
Tashkent, 20 maggio 2025 – Nel cuore della capitale uzbeka si è appena concluso il Global Optical Summit dedicato al Medio Oriente e all’Asia Centrale, dove Huawei ha svelato la famiglia di prodotti F5G-A (Fixed 5th Generation – Advanced), pensata per spingere l’infrastruttura in fibra oltre i limiti attuali e diventare la spina dorsale dell’economia basata sull’intelligenza artificiale della regione. «Niente fibra, niente AI»: con questa frase Perry Yang, Presidente della divisione Enterprise Optical, ha riassunto l’urgenza di costruire reti ottiche pervasive e intelligenti che “potenzino e alimentino il calcolo” in ogni settore produttivo Huawei Enterprise.
Il contesto del summit di Tashkent
Oltre 1 500 tra decisori governativi, telco e system integrator hanno partecipato alla prima edizione uzbeka del Middle East & Central Asia Tech Carnival. L’evento – aperto da Charles Shen, VP di Huawei ME&CA – ha fotografato una regione dove la domanda di connettività a larghissima banda cresce del 25 % annuo, sospinta dai programmi di smart city del Golfo, dalla digitalizzazione dell’energia e dalle iniziative di paper-less government in Asia Centrale Huawei EnterpriseLinkedIn.
Che cos’è F5G-A e perché conta
F5G-A amplia lo standard F5G definito da ETSI e ne introduce tre pilastri:
- All-Optical Everywhere – portare la fibra non solo nelle case (FTTH) ma in ogni stanza (FTTR) e in ogni sensore industriale.
- Sensing-in-Fiber – usare la stessa infrastruttura per rilevare vibrazioni, temperature o anomalie nei perimetri sensibili.
- AI-Native O&M – gestione predittiva a zero touch, abilitata da modelli di machine learning che “vedono” il degrado della rete prima che si manifesti.
Secondo Marcus Brunner, vice-chair di ETSI ISG F5G, questa evoluzione «crea il terreno di coltura perfetto per le applicazioni AI di nuova generazione» Developing Telecoms.
Le soluzioni lanciate: dall’abitazione al data-center
Huawei ha presentato quattro pacchetti commerciali:
- FTTH 2.0 e FTTR “Room-Grade” – fino a 10 Gb/s simmetrici, Wi-Fi 7 integrato e latenza inferiore a 1 ms per il cloud gaming.
- FTTO 2.0 per campus – banda a 50 Gb/s per aula e 10 Gb/s per access point, con planning da due giorni a un’ora grazie all’AI Developing Telecoms.
- All-Optical DCI Lossless – interconnessione tra data-center con OTN OSN 9800 K12, zero packet-loss su RDMA e correzione di errori al volo.
- Perimeter Fiber Sensing – cavi passivi che alimentano videocamere e sensori fino a 30 km, senza alimentazione esterna.
Un esempio concreto arriva da Azizi Developments: la catena alberghiera di Dubai ha messo a regime un campus interamente ottico capace di ridurre del 40 % il consumo energetico delle reti LAN tradizionali e di dimezzare i tempi di provisioning delle camere per il check-in digitale Huawei Enterprise.
Un tassello chiave per il Medio Oriente e l’Asia Centrale
Secondo la World Bank, nell’area ME&CA la penetrazione della fibra supera di poco il 30 % degli abbonati broadband. Le soluzioni F5G-A puntano a colmare questo “digital divide” in tre modi:
- Deployment rapido – topologie point-to-point su monofibra che riducono del 35 % i costi di scavo nelle città storiche di Samarcanda o Muscat.
- Banda garantita per l’edge AI – essenziale per i progetti di sorveglianza intelligente dei giacimenti petroliferi sauditi o per l’analisi real-time delle linee di produzione tessile uzbeke.
- Resilienza climatica – le reti ottiche sono immuni alla sabbia e alle escursioni termiche frequenti nei deserti del Golfo.
Non a caso, i ministeri delle Comunicazioni di Arabia Saudita e Kazakistan hanno già annunciato proof-of-concept sulla dorsale nazionale in collaborazione con Huawei (memorandum firmato lo scorso aprile).
Standard e visione a lungo termine
La ratifica ITU-T del nuovo fgOTN a fine 2023 – destinato a sostituire SDH – conferma l’impegno della comunità tecnica verso reti completamente ottiche che parlano “nativamente” AI Developing Telecoms. In parallelo, il Passive Optical LAN entra negli standard di smart-hospital europei, dimostrando che la fibra non è più solo capacità, ma anche sostenibilità (fino al 60 % di risparmio energetico rispetto al rame).
Il mio punto di vista
Huawei ha spesso anticipato i trend hardware – basti pensare ai primi switch 10 Gb/s già nel 2010 – ma con F5G-A compie un salto culturale: l’azienda passa da “fornitore di banda” a abilitatore di ecosistemi AI-centrici. La sfida, però, non sarà solo tecnologica: servono skills locali per installare, gestire e monetizzare queste reti. Se governi e operatori sapranno cogliere l’occasione di formare tecnici e sviluppatori, il risultato potrebbe essere una nuova Silicon Wadi estesa dal Levante al Kazakistan.
Conclusioni
F5G-A non è un semplice upgrade di velocità; è la risposta infrastrutturale a un futuro dove l’AI dovrà essere disponibile “al bordo” di fabbriche, ospedali e smart-city. Il messaggio di Tashkent è chiaro: l’intelligenza artificiale cammina su fibra, e il tempo di agire è ora.