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Due giorni dopo il parere AGCM che boccia il rinnovo in blocco delle frequenze fino al 2037, l'ad di TIM Pietro Labriola risponde su LinkedIn: dietro rinnovo parziale, gara e cap ci sarebbe «un'idea di concorrenza essenzialmente numerica: 4 operatori sono meglio di 3, 5 sono meglio di 4».
Il suo argomento è il capitale: l'Europa chiede 5G SA, edge, AI e 6G, ma «gli investimenti richiedono capitale e il capitale richiede un ritorno»; spinta troppo in là, la concorrenza trasforma un'industria in un servizio universale «che qualcuno deve pagare». Intanto i numeri AGCOM dicono investimenti mobili -14,4% nel 2025 con le frequenze già in mano
Rinnovo gratuito di tutto lo spettro o una parte rimessa in gara: chi ha ragione, Labriola o l'Antitrust?
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