
Il 3GPP, l’organismo che scrive gli standard delle reti mobili, ha superato i primi round del 6G senza spaccarsi: a Madrid, a settembre, i delegati di Huawei hanno camminato negli stessi corridoi di quelli di Ericsson e Nokia. Ma sotto la superficie, racconta stamattina Iain Morris su Light Reading, si รจ aperta una lite che ricalca la contesa geopolitica fra Cina e Occidente, e che rischia di produrre due 6G: uno cinese e uno sostenuto da Europa e Stati Uniti. La posta non รจ la radio, questa volta, ma il core, il cervello della rete, e la domanda รจ quanto debba cambiare nel passaggio dal 5G al 6G.
Evoluzione contro rivoluzione
Se la rete di accesso radio รจ la pelle dell’infrastruttura, il core รจ il sistema nervoso centrale: software, ospitato in pochi data center invece che in migliaia di siti, vale meno fatturato della RAN per i grandi fornitori ma prende alcune delle decisioni piรน importanti della rete. Ericsson e Nokia, insieme a vari altri soggetti europei e americani e su richiesta di molte delle grandi telco che servono, spingono per un approccio evolutivo, un ritocco dei fondamentali che parcheggi l’intelligenza artificiale in un dominio separato. ยซIl core 6G รจ una versione del core 5G ritoccata molto leggermenteยป, dice a Light Reading Luke Ibbetson, responsabile della ricerca di Vodafone, riassumendo la posizione di questo fronte. ยซNon รจ una cosa nuovaยป. Prima della plenaria, 17 operatori fuori dalla Cina, compresi tutti gli incumbent europei e americani, hanno presentato un documento congiunto che chiede ยซl’evoluzione come punto di partenzaยป per l’architettura 6G: il core 5G deve essere ยซun’importante fondazione architetturale per il 6Gยป.
Evoluzione รจ la parola che Ericsson usa dall’anno scorso per inquadrare il 6G. ยซQuello per cui spingiamo รจ il passaggio al core 5G Standaloneยป, diceva a giugno Marie Hogan, responsabile della strategia 6G di Ericsson. ยซIl core 6G ne riuserร gran parteยป.
Huawei e ZTE, i due principali fornitori cinesi, insieme a China Mobile, il piรน grande operatore del Paese, chiedono invece qualcosa di piรน radicale: una rivoluzione invece di un’evoluzione. Non un’AI tenuta in un dominio a parte o inserita in alcune funzioni di rete, ma agenti di intelligenza artificiale integrati in profonditร nelle procedure, fino a quella che Ruth Brown, analista di Omdia, in una sua analisi recente chiama ยซconnettivitร gestita da agentiยป. A poche settimane dalla prossima riunione del 3GPP, scrive Morris, di voglia di compromesso ce n’รจ pochissima. ยซSono sorpreso che la gente non voglia scendere a compromessiยป, dice un dirigente di una telco europea che era a Madrid e chiede di restare anonimo. ยซTutti vogliono la semplicitร , purchรฉ sia la loro soluzioneยป.
Tre direzioni e una sigla, AMF
Nel gergo degli standard le proposte si chiamano Direction 1, 2 e 3. La prima, sostenuta fra gli altri da Ericsson, Nokia, T-Mobile US, Verizon, Deutsche Telekom, Nvidia e Qualcomm, tiene l’AI in un dominio separato, con l’AMF, la funzione che oggi instrada la segnalazione fra terminale e core, al suo posto. La seconda, appoggiata da NTT Docomo, Vodafone e da fornitori asiatici come Samsung, LG Electronics e NEC, inserisce l’AI in funzioni di rete 6G dedicate, con un instradamento piรน flessibile. La terza, quella del fronte cinese, con Huawei, HiSilicon, China Mobile, ZTE e vivo, sostituisce la segnalazione fissa con un coordinamento dinamico guidato dagli agenti e introduce una nuova funzione di instradamento indipendente dall’AMF. ยซImmagino che la loro logica sia togliere parte di questo gonfiore procedurale a piรน saltiยป, spiega Ruth Brown: oggi un segnale fra il telefono e il core fa diverse fermate intermedie, e un percorso piรน diretto potrebbe essere piรน snello ed efficiente.
Il compromesso in discussione, descritto da Brown, รจ una fusione parziale delle prime due direzioni: l’AI resta in un dominio separato, ma con qualche ritocco alle funzioni di instradamento per accontentare chi sostiene la seconda. Resterebbe comunque un fossato con la terza, e le due visioni, osserva Morris, non sembrano facili da conciliare. Brown avverte che il rischio รจ la frammentazione: ยซPotrebbe lasciare gli operatori a gestire due core divergenti, una soluzione rivoluzionaria a fornitore unico nei mercati domestici cinesi e un’architettura evolutiva multivendor nel resto del mondoยป. Le discussioni dopo Madrid, aggiunge, ยซdevono finalizzare un’architettura entro novembreยป.
Perchรฉ stavolta รจ diverso
Gli scontri sulla forma di una nuova generazione non sono una novitร . Ma il mercato, nel frattempo, si รจ diviso davvero. Sette anni fa Bรถrje Ekholm, allora CEO di Ericsson, stimava al 10% la quota della sua azienda in Cina; a fine 2025 la quota combinata di Ericsson e Nokia era scesa intorno al 3%, secondo dirigenti Nokia, e i fornitori nordici sono stati sostituiti da alternative cinesi. All’inverso i grandi operatori europei dicono di aver dismesso i prodotti core di Huawei, pur essendo stati meno solleciti con la RAN, come racconta la discussione sui tempi di rimozione, e nessuna delle grandi telco americane รจ cliente di Huawei o ZTE. Due mercati separati rendono due standard meno impensabili.
Fuori dalla Cina, l’opposizione a un rifacimento del core nasce dalla delusione per il 5G. ยซNon dicono non innoviamo, ma dicono non siamo troppo radicali, perchรฉ hanno speso molto sul 5Gยป, osserva Ruth Brown; lo slicing, ยซla grande funzione wowยป dello Standalone, รจ ancora in corso d’opera. La critica ai conservatori รจ che la timidezza potrebbe costare di piรน se un core nativo per l’AI diventasse presto indispensabile. Gabriel Brown, altro analista di Omdia, usa l’analogia dell’auto: i costruttori che hanno provato a far evolvere i motori a combustione in elettrici invece di ripartire da zero ยซhanno passato cinque anni a provare a rattoppareยป, e oggi anche Volkswagen e Toyota progettano elettriche native.
Il commento della redazione
Chi ci segue sa quanto il 5G Non Standalone pesi ancora sulle reti: รจ il motivo per cui il logo 5G sullo schermo dice poco e il core 4G continua a comandare. Il 6G, come abbiamo raccontato dopo Madrid, nasce proprio per non ripetere quell’errore, con lo Standalone come unica destinazione: ยซLa maggior parte degli operatori vede il 5G Standalone come la base da cui dispiegheranno il 6Gยป, dice Ibbetson. La lite sul core รจ perรฒ di un’altra natura. Il doppio binario NSA e SA era una scelta di tempi; due core incompatibili sarebbero una scelta di campo.
Tre settimane fa, da Madrid, era arrivata la notizia del rinvio sulle opzioni di migrazione; ieri abbiamo letto Ericsson ammettere che il multivendor resterร per aree geografiche; oggi scopriamo che sul cervello della rete le due metร del mondo non si parlano. Il filo รจ lo stesso: il 6G sta diventando una generazione definita piรน dai limiti del 5G che dalle sue ambizioni, e il fronte occidentale lo sa. Resta una domanda che ci poniamo: se la via cinese fosse davvero la piรน elegante, la prudenza di chi ha giร pagato il 5G la terrร fuori dallo standard, o soltanto fuori dall’Europa? La risposta, a novembre.
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