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I calcolatori IBM in Italia negli anni '20 e '30: agli albori della meccanografia

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A gentile richiesta da https://www.storiaeattualita.it/ logo_prv_m_02.jpg

Spesso, parlando di informatica, si tende a datare la nascita dei sistemi di calcolo agli anni '40 o '50 del Novecento, se non addirittura più in là. In realtà, le radici di questa tecnologia affondano già negli anni '10. Anche se a rigor di logica non si può ancora parlare di "computer" nel senso moderno del termine, si trattava di vere e proprie macchine meccanografiche: sistemi complessi in grado di archiviare, classificare ed elaborare dati tramite processi meccanici ed elettromeccanici. Era l'era della "meccanografia", la scienza che ha preceduto e gettato le basi dell'informatica moderna.


In Italia, le primissime macchine a schede perforate vennero installate già nel 1914 presso la Pirelli e l'INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni). Poco dopo, nel 1919, anche la FIAT decise di adottare questa tecnologia per i propri stabilimenti.

L'era Hollerith e l'ingresso in FIAT (1919)​

La macchina che la FIAT acquistò nel 1919 era una Hollerith originale, dal nome di Herman Hollerith, l'ingegnere americano che aveva inventato il sistema a schede perforate per il censimento statunitense del 1890. A convincere la dirigenza torinese fu l'ingegner Francesco Mauro, pioniere dell'organizzazione scientifica del lavoro in Italia e convinto sostenitore delle teorie di Taylor (il Taylorismo). Mauro dimostrò che, per gestire la colossale crescita post-bellica della fabbrica, i metodi contabili dei ragionieri tradizionali non erano più sufficienti.

Le macchine Hollerith vennero quindi impiegate in FIAT essenzialmente per due scopi critici:
  • Il calcolo dei costi industriali: Per tracciare con precisione millimetrica il costo di ogni singolo bullone, pistone o lamiera, incrociandolo con i tempi operativi degli operai.
  • La gestione delle paghe: Con decine di migliaia di operai che varcavano i cancelli di Torino, la contabilità manuale era diventata un collo di bottiglia insostenibile, che generava continui ritardi, errori e conseguenti scioperi.

Nello stesso periodo, un'altra macchina Hollerith venne installata anche presso il Banco di Napoli. Questi primi macchinari erano puramente numerici: leggevano schede perforate di formato piccolo (a 45 colonne) e potevano eseguire soltanto addizioni, sottrazioni e conteggi, stampando esclusivamente cifre.


Nasce la SIMC: l'arrivo ufficiale di IBM (1927)​


La svolta internazionale avvenne nel 1927, quando la IBM aprì la sua prima filiale ufficiale in Italia sotto il nome di SIMC (Società Internazionale Macchine Commerciali), che era la traduzione letterale di International Business Machines. La filiale aveva il compito di vendere e assistere i macchinari sul territorio nazionale e venne affidata alla guida di Giulio Vuccino (1894-1980). Proveniente dalla sede di Parigi, Vuccino guiderà l'azienda fino al 1960, traghettandola storicamente dall'era della meccanografia a quella dei primi calcolatori elettronici.


Negli anni '30, i sistemi meccanografici erano costosi, mastodontici e richiedevano ampi saloni dotati di impianti di climatizzazione per evitare che l'umidità deformasse il cartoncino delle schede, rendendole illeggibili. Per questo motivo, i primi grandi clienti furono gli enti statali e i ministeri.


I tre pilastri pubblici della digitalizzazione italiana:​


  • L'ISTAT (Censimenti del 1931 e 1936): L'Istituto Centrale di Statistica divenne il cliente principale. Per elaborare i dati dei censimenti della popolazione, l'ISTAT creò una vera e propria "fabbrica dei dati". Un esercito di centinaia di giovani donne, le "punzonatrici", perforava a mano milioni di schede di cartoncino, traducendo le informazioni demografiche degli italiani (età, sesso, professione, figli) in fori. Le schede venivano poi passate nelle tabulatrici IBM, che leggevano i fori tramite contatti elettrici e sfornavano i totali a una velocità inconcepibile per l'epoca.
  • Le Ferrovie dello Stato (FS): Le FS installarono a Roma un centro meccanografico monumentale. Gestire la rete ferroviaria nazionale significava tracciare la contabilità dei biglietti, gli stipendi di migliaia di dipendenti e il movimento dei vagoni merci. Sapere dove si trovasse un determinato vagone tra Milano e Palermo divenne possibile solo grazie alla classificazione rapida delle schede.
  • L'INFPS (oggi INPS): L'Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale stava estendendo le tutele pensionistiche a milioni di lavoratori. Senza l'ausilio dell'IBM, la gestione dei contributi previdenziali sarebbe collassata sotto una montagna di faldoni cartacei.

Il primato italiano del 1934: Proprio l'INFPS introdusse un sistema rivoluzionario nel 1934: ad ogni pensionato venivano rilasciate 24 schede perforate, da restituire una alla volta all'atto del pagamento mensile della pensione. Le schede tornavano poi all'istituto per i rilevamenti statistici e contabili. Questo identico sistema venne riprodotto ed esteso su vasta scala negli Stati Uniti solo a partire dal 1937.

Segue qui perchè troppo lungo
 
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