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SaveFamily Iconic Plus 2, la nostra prova: la terza via allo smartphone dei bambini

redazione
Ultimo aggiornamento: 04/08/2026
redazione
10 Minuti di lettura
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Smartwatch per bambini SaveFamily Iconic Plus 2 con app di controllo genitori

C’è un momento, in ogni famiglia, in cui la domanda arriva puntuale: quando è giusto mettere in mano a un figlio il primo smartphone? La risposta degli esperti è ormai piuttosto netta — meglio aspettare, possibilmente fino ai quattordici anni — ma tra il principio e la vita di tutti i giorni c’è di mezzo un bivio scomodo. Da una parte cedere e consegnare a un bambino un accesso praticamente illimitato a tutto, social e iperstimoli compresi; dall’altra lasciarlo senza alcun modo di comunicare, con l’ansia di non sapere dove sia e l’impossibilità di raggiungerlo. È lo spazio, stretto e delicato, in cui si è infilata SaveFamily, azienda spagnola nata nel 2018 che propone quella che ama definire una “terza via”: non lo smartphone, non il nulla, ma un orologio connesso pensato per i più piccoli.

Contents
Un orologio che è quasi un telefono, ma con le mura intornoLa prova sul campo, con tutta l’onestà del casoIl nodo del “braccialetto elettronico”Il nostro unboxing

Il marchio è sbarcato ufficialmente in Italia l’11 giugno 2026, con una gamma che guarda ai due estremi della famiglia — i bambini e gli anziani — e da qualche settimana uno dei suoi modelli è finito anche al nostro polso, o meglio a quello di una tester d’eccezione: la figlia di quattro anni di chi vi scrive. Il dispositivo, l’Iconic Plus 2, ci è stato inviato in prova dall’azienda, e ci teniamo a dirlo subito e con chiarezza. Abbiamo passato le ultime settimane a viverci insieme, e ne è uscito un quadro interessante, con qualche entusiasmo sincero e qualche riflessione che è giusto condividere.

Un orologio che è quasi un telefono, ma con le mura intorno

Per capire l’Iconic Plus 2 conviene togliersi dalla testa l’idea del fitness tracker. Qui siamo di fronte a un piccolo smartwatch con tanto di slot per la nano SIM: si inserisce una scheda, l’orologio si aggancia alla rete e da quel momento diventa un dispositivo autonomo. Può fare chiamate e videochiamate — c’è una fotocamera frontale per guardarsi negli occhi — gestire messaggi, e soprattutto sa sempre dove si trova chi lo indossa, incrociando GPS, Wi-Fi e localizzazione di rete per funzionare anche al chiuso, dove il solo satellitare arranca.

La differenza vera, però, non è nell’hardware. È nel recinto che gli hanno costruito attorno. Sull’Iconic Plus 2 non c’è un browser libero, non ci sono app da scaricare, non ci sono social. Delle applicazioni di largo consumo entrano soltanto quelle che l’azienda ha deciso di far passare: una versione controllata di WhatsApp e Spotify, così la musica nelle cuffie Bluetooth resta un piacere e non una porta su tutto il resto. Il cuore del sistema è l’app che il genitore installa sul proprio telefono, ed è da lì che si tiene il timone: si vede la posizione in tempo reale, si decide chi può chiamare e scrivere — solo i contatti autorizzati, nessun numero sconosciuto — si tracciano zone sicure con notifiche automatiche quando il bambino entra o esce, e si stabiliscono gli orari in cui l’orologio è un dispositivo di comunicazione e quelli in cui torna a essere semplicemente un orologio. La cosiddetta modalità scuola è forse l’idea più intelligente di tutto l’impianto: durante le lezioni niente chiamate, niente messaggi, niente distrazioni, solo l’ora. E ogni modifica impostata dall’app diventa operativa a distanza sul polso del bambino nel giro di pochi istanti.

Sul piano tecnico non ci troviamo di fronte a un giocattolo: display AMOLED, sensori per il monitoraggio dei parametri vitali — dalla frequenza cardiaca alla temperatura corporea — e una dotazione che, considerando che dentro c’è di fatto anche un’unità telefonica, rende i 129 euro di listino (in offerta rispetto ai 149 di partenza) una cifra tutt’altro che fuori luogo.

La prova sul campo, con tutta l’onestà del caso

Qui dobbiamo essere trasparenti fino in fondo, perché sarebbe facile e disonesto raccontarvi una prova che non abbiamo fatto per intero. La nostra tester ha quattro anni, e a quell’età un orologio del genere non viene spremuto in tutte le sue funzioni: non abbiamo testato, per esempio, la chiamata vocale in autonomia, semplicemente perché non rientra ancora nel suo mondo. Quello che possiamo raccontarvi, però, è come si comporta un dispositivo così quando entra davvero nella quotidianità di una bambina piccola e dei suoi genitori.

La prima sorpresa è arrivata da dove meno ce l’aspettavamo: il gioco di memory integrato. La piccola se ne è innamorata, e questo dice qualcosa di importante sul posizionamento del prodotto. Per un bambino di quattro anni l’orologio non è ancora uno strumento di comunicazione, è un oggetto amico che si porta al polso volentieri — e il fatto che lo tenga con piacere, senza infastidirsi, è metà del lavoro fatto. È da lì che, crescendo, funzioni come le chiamate ai genitori o la posizione condivisa diventano naturali, perché il dispositivo è già parte di lei.

Il lato che ci ha convinto di più, da genitori, è l’app di controllo. È fatta bene, chiara, e la comodità di poter dare un’occhiata a distanza ai parametri di salute — il battito, la temperatura quando si teme una linea di febbre — si rivela di quelle che rassicurano davvero, soprattutto con un bambino piccolo che non sa ancora spiegare come si sente. Non è un dispositivo medico e non va scambiato per tale, ma come termometro emotivo della giornata, per un genitore, vale molto.

Sull’autonomia, altra nota lieta: nel nostro utilizzo — che, ripetiamo, non sfrutta ancora chiamate e videochiamate a ritmo pieno — l’Iconic Plus 2 ha retto quasi una settimana con una carica. È un risultato notevole per un oggetto con dentro connettività e sensori, e cambia la vita rispetto all’ansia da ricarica quotidiana a cui gli smartwatch ci hanno abituati. Va detto onestamente che con un uso intensivo di rete e videochiamate quel numero scenderà, ma la base di partenza è ottima.

Il nodo del “braccialetto elettronico”

Sarebbe ingenuo affrontare un prodotto così senza guardarlo anche dall’altra parte. C’è chi, di fronte a un orologio che traccia posizione, definisce zone sicure e monitora i parametri vitali di un bambino, storce il naso e parla di braccialetto elettronico, di controllo eccessivo, di un’infanzia sorvegliata. È una preoccupazione legittima, e non vogliamo liquidarla. La sorveglianza costante, anche quando nasce dall’amore, è un tema serio, e crescendo sarà giusto che il bambino sappia cosa l’orologio vede e comunichi ai genitori.

Detto questo, la nostra opinione — e la diciamo chiara, come sempre — è che nel confronto reale con l’alternativa il piatto della bilancia penda dalla parte giusta. Il paragone non è tra l’Iconic Plus 2 e la libertà assoluta: è tra un dispositivo recintato, che il genitore governa e via via allenta man mano che il figlio cresce, e uno smartphone consegnato troppo presto, con dentro tutto e il controllo di niente. Vista così, la terza via di SaveFamily non è un cedimento tecnologico, è un compromesso ragionevole. Uno strumento di transizione, da usare con misura e con il buon senso di sempre, che accompagna il bambino fino all’età in cui lo smartphone, quello vero, potrà finalmente aspettare un po’ meno di ansia addosso. L’azienda dichiara che oltre nove famiglie su dieci, dopo aver adottato i suoi dispositivi, hanno rimandato di almeno due anni l’acquisto del primo telefono ai figli: è un dato autoprodotto e va preso con il giusto filtro, ma la direzione racconta bene a cosa serve, in fondo, un oggetto del genere.

Il nostro unboxing

Prima di lasciarvi, ecco il video in cui abbiamo aperto e mostrato dal vivo l’Iconic Plus 2, per farvi un’idea concreta di cosa si trova nella confezione e di come si presenta al polso.

Il verdetto, per ora, è di quelli in sospeso ma con il segno più: l’Iconic Plus 2 fa quello che promette, lo fa con un’app curata e un’autonomia generosa, e conquista i bambini dal lato giusto — quello del gioco e dell’abitudine. Ci torneremo, quando la nostra piccola tester sarà grande abbastanza da usarne davvero il telefono al polso. Nel frattempo, se state cercando una terza via al bivio dello smartphone, questa merita di essere conosciuta.

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