
Il Brasile ha più di 200 milioni di linee mobili e un territorio di 8,5 milioni di chilometri quadrati, e secondo le stime citate da AST SpaceMobile circa metà della rete autostradale federale e statale e due terzi dei terreni agricoli non hanno copertura 4G o 5G. È su quel vuoto che l’azienda texana ha messo oggi un pacchetto di tre annunci in uno: l’autorizzazione dell’Anatel, il regolatore brasiliano, a usare 30 MHz di banda S per il servizio direct-to-device, il via libera all’uso secondario di frequenze a 700 MHz nelle aree di quattro operatori regionali con cui ha firmato accordi, e il piano per quattro gateway di terra nel Paese. Il comunicato è uscito oggi da Midland, Texas, tre giorni dopo che la stampa brasiliana aveva già fatto i nomi di tre dei quattro operatori.
Due spettri per lo stesso telefono
I numeri dell’autorizzazione vanno letti insieme, perché si completano. La banda S assegnata dall’Anatel ad AST SpaceMobile è di 15+15 MHz, 30 MHz in tutto, ed è spettro proprio della società per servizi mobili via satellite. In più, con il benestare del regolatore e grazie agli accordi con gli operatori regionali, AST potrà usare fino a 10+10 MHz a 700 MHz, la banda cellulare classica, nelle rispettive aree di licenza di ciascun operatore. «Queste risorse complementari, 30 MHz in banda S e fino a 20 MHz a 700 MHz, rafforzano la nostra capacità di portare la banda larga cellulare dallo spazio in tutto il Brasile», scrive l’azienda, con l’obiettivo di offrire voce, dati e video «direttamente su smartphone standard, non modificati».
La distinzione non è un dettaglio tecnico da comunicato. Lo spiega bene BNamericas, che il 23 ottobre aveva anticipato gli accordi: la banda S dà ad AST capacità propria nel Paese, ma richiede terminali compatibili con quella banda, che oggi non sono la maggioranza del mercato. Il servizio sugli smartphone già in tasca ai brasiliani dipende quindi dai 700 MHz degli operatori partner, che il telefono vede come una normale cella 4G o 5G, solo molto più lontana. È lo stesso schema di TELUS in Canada, dove il primo test è andato in onda a ottobre.
Chi sono i quattro operatori
AST SpaceMobile nel comunicato non fa nomi. Tre, però, li ha dati la stampa brasiliana: secondo BNamericas, Brisanet, Unifique e iez! Telecom hanno comunicato al mercato il 23 ottobre, con un fato relevante, l’accordo commerciale con AST, impegnandosi a mettere a disposizione le frequenze a 700 MHz che possiedono e a investire nell’infrastruttura che collega le loro reti ai gateway del satellite. I termini definitivi del contratto, aggiungeva la testata, erano ancora in negoziazione e l’intesa dipendeva dalle approvazioni dell’Anatel e dell’antitrust Cade; nessuna data di lancio, nessun prezzo, nessuna cifra di investimento.
La storia di quelle frequenze dice molto sul mercato brasiliano. I tre operatori, ricostruisce BNamericas, le hanno comprate a maggio in un’asta con cui l’Anatel ha rimesso in vendita lo spettro a 700 MHz assegnato a Winity nell’asta 5G del 2021 e poi restituito, in blocchi da 10+10 MHz: Brisanet si è presa i lotti del Nordest e del Centro-Ovest, Unifique quello del Sud, iez! quello che copre Rio de Janeiro, Minas Gerais ed Espírito Santo. Per Brisanet, scrive la testata, il satellite è il modo di puntare a una copertura «al 100 per cento» nelle aree rurali e remote dove la sua rete terrestre non arriva ancora. «La partnership con AST SpaceMobile completa la nostra rete e ci permette di portare la connettività oltre la nostra infrastruttura terrestre, con gli smartphone che i clienti già possiedono», ha detto José Roberto Nogueira, fondatore e amministratore delegato di Brisanet.
I satelliti che ancora mancano
«Il Brasile ha un’ambizione di connettività pari alle dimensioni del Paese», dice Abel Avellan, fondatore e amministratore delegato di AST SpaceMobile. «Stiamo mettendo insieme spettro, relazioni con gli operatori e infrastruttura di terra per offrire un terzo livello di connettività in tutto il Brasile». I quattro gateway previsti faranno da ponte tra i satelliti BlueBird e le reti core degli operatori, instradando voce, video e dati. La stessa azienda, però, mette per iscritto che «la disponibilità del servizio si amplierà man mano che la capacità satellitare e l’infrastruttura di terra verranno dispiegate», ed è qui che il calendario si fa meno brillante del comunicato.
AST SpaceMobile oggi ha 13 satelliti in orbita, scrive BNamericas, un numero insufficiente per un servizio continuo in un Paese grande come il Brasile; per confronto, Starlink ne avrebbe circa 650 dedicati al direct-to-cell, anche se i BlueBird sono molto più grandi e, in teoria, ne servono meno. I prossimi tre sono attesi al lancio a fine ottobre e, secondo le informazioni di mercato riportate dalla testata, la copertura sufficiente a servire i clienti degli operatori partner in modo continuo è prevista per fine 2027, con circa 90 satelliti stimati per un servizio globale e 243 entro fine 2028. È la stessa ragione per cui Orange, la settimana scorsa, ha rinviato al 2027 i test con AST: in orbita non ci sono ancora abbastanza BlueBird. Nel comunicato del 20 ottobre sulla «prontezza al servizio», AST parla di copertura iniziale e intermittente entro fine 2026 in Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito e Arabia Saudita; il Brasile, in quella lista, non c’è.
Il contesto: sandbox, Starlink e TIM
Il quadro regolatorio brasiliano, ricorda BNamericas, è ancora provvisorio: i servizi direct-to-device operano dentro un sandbox dell’Anatel, prorogato in agosto fino ad aprile 2029 o fino all’entrata in vigore di regole definitive. L’autorizzazione di maggio per la costellazione di AST, 248 satelliti in orbita bassa, vale fino a settembre 2039 e non dà priorità di coordinamento rispetto ai sistemi autorizzati in precedenza. E la concorrenza c’è già: lo stesso regolatore ha concesso a Starlink 15+15 MHz in banda S per il direct-to-device, Vivo ha l’autorizzazione a testare la tecnologia con SpaceX, mentre in Brasile TIM aveva annunciato nel 2023 una partnership con AST per i test. Un regolatore, lo stesso che in queste settimane discute con Vivo e Claro l’asta dei 6 GHz, che sta distribuendo le carte del satellite a più giocatori.
Il commento della redazione
Il Brasile è il mercato ideale per capire cosa sia davvero il direct-to-device: non un servizio di lusso ma un modo per coprire, a costo accettabile, metà delle autostrade e due terzi dei campi di un Paese continentale. Per questo la mossa più interessante dell’annuncio non è la banda S, che AST si porta dietro mercato per mercato, ma il 700 MHz dei tre operatori regionali. Sono aziende che hanno comprato spettro a maggio e che, invece di aspettare anni per costruire migliaia di siti, prestano quella banda al satellite in cambio di una copertura da promettere subito. Il punto debole resta lo stesso di tutta la storia di AST: i satelliti. Con 13 BlueBird in orbita e un servizio continuo previsto per fine 2027, lo spettro autorizzato oggi è un’ipoteca sul futuro, non una copertura. Ma nel direct-to-device, come abbiamo visto in Europa, le frequenze si prendono prima che arrivino i satelliti, non dopo, e l’Anatel ha appena dimostrato di saperle distribuire in fretta.
Fonti: comunicato AST SpaceMobile (Business Wire), 26 ottobre 2026; BNamericas, 23 ottobre 2026; comunicato AST SpaceMobile del 20 ottobre 2026.
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