
Nel Regno Unito la corsia veloce del 5G è durata da sola esattamente due settimane. Il 20 agosto EE aveva aperto la sua Fast Lane, il primo slicing 5G venduto ai consumatori britannici, e oggi VodafoneThree risponde con Vodafone SuperMobile, un’offerta costruita sulla stessa tecnologia ma con un ingrediente che alla rivale manca: una velocità minima garantita per contratto, con la porta aperta a chi non la riceve. Il lancio è stato presentato alla stampa e agli analisti sul circuito di Thruxton, nel sud dell’Inghilterra, una scelta di location che dice già tutto sul messaggio che l’operatore vuole far passare.
Cosa c’è dentro SuperMobile
Il cuore dell’offerta si chiama 5G+ FastTrack ed è, in sostanza, una slice dedicata sulla rete 5G Standalone di VodafoneThree, quella che l’operatore commercializza come 5G+ e che poggia su un core costruito da Ericsson. Chi sottoscrive SuperMobile entra in una porzione di rete riservata, con priorità sulle risorse radio nei momenti e nei luoghi di maggiore affollamento. Secondo il comunicato ufficiale, il risultato è una velocità fino a quattro volte superiore ai piani standard nelle aree ad alta domanda, valida fino a 600 GB di traffico mensile, oltre i quali si torna evidentemente alla rete di tutti.
La promessa che fa notizia, però, è un’altra: VodafoneThree garantisce un minimo di 15 Mbit/s in download a chi si trova sotto copertura 5G+. Se la garanzia non viene rispettata, l’operatore lo verifica e non riesce a risolvere il problema entro trenta giorni, il cliente può rescindere il contratto senza penali. L’azienda sostiene di essere l’unico operatore al mondo a combinare una cifra vera e propria con un’uscita gratuita dal contratto. Nel pacchetto entra anche Secure Net Mobile, la protezione da malware, phishing e chiamate truffa, senza costi aggiuntivi.
Il listino è modulare. SuperMobile costa 3 sterline al mese in più rispetto ai piani Xtra a velocità piena, 8 sterline in più sulle SIM-only limitate a 100 Mbit/s, 4 sterline sui piani con telefono limitati a 100 Mbit/s, oppure 12 sterline come add-on mensile senza vincoli. Esiste anche una versione per le piccole imprese da uno a nove dipendenti, che si appoggia a quella che Vodafone Business definisce la prima slice nazionale riservata alle aziende nel Regno Unito. E non finisce qui: come ha spiegato il CTO Andrea Dona a Light Reading, la rete verrà partizionata in più slice, quella consumer di SuperMobile, quella business nazionale e, dal prossimo anno, una terza dedicata alle infrastrutture critiche e ai servizi di emergenza.
La guerra dei megahertz con EE
Il confronto con EE è esplicito, quasi cercato. Dona ha raccontato di aver fatto qualche test limitato sul prodotto della concorrente nella stessa zona di Londra dove girano le prove interne di VodafoneThree, dichiarandosi «soddisfatto e non sorpreso» del fatto che il proprio FastTrack abbia fatto meglio sia in velocità assoluta sia nel divario rispetto ai clienti normali. Il vantaggio, secondo l’operatore, sta nella dotazione di spettro: nella banda tra 3,4 e 3,8 GHz VodafoneThree dispone di 210 MHz, contro gli 80 di EE e i 100 di Virgin Media O2, e una volta completata la dismissione dei siti doppi post-fusione conterà tra 26.000 e 28.000 siti, circa 7.000 più della rivale. Con più spettro, riservare una corsia costa meno capacità agli altri.
Il punto debole di EE, agli occhi di VodafoneThree, è proprio l’assenza di numeri: Fast Lane promette di tenere il 5G «fluido quando la rete è occupata», senza impegnarsi su una soglia. Dona ha aggiunto un dettaglio operativo interessante: se in una zona la rete arrivasse al punto di non poter più garantire i 15 Mbit/s a ogni cliente, VodafoneThree smetterebbe di vendere SuperMobile in quell’area. È la risposta all’obiezione più ovvia sulla corsia preferenziale, cioè che più gente ci entra, più lentamente scorre.
Le domande che restano aperte
Gli analisti sentiti da Light Reading non sono tutti convinti. Il settore ha una lunga storia di tentativi falliti di far pagare di più per una rete migliore: nel 2008, quando la rete più avanzata di Vodafone era ancora il 3G, l’ARPU di un cliente in abbonamento superava le 40 sterline al mese, oggi con 4G e 5G ovunque è sotto le 20. Inoltre i 15 Mbit/s garantiti sono un’asticella bassa se confrontati con le misure indipendenti: Ookla l’anno scorso stimava una mediana in download sopra i 50 Mbit/s sulla rete Vodafone in 12 delle 16 principali città britanniche, e questo prima che la fusione con Three fosse completata.
C’è poi la questione della copertura, che nessuna slice risolve. Un dipendente Vodafone che faceva le dimostrazioni a Thruxton ha ammesso che SuperMobile non aiuta dove il segnale è debole, indoor o lungo le ferrovie, e la copertura 5G di VodafoneThree è ferma al 70% della popolazione secondo l’ultimo aggiornamento, contro il 78% dichiarato da EE per il suo 5G+. Entrambe puntano al 99% entro il 2030, VodafoneThree con un piano da 11 miliardi di sterline che promette il 5G Standalone al 99% della popolazione nel 2030 e al 99,96% nel 2034. Kester Mann di CCS Insight vede però il bicchiere mezzo pieno: far pagare un premio è un modo nuovo di monetizzare un investimento costoso, e SuperMobile è «un antidoto benvenuto» alla guerra dei prezzi che sta gonfiando la fascia bassa del mercato. VodafoneThree ne ha bisogno, dopo un calo dello 0,7% dei ricavi da servizi mobili nel trimestre chiuso a giugno. Resta il nodo regolatorio sollevato da ISPreview: le linee guida Ofcom sulla neutralità della rete sono state allentate nel 2023 proprio per consentire prodotti premium, ma il giudizio sull’offerta arriverà col prossimo rapporto annuale.
Il commento della redazione
Lo slicing consumer sta diventando un prodotto da scaffale a una velocità che un anno fa sarebbe sembrata improbabile: Airtel in India, TIM Priority da noi, EE e ora VodafoneThree nel Regno Unito. La novità vera di SuperMobile non è la corsia, è la clausola: un numero scritto nel contratto e una porta d’uscita senza penali. È la prima volta che un operatore mette la propria rete sotto una responsabilità misurabile verso il singolo cliente, ed è un precedente che potrebbe pesare più dell’offerta stessa, perché sposta la discussione da «quanto è veloce il 5G» a «quanto sei disposto a garantire». Che la soglia sia bassa, 15 Mbit/s, è vero, ma è anche il segno di quanto la parola garanzia costi cara a chi la scrive. Ci piace meno che nessuno stia dicendo con chiarezza cosa succede a chi non paga, quando la corsia riservata si riempie: è la stessa domanda che abbiamo posto per TIM Priority ed è quella su cui, prima o poi, dovrà rispondere un regolatore. Chi ha appena preso il 100% di VodafoneThree ha scommesso 11 miliardi sul fatto che la risposta piaccia ai clienti. Lo vedremo nei prossimi trimestri, non sul circuito di Thruxton.