
Il traduttore portatile ha sempre avuto lo stesso difetto: quando serve davvero è nel cassetto, o nell’altra borsa. Timekettle, il marchio di Shenzhen dei dispositivi di traduzione, prova a risolverlo togliendo di mezzo il dispositivo dedicato. LiveTalk, in vendita da oggi 8 ottobre a un prezzo consigliato di 129 dollari, è un paio di auricolari aperti pensati per stare sull’orecchio tutto il giorno a fare da cuffie per la musica, che quando serve diventano un interprete in tempo reale per conversazioni, chiamate, video e conferenze. Il comunicato con cui l’azienda lo presenta è sotto embargo fino a oggi alle 17, e il campione è arrivato in redazione ieri: quello che segue sono le dichiarazioni del produttore, lette sulla carta e sulla confezione, non ancora le nostre misure.
Quattro modi di tradurre, un solo paio di auricolari
Timekettle descrive quattro situazioni d’uso. La prima è la conversazione a due: due interlocutori e un solo paio di auricolari, che volendo si possono dividere, uno a testa, con la traduzione che arriva in tempo reale. La seconda è l’ascolto, pensato per conferenze, convegni e visite guidate: lo smartphone registra chi parla e manda la traduzione in cuffia; per le sessioni lunghe l’app produce riassunti automatici con data e ora e conserva le trascrizioni, la funzione che sulla scatola si chiama «AI Live Summary». La terza riguarda chiamate e videoconferenze, tradotte in entrambe le direzioni senza che l’interlocutore debba installare nulla. La quarta è quella dei contenuti: audio e video riprodotti su telefono o computer, dal corso online allo streaming, tradotti al volo.
Le lingue dichiarate sono 53, con 107 accenti, e 25 coppie linguistiche funzionano anche senza connessione. Sotto c’è Babel OS 3.0, l’ultima versione della piattaforma di traduzione sviluppata in casa, che l’azienda riassume in tre parole inglesi: fast, vast e fluent. La terza è la più interessante, perché indica un modulo di revisione basato su intelligenza artificiale che riscrive la traduzione letterale in una frase più naturale, e il retro della confezione parla esplicitamente di modelli linguistici di grandi dimensioni al lavoro in tempo reale.
Dove entra la rete, e perché ci interessa
È il dettaglio per cui questo prodotto finisce su un sito di reti mobili. Fuori dalle 25 coppie offline la traduzione passa dal cloud: il telefono manda l’audio ai server di Timekettle e riceve indietro il testo tradotto, che gli auricolari leggono nell’orecchio. Il fast del produttore sta proprio qui: «nodi server veloci, in grado di mantenere connessioni stabili anche in presenza di una copertura di rete debole». Tradotto, la qualità dell’interprete dipende anche da quanto è buona la rete mobile nel punto in cui ci si trova, che sia una metropolitana, un padiglione fieristico affollato o un Paese straniero in roaming. Quanto regga davvero con due tacche è una cosa che si misura sul campo, non sulla carta, ed è esattamente il tipo di prova che ci piace fare.
Prima di tutto cuffie
Timekettle insiste sul fatto che LiveTalk sia prima di tutto un auricolare da musica, non un traduttore con l’altoparlante. Ogni lato monta un driver dinamico da 11 millimetri con membrana in titanio e bordo in schiuma ad alto assorbimento; nell’app ci sono sei equalizzazioni preimpostate, dalla classica al country, più un profilo personalizzabile, e quando parte una traduzione il suono passa da solo a una curva che privilegia la voce. Il comunicato lo dice con una battuta: il preset «Jazz» non è proprio l’ideale per una trattativa contrattuale.
Il formato è aperto, con un gancio che passa dietro l’orecchio e lascia libero il condotto uditivo, come si vede nella foto in apertura. Sulla confezione del campione arrivato in redazione si leggono 6,9 grammi per auricolare, modello TMK009, batteria da 60 milliampereora per lato e da 500 nella custodia, otto ore per carica e 35 ore complessive con la custodia; il comunicato aggiunge che l’insieme con la custodia pesa 74,9 grammi e che dieci minuti di ricarica rapida valgono circa due ore e mezza di ascolto, «tempo sufficiente per il tragitto dall’aeroporto all’hotel». La connessione è Bluetooth 5.3, con la possibilità di tenere collegati due dispositivi insieme, per esempio telefono e portatile, senza rifare l’accoppiamento. Nella scatola, oltre agli auricolari, ci sono la custodia di ricarica e un cavo USB-C.

E la privacy?
Un interprete in cuffia sente tutto, anche quello che è riservato, e Timekettle lo sa: la confezione porta le scritte «Enterprise Privacy», «Privacy Protected» e «GDPR Compliant», e il comunicato dichiara conformità al GDPR europeo e al FERPA, la norma americana sui dati degli studenti, trasmissioni cifrate end-to-end e conversazioni che non vengono né conservate né usate per addestrare i modelli. Sono impegni del produttore, e vanno presi per quello che sono: non abbiamo modo di verificarli dall’esterno, e il fatto stesso che la traduzione passi dal cloud significa che per la maggior parte delle lingue l’audio esce dal telefono.
Il posto sul mercato
Finora la traduzione simultanea viveva in due mondi lontani: da una parte gli impianti professionali da sala conferenze, dall’altra le app sullo smartphone, come la traduzione delle chiamate che Samsung aveva promesso con il Galaxy S24. LiveTalk prova a stare in mezzo, con un hardware dedicato al prezzo di un auricolare true wireless di fascia media. Il pubblico che Timekettle indica è chi viaggia spesso, chi lavora con l’estero, gli studenti e le famiglie in cui si parlano più lingue. Quello che il comunicato non dice è il prezzo in euro e la disponibilità per l’Italia, quindi non li scriviamo.
Il nostro commento
L’idea è buona perché risolve un problema vero: i traduttori dedicati li abbiamo visti tutti nei cassetti, e un oggetto che si porta comunque, perché fa anche da cuffie, ha molte più probabilità di essere lì quando serve. La parte che resta da dimostrare è quella che il comunicato liquida in una riga, la stabilità con copertura debole. È lì che un prodotto del genere vince o perde, e un sito come il nostro ha il vantaggio di poterla misurare con il modem alla mano, in posti dove la rete è quella che è. Come abbiamo fatto con la prova del SaveFamily, quello che conta non è la scheda tecnica ma la settimana d’uso.
Il campione è appena arrivato in redazione: lo stiamo provando e vi raccontiamo presto come va, anche con poca copertura.
💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.