
Gli operatori di telecomunicazioni sono tornati a spendere, e piรน di quanto chiunque si aspettasse a gennaio. Secondo il rapporto Telecom Capex di settembre di Dell’Oro Group, diffuso oggi e ripreso da Telecompaper, nel primo semestre del 2026 gli investimenti mondiali delle telco sono cresciuti di circa il 5 per cento su base annua, dopo diversi anni di calo. Sembra la fine di una lunga carestia per chi costruisce le reti. Ma se si guarda dove sono finiti quei soldi, il quadro per le reti mobili รจ molto meno festoso: le antenne e il core mobile sono rimasti fermi, e la spinta รจ arrivata da tutt’altra parte.
Un semestre migliore del previsto, un decennio piatto
Il dato principale รจ netto. La spesa in conto capitale degli operatori, il cosiddetto capex, รจ salita di circa il 5 per cento nel primo semestre, un risultato che Dell’Oro definisce ยซpiรน forte del previstoยป e in miglioramento rispetto alle attese di inizio anno. Nella stessa misura, circa il 5 per cento, sono cresciuti i ricavi complessivi dei produttori nei sei segmenti di apparati che la societร di ricerca segue: accesso a banda larga, trasporto ottico, ponti radio, core mobile, accesso radio (il RAN, cioรจ antenne, radio e bande base) e router di fascia alta.
Stefan Pongratz, vicepresidente di Dell’Oro, frena perรฒ subito l’entusiasmo: ยซIl primo semestre รจ stato piรน forte di quanto ci aspettassimo, ma la traiettoria migliore nel breve periodo non cambia in modo sostanziale la storia di lungo periodoยป. Gli operatori, spiega, sono ยซin una posizione di capacitร piรน solida dopo i cicli di investimento in 5G e fibraยป, e l’attenzione si sta spostando ยซdalla copertura alla capacitร , all’ammodernamento, all’automazione e all’efficienzaยป. Le previsioni infatti non si muovono: tra il 2025 e il 2030 il capex mondiale delle telco crescerร a un tasso medio annuo fra lo zero e l’uno per cento. La cosiddetta intensitร di capitale, cioรจ la quota dei ricavi che gli operatori reinvestono nella rete, ha toccato il picco del 18 per cento nel 2022, nel pieno del 5G, e dovrebbe scendere intorno al 14 per cento nel 2028, prima di risalire leggermente quando cominceranno i primi investimenti nel 6G.
La crescita la fanno i data center, non le antenne
La parte piรน interessante sta in un’analisi parallela che Dell’Oro ha pubblicato sui ricavi degli apparati nel primo semestre. Il mercato รจ al sesto trimestre consecutivo di crescita su base annua, dopo il piรน 4 per cento del 2025 che aveva chiuso un calo del 14 per cento fra il 2022 e il 2024. Ma la composizione della crescita รจ cambiata. Gli operatori tradizionali restano di gran lunga i primi clienti, con oltre il 90 per cento dei ricavi, eppure secondo le stime di Dell’Oro i fornitori di cloud hanno generato il 55 per cento della crescita del semestre, trascinati dagli investimenti in intelligenza artificiale e data center e dalla connettivitร che serve a collegarli.
Tradotto per segmenti: a correre sono stati il trasporto ottico, cresciuto a doppia cifra grazie alla domanda di collegamenti fra data center, e i router di fascia alta. Il RAN e il core mobile, invece, sono rimasti ยซrelativamente stabiliยป, come l’accesso a banda larga e i ponti radio. ร coerente con quello che avevamo raccontato ad agosto sul mercato delle antenne: tre trimestri di fila col segno piรน, ma con una previsione per l’intero 2026 sostanzialmente piatta. Il mobile si รจ stabilizzato, non รจ ripartito.
La Cina sposta i soldi dalla rete al calcolo
Geograficamente, all’espansione del semestre hanno contribuito Nord America, area EMEA, America Latina e Asia-Pacifico esclusa la Cina. Il Nord America, in particolare, ha beneficiato in misura sproporzionata degli investimenti legati a cloud e AI, con domanda forte per trasporto ottico, router e accesso in fibra. La Cina invece sta andando peggio delle attese, e il motivo รจ dichiarato: la spesa per le infrastrutture si sta spostando dalle reti di telecomunicazione tradizionali al calcolo. I tre maggiori operatori cinesi puntano a far crescere del 40 per cento il capex per il computing nel 2026, mentre quello per la connettivitร tradizionale รจ atteso in calo del 24 per cento. La Cina, in altre parole, sta comprando server invece di antenne.
Anche le quote dei fornitori raccontano lo spostamento. A livello mondiale le gerarchie restano quelle note, con Huawei primo fornitore di apparati di telecomunicazione davanti a Nokia ed Ericsson. Fuori dalla Cina, perรฒ, i movimenti sono stati piรน marcati: Huawei e Cisco hanno guadagnato quota rispetto al 2025, mentre la quota combinata di Ericsson e Nokia รจ scesa di circa tre punti percentuali. Dell’Oro lo spiega in parte con la diversa esposizione dei fornitori ai mercati piรน dinamici, l’ottica e il routing, e in parte con dinamiche regionali.
Per il 2026 la societร di ricerca ha alzato la previsione sui ricavi degli apparati: piรน 3-5 per cento, contro il piรน 2-4 della stima precedente. I rischi perรฒ sono cambiati. La Cina viaggia sotto le attese per l’anno e i costi crescenti di memorie e componenti sono saliti nella lista delle preoccupazioni per il secondo semestre, bilanciati per ora dalla forza degli investimenti in cloud e AI.
Il nostro commento
Il titolo che circola oggi, ยซil capex delle telco torna a crescereยป, รจ vero ma racconta metร della storia. L’altra metร รจ che i soldi in piรน non sono andati alle reti mobili. Sono andati a tutto ciรฒ che collega e alimenta i data center, e una quota crescente non arriva nemmeno dagli operatori ma dai grandi del cloud. Per chi vive di antenne il messaggio di Dell’Oro รจ scomodo: il ciclo del 5G รจ maturo, le previsioni al 2030 sono piatte, e l’unica risalita prevista dell’intensitร di capitale รจ legata ai primi investimenti nel 6G, verso la fine del decennio.
In questo quadro si leggono meglio anche le notizie di casa nostra. I tagli di Ericsson a Genova, che proprio stamattina abbiamo visto trasformarsi da licenziamenti in uscite volontarie al tavolo del Mimit, arrivano mentre la quota dei due campioni europei fuori dalla Cina scende di tre punti e il RAN resta fermo. E il fatto che anche in Cina gli operatori stiano spostando budget dalla rete al calcolo dice che il fenomeno non รจ solo occidentale. Dell’Oro non stabilisce rapporti di causa ed effetto fra questi fatti, e noi nemmeno: ma la direzione del denaro รจ chiara. La domanda che resta aperta รจ quanto a lungo le reti mobili potranno vivere di capacitร ed efficienza prima che il traffico, o il 6G, le costringa a tornare a investire davvero.
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