
Ci sono trimestrali che si leggono per i numeri e trimestrali che si leggono per capire dove va il mondo. Quella che SoftBank Corp ha presentato martedรฌ a Tokyo appartiene alla seconda categoria, e il suo senso sta tutto nel contrasto tra due percentuali: i ricavi da telefonia mobile, il mestiere storico della casa, sono cresciuti dello 0,8%; quelli da cloud e intelligenza artificiale del 31%. Il gruppo giapponese ha chiuso il trimestre aprile-giugno con ricavi record โ 1.814,7 miliardi di yen, circa 11,5 miliardi di dollari, in crescita del 9% โ ma il motore non รจ piรน quello di una volta. La SIM รจ ferma al minimo sindacale; a spingere รจ tutto il resto.
I numeri: record sopra, fermento sotto
Andiamo con ordine, sulla base dei dati diffusi dall’azienda e ripresi da Fierce Network e Telecompaper. Il risultato operativo del trimestre sale del 4% a 302,3 miliardi di yen, l’utile netto del 3,3% a 150,1 miliardi, e tutti i segmenti mettono a segno ricavi in crescita, con margini lordi da record. Fin qui, la solita soliditร giapponese. Ma รจ aprendo i cassetti che si vede il cambio di passo: il segmento Enterprise cresce dell’11% a 260,4 miliardi di yen, con un risultato operativo in aumento del 28%, e dentro quel segmento la voce che brucia le tappe รจ proprio l’infrastruttura di calcolo per l’AI e i servizi cloud, a +31% sull’anno. L’azienda si sbilancia perfino sulla traiettoria: per il business Cloud & AI prevede una crescita composta attorno al 30% annuo fino all’esercizio 2027. Il confronto con il consumer รจ impietoso: il segmento cresce del 4% a 749,7 miliardi, ma l’utile operativo cala leggermente per i costi dell’energia, e il mobile puro โ 400,5 miliardi di ricavi โ avanza appunto di quello 0,8% che sa tanto di elettrocardiogramma piatto.
La telco che affitta cervelli elettronici
Attenzione a non confondersi, perchรฉ in casa SoftBank la nomenclatura inganna: qui parliamo di SoftBank Corp, l’operatore telefonico quotato a Tokyo, non della holding di Masayoshi Son che colleziona quote di OpenAI e progetti faraonici. Ma la parentela si sente tutta, perchรฉ la telco ha sposato in pieno la dottrina di famiglia: i data center AI costruiti sul territorio giapponese, l’alleanza con Nvidia per portare le GPU dentro la rete radio, la joint venture con OpenAI per vendere l’intelligenza artificiale alle imprese giapponesi. Il risultato รจ che l’operatore telefonico sta diventando qualcosa di diverso: un fornitore di capacitร di calcolo e servizi cognitivi che, tra le altre cose, vende anche abbonamenti mobili. Il “secondo piano” di cui parliamo non รจ uno slogan da conference call, ma un cantiere con date e indirizzi: l’operatore ha riconvertito in fabbriche di calcolo siti industriali dismessi โ emblematico il caso dell’ex stabilimento di pannelli LCD di Sakai, nell’area di Osaka, trasformato in uno dei piรน grandi data center AI del Giappone โ e con AITRAS, la piattaforma sviluppata con Nvidia, sperimenta stazioni radio in cui la stessa GPU serve la rete e, nei tempi morti, vende inferenza ai clienti. Sul fronte commerciale, la joint venture con OpenAI porta l’AI “chiavi in mano” nelle imprese giapponesi, mentre nel consumer il gruppo puรฒ contare sull’ecosistema digitale di LY Corporation e PayPay per monetizzare ciรฒ che la tariffa mobile non dร piรน. ร la stessa metamorfosi che abbiamo visto a Seul, dove SK Telecom รจ arrivata a pubblicare un proprio modello sovrano da 688 miliardi di parametri: le telco dell’Asia orientale hanno deciso che il loro futuro non รจ trasportare l’AI degli altri, ma produrla e affittarla in proprio.
E il Giappone, va detto, ci sta mettendo del suo anche sul fronte della rete: la settimana scorsa docomo ha affidato a Ericsson il cervello della sua RAN in chiave AI-native, e ieri Seul ha arruolato la stessa Ericsson per il progetto nazionale AI-RAN coreano. Sull’asse Tokyo-Seul si sta decidendo, in queste settimane, come sarร fatta la rete mobile del prossimo decennio โ quella che dovrร reggere il traffico “al contrario” generato dalle applicazioni AI, con l’uplink da protagonista.
Perchรฉ riguarda anche noi
La domanda che la trimestrale di SoftBank pone alle telco europee รจ scomoda: se il mobile consumer รจ destinato a crescere di frazioni di punto โ e la demografia giapponese, da questo punto di vista, รจ solo un’anteprima della nostra โ da dove verrร la crescita? La risposta giapponese e coreana รจ: dall’enterprise, dal cloud e dall’AI, cioรจ da business che richiedono investimenti massicci e competenze nuove. La risposta europea, per ora, oscilla tra il consolidamento (ridurre i concorrenti per difendere i margini) e la speranza che qualcuno โ Bruxelles, il fair share, il 6G โ porti soldi freschi. Sono strategie difensive contro una strategia offensiva, e i conti di Tokyo dicono quale delle due stia funzionando.
Il commento della redazione
Una crescita mobile dello 0,8% con ricavi record complessivi: in questa apparente contraddizione c’รจ, a nostro avviso, la fotografia piรน onesta del mestiere di operatore nel 2026. La connettivitร รจ diventata un’utility matura, indispensabile e ingrata, che da sola non paga piรน nรฉ i dividendi nรฉ gli investimenti; chi l’ha capito per tempo ci ha costruito sopra un secondo piano โ il calcolo, l’AI, i servizi alle imprese โ e oggi incassa. SoftBank parte peraltro con un vantaggio strutturale che non va sottovalutato: puรฒ comprare GPU e competenze dentro la propria galassia familiare, dal progettista di chip Arm fino a OpenAI. Le telco europee quel vantaggio non ce l’hanno, ma la lezione resta valida anche in scala ridotta: il punto non รจ se diversificare verso l’AI, รจ quanto in fretta. Perchรฉ lo 0,8% del mobile giapponese non รจ un’anomalia locale โ รจ la nostra prossima trimestrale, vista con qualche anno di anticipo.