
C’è un modo molto concreto di misurare quanto sia dura la vita nelle onde millimetriche, e non ha niente a che fare con i decibel. Si chiama amministrazione controllata. Cambridge Broadband Networks Group, per tutti CBNG, ha chiuso i battenti: la società inglese che aveva costruito una radio a 39 GHz su misura per Verizon ha cessato l’attività e all’inizio di ottobre è passata nelle mani degli amministratori, con circa 75 dipendenti lasciati a casa e il sito web spento. A raccontarlo è Light Reading, che ha ottenuto la conferma più importante: il grande cliente che se n’è andato era proprio Verizon.
Un solo cliente, una sola banda
La frase che riassume tutto l’ha detta Stephen Goderski, socio dello studio PKF Littlejohn e co-amministratore della procedura: «Avevano un unico grande cliente, e quando quel cliente ha deciso di andare altrove, è stata la fine dell’attività». Verizon, dal canto suo, non ha scaricato la colpa sulla tecnologia. Nella dichiarazione inviata alla testata americana si legge che il prodotto di Cambridge «completava la nostra soluzione mmWave», ma che «con i tempi di produzione sempre più in ritardo» l’operatore ha scelto di chiudere il rapporto «nell’interesse dei nostri clienti e del nostro business». Tradotto: la radio funzionava, ma non arrivava abbastanza in fretta e in quantità sufficiente per il ritmo di dispiegamento che Verizon pretendeva.
CBNG non era una startup improvvisata. Fondata nel 2000 a Cambridge, aveva passato vent’anni a vendere sistemi punto-multipunto per backhaul e accesso fisso in microonde e onde millimetriche, l’eredità di quella LMDS che a fine anni Novanta prometteva la fibra senza fibra. I suoi apparati sono finiti presso oltre cento operatori nel mondo, soprattutto in Africa. Poi, dopo la ristrutturazione del 2020, la svolta: nuovo nome, catalogo storico accantonato e tutto il peso dell’azienda spostato su una linea di prodotti FWA 5G a standard 3GPP in onde millimetriche. Il VectaStar NR è stato presentato a gennaio di quest’anno, con i 39 GHz come prima banda supportata, scelta fatta per Verizon, e i 28 GHz in sviluppo. Ad aprile l’apertura di un ufficio a Richardson, in Texas, per seguire il cliente da vicino. Sei mesi dopo, la fine.
«Il manifesto della stupidità»
Il giudizio più tagliente arriva da Earl Lum, fondatore della società di analisi EJL Wireless Research, che a Light Reading non ha usato giri di parole. «CBNG ha costruito una radio a 39 GHz su misura per Verizon che nessun altro poteva usare»: un prodotto che ha richiesto ricerca, sviluppo e certificazione FCC, e che non aveva un secondo compratore possibile. «Credo che questo abbia messo CBNG sotto pressione finanziaria», aggiunge. E poi la stoccata al sistema paese: «Non c’è nessun altro paese idiota al mondo che abbia dispiegato le onde millimetriche a parte gli Stati Uniti. Siamo stati il manifesto della stupidità, così che tutti gli altri potessero imparare dal nostro fallimento».
È una tesi estrema, ma fotografa una dinamica nota: un fornitore piccolo investe tutto per entrare nella lista di un gigante, e scopre che nella rete di accesso radio la soglia d’ingresso è altissima e il margine d’errore vicino allo zero. Se poi la tecnologia è il mmWave, con la propagazione a vista e la sensibilità alla pioggia, il rischio raddoppia. Light Reading lo sintetizza con una battuta: «speriamo che non piova».
Il paradosso Verizon
La parte più amara della vicenda è il tempismo. Mentre CBNG spegneva le luci, Verizon annunciava di aver riscoperto proprio le onde millimetriche. Nella trimestrale del 26 ottobre l’amministratore delegato Dan Schulman ha parlato di una «svolta tecnologica» che permetterà di offrire un FWA a 1 Gbit/s nelle aree metropolitane, con l’obiettivo di aggiungere tra 10 e 15 milioni di abitazioni raggiungibili e di scaricare la banda C dal traffico fisso. I 1.700 MHz di spettro millimetrico, ha detto, erano «largamente sottoutilizzati» e diventano ora «un vantaggio competitivo e differenziante». Ne avevamo scritto nel dettaglio qui, notando anche il contesto: le nuove attivazioni FWA di Verizon sono scese a 159.000 nel trimestre, il 40% in meno di un anno prima, e Schulman ha ammesso di non voler più vendere 300 Mbit/s a chi chiede un giga.
Di che cosa sia fatta questa svolta Schulman non lo ha spiegato, e Light Reading registra che alcuni analisti la collegano a Starry, l’operatore FWA millimetrico specializzato nei condomini che Verizon ha comprato a marzo. In altre parole: Verizon non ha abbandonato le onde millimetriche, ha solo scelto un altro modo di farle, e quel modo non passava più da Cambridge. Per CBNG è la beffa finale: scommessa giusta nella direzione, sbagliata nei tempi, e troppo dipendente da un unico interlocutore che aveva alternative.
L’elogio postumo
C’è un documento che oggi si legge in modo diverso da come fu scritto. A fine settembre Paul Wright, chief revenue officer di CBNG, aveva firmato su Mobile Industry Review un lungo intervento intitolato «L’industria si è sbagliata sul mmWave?». La tesi: il mmWave non è una tecnologia fallita, è una tecnologia che il settore ha pianificato con gli strumenti sbagliati. Le limitazioni citate come difetti, scarsa penetrazione negli edifici, poca diffrazione attorno agli ostacoli, attenuazione da pioggia, «non sono mai state limiti sconosciuti», scrive Wright: erano caratteristiche note a qualunque ingegnere radio, applicate però a modelli di copertura nati per frequenze che attraversano i muri e girano gli angoli. «La fisica non si è mai rotta. L’industria ha semplicemente dovuto imparare a progettarle attorno». Il mmWave, concludeva, non sostituisce le bande basse ma è destinato a diventare «una componente sempre più essenziale» delle reti di prossima generazione. Un mese dopo, quell’articolo suona come un necrologio, scritto con convinzione da chi non avrebbe avuto il tempo di dimostrarlo.
Il commento della redazione: la lezione per i 26 GHz italiani
Guardare questa storia dall’Italia ha un senso preciso, perché siamo nel pieno della nostra partita millimetrica. Nell’asta 5G del 2018 i cinque operatori di allora si portarono a casa un blocco da 200 MHz ciascuno tra 26,5 e 27,5 GHz, al prezzo base di circa 32,6 milioni di euro a testa. E in queste settimane il MIMIT sta assegnando la porzione bassa della banda, i 24,25-26,5 GHz, con offerte iniziali dal 5 al 9 novembre: come abbiamo raccontato, tra gli ammessi l’unico operatore mobile è Iliad, affiancato da Eolo e da una pattuglia di operatori regionali, mentre TIM, Vodafone e WindTre hanno preferito restare fuori. Chi si aggiudicherà quei lotti dovrà poi costruire qualcosa, e il caso CBNG dice due cose utili. La prima è che il mmWave è un gioco di ecosistema: una radio che esiste solo per un cliente e una banda è una radio fragile, e chi la compra deve chiedersi chi la produrrà fra tre anni. La seconda è che il modello più credibile oggi non è la copertura mobile a tappeto, ma l’FWA mirato sui condomini e sulle zone dense, che è esattamente ciò che Verizon sta cercando con Starry e ciò per cui Eolo e i piccoli operatori italiani vogliono i 26 GHz. Le onde millimetriche non sono morte. Sono soltanto molto meno indulgenti con chi le affronta da solo.
💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.