Per una volta, un’asta dello spettro a cui gli operatori mobili non sono invitati. La Comisiรณn Reguladora de Telecomunicaciones del Messico, la CRT, ha approvato le basi di una gara che metterร a disposizione fino a 60 MHz nella banda dei 2,3 GHz per reti private industriali, con licenze assegnate su base regionale, 72 regioni in tutto, e una seconda fase, se avanzerร spettro, per ritagliare zone su misura di una fabbrica, di un porto o di una miniera. La notizia, riportata da Telecoms.com e nei dettagli da TeleSemana, ha un dettaglio che la rende interessante oltre i confini messicani: quando il regolatore aveva aperto la consultazione, un trimestre fa, i megahertz riservati erano 40. Sono diventati 60. In un continente dove lo spettro per le reti private รจ quasi sempre rimasto nelle mani delle telco, il Messico ha deciso di allargare la porta, non di stringerla.

Cosa c’รจ nel bando, e cosa manca
Le informazioni ufficiali, osserva TeleSemana, sono scarne. Il regolatore invita imprese e persone interessate a manifestare l’intenzione di partecipare tra il 19 e il 23 ottobre 2026; dopo la pubblicazione della convocazione sulla Gazzetta ufficiale federale, le basi complete usciranno sul portale della CRT. La banda รจ quella dei 2,3 GHz, la stessa del LTE in banda 40 e del 5G n40, in modalitร TDD: frequenze che in molti paesi gli operatori usano per la capacitร urbana e che in una rete privata, con 60 MHz a disposizione, bastano per far girare sensori, telecamere e robot in un sito industriale senza passare dalla rete pubblica. La procedura prevede fino a due fasi consecutive: nella prima si assegna copertura nelle 72 regioni industriali, per progetti di portata regionale; la seconda si tiene solo se restano risorse, e permette di assegnare zone delimitate secondo le dimensioni e le necessitร operative dei partecipanti, cioรจ il singolo stabilimento, il terminal portuale, il centro logistico, il complesso energetico, l’impianto agroindustriale, il parco industriale.
ยซL’obiettivo รจ promuovere l’adozione di reti intelligenti che contribuiscano a rendere le attivitร produttive piรน efficienti e sicureยป, scrive la CRT nel passaggio ripreso da Telecoms.com, ยซe a rafforzare la competitivitร in settori come manifattura, logistica, miniere, porti, complessi energetici, agroindustria e parchi industrialiยป, con l’uso di sensori, robotica avanzata, intelligenza artificiale, monitoraggio remoto e analisi dei dati in tempo reale. Il regolatore presenta la gara come il primo processo messicano rivolto specificamente alle reti private per il settore produttivo. Quello che manca, e TeleSemana lo sottolinea, sono i prezzi: nรฉ le basi d’asta nรฉ i canoni sono stati comunicati, e in Messico il costo dello spettro รจ un tema sensibile, al punto che a settembre lo stesso regolatore aveva annunciato di voler valutare meccanismi di riduzione.
Il precedente tedesco, nel bene e nel male
Telecoms.com legge la mossa messicana attraverso l’esperienza della Germania, che nel 2019 riservรฒ 100 MHz tra 3,7 e 3,8 GHz alle imprese e aprรฌ anche i 26 GHz a operatori e aziende in ordine di arrivo. L’effetto immediato fu una scarsitร artificiale di spettro per gli operatori mobili e un’asta 5G rovente, con le telco a lamentare che i soldi spesi per le frequenze sarebbero serviti meglio a costruire le reti. Il secondo effetto fu che, all’inizio, le imprese non si precipitarono: il mercato delle reti private era acerbo e la domanda di licenze fu modesta. Poi il quadro รจ cambiato. Secondo un rapporto di Arthur D. Little dell’anno scorso, citato da Telecoms.com, la Germania รจ diventata uno dei mercati piรน attivi al mondo, con circa 400 licenze private nel 2024, un’ottantina di reti operative e un altro centinaio in fase sperimentale o gestite da integratori di sistema, con i produttori manifatturieri al 41 per cento dei titolari di licenza nel 2023.
Il Messico, nota la testata, non rischia lo stesso grado di scarsitร : gli operatori hanno giร lanciato il 5G e togliere dal tavolo 60 MHz a 2,3 GHz non pesa come 100 MHz a 3,7. Ma qualche effetto sui prezzi potrebbe esserci, in un paese che all’inizio dell’anno ha cancellato una grande asta 5G citando la mancanza di risorse e la chiusura imminente dell’ente che l’avrebbe gestita, l’IFT, poi sostituito proprio dalla CRT. Il contesto mondiale, intanto, spinge nella direzione del regolatore messicano: STL Partners contava circa 4.000 reti private in funzione a fine 2025, contro le 2.800 di un anno prima.
Il commento della redazione
Un mese fa raccontavamo il censimento della GSA sulle reti private, duemila clienti in 88 paesi con una crescita che rallenta, e qualche giorno prima il piano cinese per ottantamila reti di fabbrica che in realtร di privato hanno poco, perchรฉ passano dal core degli operatori. La scelta messicana sta in mezzo: spettro dedicato, licenze che l’impresa puรฒ prendersi da sola, ma una struttura a regioni che sembra pensata per attirare anche chi vuole coprire un corridoio industriale, non solo un capannone. ร una formula che non abbiamo ancora visto in America Latina, dove, come ricorda TeleSemana, le esperienze di Cile, Argentina e Uruguay hanno sempre tenuto la telco al centro.
La domanda che conta, perรฒ, รจ la stessa della Germania sette anni fa: chi la userร davvero. Una licenza regionale a 2,3 GHz vale per un porto o una miniera che hanno giร i soldi e la competenza per farsi una rete; per la media fabbrica il nodo resta l’integratore, il costo degli apparati e il canone, che oggi nessuno conosce. Se la CRT fisserร prezzi da operatore, le 72 regioni resteranno in gran parte vuote e la seconda fase, quella su misura, sarร l’unica che conta. Se li fisserร bassi, avrร tolto 60 MHz alle telco per darli a qualcuno che forse non li accenderร mai. Il 23 ottobre, quando si chiuderanno le manifestazioni d’interesse, sapremo almeno in quanti si sono presentati alla porta.
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