
La FCC ha votato, e nessuno ha vinto del tutto. Il 29 ottobre, nella riunione mensile a Washington, i tre commissari hanno approvato all’unanimità la proposta di regolamento che apre altri 482 MHz di spettro mobile al direct-to-device, portando le bande ammesse da cinque a tredici. I grandi operatori, che la settimana scorsa avevano chiesto di togliere i 2,5 e i 3,45 GHz, non li hanno visti sparire dal testo, ma hanno ottenuto che la Commissione chieda esplicitamente conto dei problemi tecnici delle bande TDD. SpaceX, che all’ultimo minuto aveva chiesto di aggiungere i 902-928 MHz, non è stata accontentata. Lo raccontano Light Reading con Jeff Baumgartner, Broadband Breakfast, che ha seguito la conferenza stampa, e Satnews.
Che cosa è stato approvato
Il documento votato è una notice of proposed rulemaking, cioè l’apertura di una consultazione, non una regola definitiva: i commenti saranno dovuti sessanta giorni dopo la pubblicazione nel Federal Register, e solo dopo la FCC scriverà le norme. Il contenuto è quello della bozza dell’8 ottobre che avevamo letto domenica: tredici bande invece di cinque per il Supplemental Coverage from Space, la sostituzione dell’obbligo di affittare lo spettro da tutti i titolari di un’intera area geografica con una semplice certificazione di «accordi di coesistenza» limitati alle zone che il satellite intende servire, e la possibilità per un operatore satellitare di usare licenze terrestri che possiede direttamente. È quest’ultima la modifica che conta per SpaceX, che quest’anno ha comprato le licenze AWS-4 e H-block di EchoStar, gli 800 MHz di Grain e le tre licenze AWS-3 di Tristar.
Sulle due bande contese, Joel Taubenblatt, capo del Wireless Telecommunications Bureau, ha spiegato in conferenza stampa che la Commissione ha «aggiustato il modo in cui chiediamo commenti sulle bande che possono essere usate in TDD», perché «nel fascicolo sono state sollevate diverse preoccupazioni su alcune difficoltà tecniche». In altre parole, 2,5 e 3,45 GHz restano nell’elenco, ma il testo ora domanda se e come un satellite possa convivere con una rete terrestre che alterna trasmissione e ricezione sulla stessa frequenza, il problema che T-Mobile aveva descritto con la frase «un satellite non può tenere il ritmo». Il presidente Brendan Carr lo ha ammesso dal podio: «ci sono importanti questioni tecniche a cui rispondere sul fatto che usi satellitari e terrestri possano coesistere con successo nelle bande che consideriamo oggi», aggiungendo che terrà d’occhio lo studio finale della NTIA, l’agenzia federale che gestisce lo spettro governativo. Per Light Reading non è chiaro se le due bande arriveranno al regolamento finale.
Il no a SpaceX e il tema della concentrazione
La richiesta di SpaceX era arrivata con una lettera depositata a ridosso del voto: includere nella consultazione anche i 902-928 MHz, la banda su cui NextNav ha chiesto da tempo di riconfigurare le proprie licenze per costruire un sistema di posizionamento terrestre di riserva al GPS e un servizio 5G, incontrando l’opposizione degli altri utenti di quelle frequenze. SpaceX aveva fatto sapere di essere interessata a usarle per il direct-to-device, se mai venissero liberate. Taubenblatt ha detto che la Commissione «non ha agito» sulla richiesta. È il secondo stop dell’anno per l’azienda di Musk davanti alla FCC, dopo il rigetto di aprile della petizione per accedere allo spettro MSS degli incumbent, e arriva a una settimana dall’approvazione di Amazon-Globalstar, che a un concorrente diretto ha dato proprio spettro satellitare esclusivo.
L’altra novità della giornata è politica. Anna Gomez, unica commissaria democratica, ha votato a favore ma ha ottenuto che il testo chieda un parere su uno «spectrum screen» per lo spettro satellitare, lo strumento con cui la FCC vigila sulla concentrazione delle frequenze nei mercati locali per impedire che un operatore ne accumuli troppe. «Mi preoccupo della concorrenza e di fare in modo che chiunque voglia accedere allo spettro, entro limiti ragionevoli, possa farlo», ha detto, aggiungendo di non volere «uno o due soggetti» che dominino il direct-to-device. Nella stessa seduta la FCC ha avviato anche l’asta dei 25 MHz a 1675-1695 e 2020-2025 MHz di cui abbiamo scritto ieri sera, con Carr che si aspetta «grande interesse per questa quantità apparentemente modesta di spettro», e ha autorizzato i droni a usare quasi 50 MHz della banda 800 MHz.
Il nostro commento
Chi si aspettava uno scontro frontale resta deluso, e forse è giusto così. La FCC ha fatto la cosa più ragionevole che poteva fare con una consultazione: non ha cancellato le bande TDD, perché farlo prima di raccogliere i dati avrebbe dato ragione ai tre grandi sulla fiducia, ma ha trasformato la loro obiezione in domande ufficiali a cui SpaceX e gli altri dovranno rispondere con misure, non con slogan. Per T-Mobile e AT&T è una mezza vittoria: il fascicolo ora contiene i loro numeri, dal 96 per cento di uplink perso alla finestra di guardia da 20-25 MHz, e chi vorrà i 2,5 GHz dallo spazio dovrà smontarli uno per uno. Per SpaceX è una mezza sconfitta: il no ai 900 MHz dice che la Commissione non intende farsi dettare l’agenda nemmeno dal soggetto che più la sta spingendo.
La partita vera però non è nelle bande contese. È nelle due righe sul leasing: la fine dell’obbligo di affittare da tutti i titolari di un’intera area e il via libera all’uso diretto di licenze proprie. Con quelle regole SpaceX non ha più bisogno di un operatore terrestre che le dia il permesso, e i tre no all’MVNO di questa settimana perdono una parte del loro peso. Sommati allo spettro già comprato, ai quindicimila satelliti autorizzati e alle trattative per gli ottantamila siti, i pezzi del quarto operatore ci sono tutti, e il «sesto, non quarto» di Dan Schulman suona ogni giorno più come un auspicio. L’idea di Gomez di uno spectrum screen satellitare è la più lungimirante uscita da quella sala: se il direct-to-device diventerà un mercato, qualcuno dovrà impedire che lo spettro orbitale finisca in due mani, come sta già succedendo. In Europa il problema si porrà con la banda 2 GHz nel 2027, e sarebbe utile pensarci prima di avere il fascicolo pieno.
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