un memorandum sull’introduzione della tecnologia, e a dicembre sono arrivati i test sul campo nella regione di Akmola.
Quei test li aveva raccontati VEON, il gruppo che controlla Beeline Kazakhstan, in un comunicato del 15 dicembre 2025: una chiamata audio via WhatsApp e lo scambio di SMS e messaggi da un normale smartphone 4G con SIM Beeline, agganciato ai satelliti Starlink. Allora l’obiettivo dichiarato era partire nel 2026 con gli SMS, previa autorizzazione del regolatore. Il servizio che parte oggi va un passo più in là, includendo anche i servizi dati di base.
La strategia di VEON: il satellite venduto dall’operatore
C’è un filo che lega questo lancio a una notizia che abbiamo raccontato pochi giorni fa. Anche Banglalink, in Bangladesh, ha ottenuto il via libera al direct-to-cell di Starlink, e anche Banglalink fa parte di VEON. Nel comunicato di dicembre l’amministratore delegato del gruppo, Kaan Terzioglu, parlava di Kazakistan come secondo mercato dopo l’Ucraina, e di reti terrestri e satellitari che devono funzionare «come un unico sistema integrato». Il comunicato del ministero kazako cita esplicitamente l’accordo quadro globale tra Starlink e VEON come base della collaborazione.
Il modello è quello che sta prendendo piede un po’ ovunque fuori dagli Stati Uniti: SpaceX porta i satelliti, l’operatore porta i clienti, lo spettro autorizzato e il rapporto con lo Stato. Beeline lo dice in modo chiaro, e lo dice anche il ministero: il satellite serve a completare la rete terrestre, non a sostituirla.
Il commento della redazione
Ci piace il tono di questo lancio, perché non promette più di quello che consegna. Messaggi e dati di base, solo Android, gratis finché dura la promozione: è un servizio d’emergenza e di sicurezza prima ancora che un prodotto commerciale, e in un Paese dove le distanze tra un centro abitato e l’altro si misurano in centinaia di chilometri il valore è evidente. Lo sottolinea anche il ministero, che cita le autostrade extraurbane, le zone di montagna e i casi in cui l’infrastruttura a terra viene danneggiata.
Restano però le domande che ci facciamo ogni volta. Quanto costerà quando la promozione finirà? Quando arriverà il supporto agli iPhone? E quanta capacità c’è davvero, quando migliaia di utenti sparsi su un territorio enorme proveranno a mandare un messaggio nello stesso momento? Nessuna delle fonti lo dice, e noi non lo inventiamo.
Per chi ci legge dall’Italia, il confronto viene naturale. Da noi il direct-to-cell si è visto finora in dimostrazione, come la videochiamata via Starlink mostrata da Fastweb dagli Appennini umbri, mentre SpaceX guarda già alla generazione successiva e ha fissato al 2028 il servizio «di qualità 5G». Il Kazakistan, intanto, ha fatto la cosa meno spettacolare e più utile: ha acceso il servizio per tutti, con le istruzioni per l’uso e un codice di rete da selezionare a mano. A volte il futuro arriva così, con un aggiornamento dell’app e una levetta del roaming da spostare.
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