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Post proveniente sempre da Storiaeattualita.it dove trovate altri articoli tipo su Os/2 o DR DOS che qui non trovano spazio e chiaramente articoli su aspetti poco conosciuti della storia moderna .
Fino al 1994/1995 Internet in Italia era una questione esclusivamente accademica, riservata alle Università che si collegavano al resto della rete mondiale tramite la rete GARR o il CNR (ricordiamo che il primo "ping" italiano partì da Pisa nel 1986).
Nel 1995, per far fronte alle necessità di accesso alla rete Internet aprendola ai privati, venne creata in ambito Telecom Italia una divisione e una rete dedicate esclusivamente al mercato aziendale e all'ingrosso: Interbusiness.
Come funzionava l'infrastruttura
Interbusiness non era una semplice offerta commerciale, ma una rete fisica (Backbone IP) ramificata sul territorio nazionale.- I PoP (Point of Presence): Inizialmente la rete si appoggiava su 12 PoP principali dislocati nelle maggiori città italiane, tutti collegati a due "cervelli" centrali situati a Roma e a Milano.
- Le tecnologie di accesso: Per connettersi a Interbusiness, le aziende dell'epoca utilizzavano tecnologie che oggi fanno sorridere ma che allora erano avanguardia pura: linee analogiche, canali ISDN, reti a commutazione di pacchetto X.25 e i primi collegamenti in Frame Relay.
- Il ruolo di "Provider dei Provider": Interbusiness non vendeva solo la connessione alle grandi aziende, ma affittava la propria infrastruttura (la banda e le linee telefoniche) ai primi storici Internet Service Provider privati italiani, come Video On Line o Italia Online.
La topologia "a stella" (ovvero: i giri assurdi dei pacchetti)
La rete Interbusiness era strutturata ricalcando la vecchia rete telefonica della SIP. Questo significava che tutto era maledettamente accentrato.- Il routing centralizzato: Se nel 1997 un utente connesso al nostro POP di Orte voleva scaricare una pagina web ospitata da un server a Viterbo (magari a soli 30 km di distanza), i pacchetti dati non facevano la tratta diretta.
- Il viaggio: Partivano da Orte sulla linea a 16 Kbps, arrivavano al nodo Interbusiness di Viterbo, da lì venivano sparati sulla dorsale fino al "cervello" centrale di Roma (o Milano), venivano instradati e tornavano indietro a Viterbo.
- Il risultato: I tempi di latenza (ping) erano altissimi, spesso sopra i 150-200 millisecondi anche per distanze minime, semplicemente perché la periferia non poteva parlare con la periferia senza il "permesso" del centro.
Il tesoro nascosto: Le classi di IP statici
Oggi i provider combattono per ogni singolo indirizzo IPv4, mettendoci tutti dietro a NAT o facendoci pagare l'IP statico come un lusso. Nel 1997, Interbusiness viaggiava nell'oro e lo distribuiva con una generosità che oggi fa tremare i sistemisti.Quando compravi una linea Interbusiness per un POP o per una grande azienda, Telecom ti assegnava di default una Classe C intera (256 indirizzi IP pubblici e statici dedicati) o addirittura una Classe B se eri un provider grosso.
Infatti, noi ci trovammo a poter assegnare un IP pubblico "puro" all'utente che si connetteva da casa e uno pubblico a ogni PC della rete interna del Comune (che comunque veniva filtrata da un Firewall sul Server). Vista la ridotta banda passante dovemmo implementare un Proxy Server, ma i primi tempi quei 256 IP pubblici ci permettevano ci permettevano di non farci troppi problemi di ottimizzazione degli IP quindi niente IP condiviso tramite NAT o roba simile , una volta superato il proxy chi accedeva alla rete era connesso in maniera diretta senza filtri . Chi ha tenuto quelle classi IP storiche negli anni successivi si è ritrovato in mano un vero e proprio patrimonio finanziario.
La cronologia di un'evoluzione
| Periodo | Pietra Miliare | Cosa significò per l'Italia |
| 1995 | Lancio di Interbusiness | Telecom Italia apre ufficialmente le porte di Internet al mondo corporate. |
| 1996 - 1997 | Il boom dei Provider e le polemiche | Interbusiness diventa il motore del web italiano, ma finisce nel mirino dell'Antitrust per il monopolio delle linee. |
| 1997 | Nascita di Tin.it | Telecom Italia lancia Telecom Italia Net (Tin.it) per i clienti residenziali, basandosi proprio sulla rete Interbusiness. |
| Anni 2000 | Evoluzione tecnologica | La rete IP Interbusiness evolve verso l'ADSL e le reti in fibra ottica ad altissima capacità (OPB - Optical Packet Backbone). |
Le battaglie dell'Antitrust: il "Garante" e le polemiche
La storia di Interbusiness è legata a doppio filo anche a una serie di accese battaglie legali e commerciali. Essendo Telecom Italia l'unico proprietario dei cavi di rame che entravano nelle case e nelle aziende italiane (il cosiddetto ultimo miglio), i concorrenti privati si trovano in una posizione di estremo svantaggio.I piccoli provider accusarono Telecom di fare "prezzi di favore" a se stessa o alle aziende partner (come la sarda Video On Line, poi acquisita) e di imporre tariffe d'affitto esorbitanti agli altri per l'uso della rete Interbusiness. Fu proprio l'esigenza di regolamentare questa infrastruttura a dare una spinta enorme alla nascita dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nel settore delle telecomunicazioni.
I costi di interconnessione all'epoca erano stratosferici: il Comune di Orte, per dare l'accesso a Internet ai propri cittadini, noi gestivamo il POP di accesso sito nel palazzo Comunale , spendeva circa 12/15.000.000 di lire all'anno per avere, alla fine, una banda di 16 Kbps. Parliamo di un periodo storico in cui con 15 milioni di lire ci compravi un'autovettura nuova di zecca come una Fiat Punto, che all'epoca era il punto di riferimento delle famiglie italiane.
La nascita del MIX di Milano: La "ribellione" a Interbusiness
Non si può capire la storia di Interbusiness senza citare l'evento che ha cambiato il web italiano nel 1996: la nascita del MIX (Milan Internet eXchange).Telecom Italia, forte del monopolio di Interbusiness, faceva pagare il transito dei dati a peso d'oro e si rifiutava di fare peering (cioè di scambiare il traffico gratis) con i piccoli provider indipendenti. Se un utente Interbusiness voleva vedere un sito ospitato su un provider concorrente (es. IperDrive o Infracom), il traffico doveva volare fino in America o a Londra per poi tornare in... Italia, saturando le già esigue linee internazionali.
Per rompere questo monopolio, i primi provider alternativi e le università si misero d'accordo, affittarono una stanza al Politecnico di Milano e crearono un punto di interscambio neutro. Fu la prima vera spallata all'egemonia di Interbusiness: da quel momento, i provider potevano scambiarsi i dati direttamente a Milano, senza pagare il "pizzo" di transito a Telecom.
La fine di Interbusiness
Il "marchio" commerciale Interbusiness è stato progressivamente ritirato dalle campagne pubblicitarie nei primi anni 2000 per fare spazio a brand come Telecom Italia Wireline, Impresa Semplice e infine l'attuale TIM Business.Tuttavia, sotto la carrozzeria moderna delle attuali connessioni in fibra ottica di TIM, lo scheletro e il "Dna" di Interbusiness sono ancora incredibilmente vivi. Se apri i cofani dei sistemi informatici italiani, trovi le sue tracce ovunque nelle fondamenta della rete.
Il "fantasma" nei DNS di TIM
Se oggi configuri una rete aziendale con TIM o analizzi i server DNS che l'operatore assegna automaticamente ai router business, noterai che molti dei server di risoluzione dei nomi storici rispondono ancora a domini che contengono la parola interbusiness.it. Ad esempio, i leggendari server DNS:- 151.99.125.1
- 151.99.0.100
Il Registro dei Domini .it (INTERBUSINESS-REG)
Questa è la prova più clamorosa della sua sopravvivenza. Quando un'azienda italiana registra un sito web con estensione .it tramite TIM, l'operatore deve comunicarlo al Registro ufficiale italiano (gestito dal CNR di Pisa). Ebbene, il "Registrar" ufficiale (cioè l'anagrafe interna) che TIM usa ancora oggi nel 2026 per gestire i domini dei propri clienti si chiama ufficialmente INTERBUSINESS-REG. Se fai un controllo Whois su un qualsiasi dominio aziendale italiano registrato con TIM, vedrai comparire quella sigla. Trent'anni di fusioni societarie non sono riusciti a cancellare quel nome dal database di Pisa.Il sistema autonomo AS12874
Su Internet, le grandi reti non si riconoscono per nome, ma tramite un numero chiamato Autonomous System (AS). Interbusiness nacque con il suo numero identificativo per dialogare con il resto del mondo.Ancora oggi, l'infrastruttura di rete che trasporta il traffico delle aziende collegate a TIM fa capo all'AS12874, che originariamente era proprio l'Autonomous System di Interbusiness. TIM lo ha mantenuto separato dall'AS aziendale principale (quello per i clienti privati o mobili) perché quell'infrastruttura è nata fin dall'inizio con criteri di instradamento e priorità pensati esclusivamente per il mondo del lavoro.
N.b. Articolo corretto grammaticamente con Gemini la AI di Google
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