
Ci sono notizie di telecomunicazioni che parlano di frequenze, antenne e business plan, e poi ci sono notizie che raccontano molto di piรน: la storia di un Paese che prova a rialzarsi. Quella arrivata oggi da Damasco appartiene alla seconda categoria. Il regolatore siriano delle telecomunicazioni ha annunciato che Zain lancerร i propri servizi mobili in Siria entro sei mesi dal rilascio della licenza operativa, con il debutto commerciale previsto per l’inizio del 2027. Dietro questa frase, apparentemente burocratica, c’รจ una delle operazioni piรน interessanti del panorama telecom mondiale: la rinascita del secondo operatore mobile di un Paese uscito da quattordici anni di guerra, con un assegno da 747 milioni di dollari e la promessa del 5G.
Un’asta da 747 milioni per l’ereditร di MTN
Facciamo un passo indietro. Il 30 giugno il Ministero delle Comunicazioni siriano ha comunicato di aver scelto il gruppo kuwaitiano Zain come secondo operatore mobile del Paese, al termine di una gara internazionale indetta per riassegnare la rete lasciata da MTN. Oggi, 5 luglio, รจ arrivato il quadro completo dal regolatore: Khaled al-Homsi, direttore generale della Telecommunications and Post Regulatory Authority, ha spiegato che la licenza รจ stata aggiudicata per 747 milioni di dollari, ai quali si aggiungono 10 milioni di canoni opzionali per lo spettro del primo anno. La durata รจ di vent’anni, rinnovabili โ il comunicato di Zain parla di una formula 20+5, cioรจ un quarto di secolo potenziale di operativitร .
La struttura societaria รจ giร definita: la nuova entitร operativa, che porterร il marchio Zain Syria, sarร controllata al 75% dal gruppo kuwaitiano, mentre il restante 25% andrร al fondo sovrano siriano. Non รจ un dettaglio da poco: lo Stato siriano siede al tavolo come socio, non solo come concedente, e questo dice molto sulla natura strategica che Damasco attribuisce all’operazione.
Secondo il regolatore, il progetto dovrebbe attrarre circa 800 milioni di dollari di investimenti diretti e indiretti nei prossimi sette anni, portando il valore complessivo delle iniziative legate al secondo operatore oltre il miliardo e mezzo di dollari. Zain, dal canto suo, ha confermato l’impegno a investire piรน di 800 milioni nel prossimo decennio per espandere e ammodernare la rete con il 5G e tecnologie digitali basate sull’intelligenza artificiale, finanziandosi con le risorse generate dall’operazione siriana stessa.
Chi eredita cosa: la rete (e i clienti) che furono di MTN
Per capire la portata dell’operazione bisogna conoscere la storia recente del mercato mobile siriano, che รจ a dir poco travagliata. Nel 2001 il Paese assegnรฒ le prime due licenze mobili a Syriatel โ tuttora attiva e di gran lunga il primo operatore nazionale โ e ad Areeba, poi diventata MTN Syria quando il gruppo sudafricano ne rilevรฒ la maggioranza. MTN ha operato nel Paese per due decenni, ma nel 2021 ha di fatto abbandonato le attivitร , denunciando richieste governative e azioni regolatorie che avevano reso il business insostenibile; l’uscita รจ stata formalizzata solo nel marzo di quest’anno, con un accordo con il nuovo governo siriano che ha aperto la strada alla gara appena conclusa.
C’era stato anche un tentativo di terzo operatore: Wafa Telecom, che aveva ottenuto la licenza nel febbraio 2022 con piani ambiziosi di copertura nazionale e 5G, ma che ha cessato le attivitร dopo i rivolgimenti politici di fine 2024. Il risultato รจ che oggi la Siria รจ, nei fatti, un mercato con un solo operatore pienamente funzionante โ una anomalia per un Paese di oltre venti milioni di abitanti.
Zain non parte perรฒ da zero: eredita la rete ex MTN e soprattutto i suoi 6,3 milioni di clienti, che durante i sei mesi di transizione continueranno a essere serviti grazie a un lavoro congiunto tra il team di Zain, il ministero siriano e il personale MTN ancora operativo. L’obiettivo dichiarato รจ garantire la continuitร del servizio e, anzi, migliorarne la qualitร giร durante il passaggio di consegne. Il lancio commerciale del marchio Zain Syria รจ atteso per il primo trimestre del 2027.
Per il gruppo di Kuwait City si tratta dell’ingresso nel nono mercato: Zain serve oggi 51,2 milioni di clienti in otto Paesi tra Medio Oriente e Africa, e conosce bene le sfide delle reti in contesti difficili, dall’Iraq al Sud Sudan. Non รจ nemmeno la prima volta che ne parliamo su queste pagine: in Arabia Saudita l’operatore รจ protagonista di sperimentazioni avanzate sulla condivisione dello spettro 5G standalone indoor insieme a Nokia e agli altri operatori del regno.
5G standalone e addio graduale a 2G e 3G
Il passaggio piรน interessante per chi segue l’evoluzione delle reti รจ la strategia tecnologica delineata da al-Homsi. Il regolatore ha parlato esplicitamente di un doppio binario: da una parte il dispiegamento di reti 5G standalone, dall’altra l’ammodernamento dell’infrastruttura 4G esistente, con il ritiro graduale delle reti 2G e 3G.
ร una scelta che colpisce per la sua modernitร . La Siria, che per anni รจ rimasta tecnologicamente congelata dalla guerra e dalle sanzioni, punta a saltare direttamente all’architettura 5G piรน avanzata โ quella standalone, con core nativo, di cui abbiamo visto i benefici concreti misurati in Giappone da Opensignal โ invece di accumulare generazioni di rete da mantenere in parallelo. E la dismissione programmata di 2G e 3G inserisce il Paese, sulla carta, nella grande transizione globale che stiamo mappando nella nostra guida allo switch-off del 2G e 3G paese per paese: un percorso che le economie mature stanno completando in questi anni e che i mercati emergenti stanno pianificando con tempistiche piรน prudenti.
Naturalmente tra gli annunci e la realtร c’รจ di mezzo la ricostruzione di un Paese. La rete elettrica siriana รจ ancora fragile, le aree rurali sono state devastate dal conflitto e milioni di persone usano telefoni datati, per i quali il 2G resta l’unica porta d’accesso alla connettivitร . Il “ritiro graduale” sarร con ogni probabilitร molto graduale. Ma la direzione รจ tracciata, ed รจ quella giusta.
Silk Link e Barq Net: la fibra che deve ricucire il Paese
La licenza mobile รจ solo un tassello di un mosaico piรน ampio. Al-Homsi ha inserito l’operazione Zain in un programma complessivo di modernizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione siriane che comprende anche due grandi progetti in ambito fisso. Il primo รจ Silk Link, l’iniziativa sviluppata in cooperazione con la saudita STC, con investimenti pianificati per quasi un miliardo di dollari: una dorsale che, nelle intenzioni di Damasco, dovrebbe trasformare la Siria in uno snodo digitale regionale tra Oriente e Occidente, sfruttando la posizione geografica del Paese come alternativa terrestre alle rotte tradizionali dei cavi.
Il secondo รจ Barq Net, il progetto complementare che porterร la fibra fino a case e aziende (FTTP) attraverso una dorsale in fibra ottica di 4.500 chilometri collegata a un cavo sottomarino internazionale. Messi insieme โ licenza mobile, dorsale internazionale e accesso in fibra โ questi progetti compongono il tentativo piรน organico degli ultimi quindici anni di ricostruire da capo l’infrastruttura digitale siriana, con capitali che arrivano in gran parte dal Golfo: come ha osservato Reuters, l’afflusso di investimenti kuwaitiani e sauditi nelle telecomunicazioni siriane riflette la strategia delle nuove autoritร di Damasco di agganciare i capitali del Golfo alla ricostruzione dei settori vitali del Paese.
Il commento della redazione
Diciamolo apertamente: 747 milioni di dollari per operare in un Paese con un reddito pro capite crollato, una rete elettrica a singhiozzo e un quadro politico ancora in assestamento sono una scommessa coraggiosa. MTN, che quella rete la conosceva meglio di chiunque altro, se n’รจ andata sbattendo la porta. E la parabola di Wafa Telecom, nata e morta nel giro di tre anni, ricorda quanto sia facile bruciarsi in questo mercato.
Eppure, a nostro avviso, la scommessa di Zain ha una logica solida. Il gruppo kuwaitiano compra a prezzo di realtร un asset unico: metร del mercato mobile di un Paese di oltre venti milioni di abitanti, giovanissimo, con una domanda di connettivitร compressa da anni di isolamento. Se la stabilizzazione regge e le sanzioni continuano ad allentarsi, il potenziale di crescita รจ tra i piรน alti al mondo, semplicemente perchรฉ si parte da cosรฌ in basso. E per una volta il regolatore sembra avere le idee chiare: 5G standalone, dismissione programmata delle reti legacy, fibra e dorsali internazionali pensate come sistema. Sono parole che non sentivamo associare alla Siria da vent’anni.
Il rischio piรน grande, paradossalmente, non รจ tecnologico ma umano: ricostruire la fiducia di milioni di utenti abituati a un servizio precario e costoso richiederร piรน tempo di quanto ne serva per accendere le antenne. Ma se c’รจ una cosa che le telecomunicazioni hanno dimostrato ovunque, dall’Iraq al Ruanda, รจ che la rete mobile รจ quasi sempre la prima infrastruttura a rinascere dopo una guerra โ e quella che trascina tutte le altre. Seguiremo il cammino di Zain Syria da qui al lancio del 2027: l’appuntamento รจ tra le pagine di TLCworld.
Fonti: SANA โ Syrian Arab News Agency, Developing Telecoms, TelecomLead.