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Il Mimit ha annunciato 140 milioni per innovazione e digitale, e come sempre la parte che interessa a noi sta in fondo: 17,5 milioni per lo spettro radio, disponibili dal 2027. Cinque per le interferenze con i Paesi vicini (quelle per cui l'UE ci ha messi in mora sulla FM, dopo quarant'anni di lamentele di Croazia, Slovenia, Malta e Francia), sette e mezzo per un modello nazionale di gestione delle frequenze, cinque per provare il wireless dentro i data center. 
In coda ci sono anche 1,8 milioni per il Next Generation eCall: le auto nuove dal 2026 chiamano il 112 in 4G e 5G, perché l'eCall del 2018 viaggia su 2G e 3G e quelle reti prima o poi si spengono. Il come spendere il tutto, però, è rimandato a «successivi atti».
Cinque milioni bastano a chiudere una guerra delle frequenze FM che dura dagli anni Ottanta, o servirà spegnere impianti per davvero?
In coda ci sono anche 1,8 milioni per il Next Generation eCall: le auto nuove dal 2026 chiamano il 112 in 4G e 5G, perché l'eCall del 2018 viaggia su 2G e 3G e quelle reti prima o poi si spengono. Il come spendere il tutto, però, è rimandato a «successivi atti».
Cinque milioni bastano a chiudere una guerra delle frequenze FM che dura dagli anni Ottanta, o servirà spegnere impianti per davvero?