TLCWorld.itTLCWorld.it
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Lettura: Undici anni e 7 miliardi dopo, AT&T lascia il Messico: Televisa e il finanziere David Martínez comprano il secondo operatore per 2 miliardi di dollari
Condividi
Aa
TLCWorld.itTLCWorld.it
Aa
Cerca..
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Seguici adesso!
© 2023 TLCWorld.it
TLCWorld.it > Rete Mobile > Undici anni e 7 miliardi dopo, AT&T lascia il Messico: Televisa e il finanziere David Martínez comprano il secondo operatore per 2 miliardi di dollari
Rete Mobile

Undici anni e 7 miliardi dopo, AT&T lascia il Messico: Televisa e il finanziere David Martínez comprano il secondo operatore per 2 miliardi di dollari

Paolo Federico Blago
Ultimo aggiornamento: 14/10/2026
Paolo Federico Blago
8 Minuti di lettura
Condividi
Vendita AT&T Mexico: skyline di Città del Messico al tramonto con il Paseo de la Reforma e persone che usano lo smartphone

Undici anni fa AT&T era entrata in Messico con l’idea di costruire una rete unica per 400 milioni di persone tra Stati Uniti e Messico. Il 13 ottobre ne è uscita con un comunicato di poche righe: AT&T Mexico va a Grupo Televisa e Fintech Holdings per 2 miliardi di dollari in contanti alla chiusura, «soggetti ad alcuni aggiustamenti», più benefici contrattuali e contingenti non quantificati. La chiusura è prevista nel primo trimestre 2027, dopo le autorizzazioni regolatorie messicane, e nel frattempo la controllata sarà contabilizzata come «held for sale» già nella trimestrale che AT&T depositerà alla SEC. Il motivo lo dice il presidente e amministratore delegato John Stankey con una frase che è diventata il mantra della casa: «Il futuro dell’AI girerà su reti convergenti con asset in fibra densi», e il capitale va concentrato «sulle opportunità di crescita nel vivace mercato statunitense».

Contents
Quello che AT&T aveva pagato e quello che incassaChi compra: la TV che torna al cellulare e il finanziere di Telecom ArgentinaLo spettro che vale più dell’aziendaIl commento della redazione

Quello che AT&T aveva pagato e quello che incassa

Il conto lo ha fatto El Economista: tra il novembre 2014 e il gennaio 2015 AT&T aveva speso 4,375 miliardi di dollari per comprare Iusacell da Grupo Salinas e Nextel Mexico dalla NII Holdings in amministrazione controllata, e ne aveva messi poi altri 3 per costruire la rete 4G LTE, evoluta verso il 5G da tre anni. Era la stagione della riforma delle telecomunicazioni di Enrique Peña Nieto, pensata per aprire un mercato in cui Telcel di Carlos Slim aveva oltre il 70% delle linee. Oggi AT&T Mexico è il secondo operatore del Paese con circa 24,7 milioni di clienti mobili a fine 2025, il 17% circa del mercato secondo Bloomberg Línea, contro gli 84,7 milioni e il 59% di Telcel. Nel 2025 ha fatturato 85,4 miliardi di pesos con un utile operativo di 1,4 miliardi: un margine sottile, su un’attività che nel frattempo ha spostato il baricentro sul postpagato, arrivato a 7,5 milioni di clienti a giugno con una crescita del 20,7% in un anno, secondo i dati riportati da BNamericas.

Il prezzo di uscita, meno della metà del solo costo d’ingresso, è la misura di quanto il Messico sia rimasto un mercato difficile per i grandi gruppi stranieri. El Economista elenca le cause che AT&T stessa ha ripetuto per anni: il costo dello spettro, con i diritti annuali sulle frequenze che pesano sulla redditività, l’incertezza sul regolatore e una regolazione asimmetrica che ha tardato a riequilibrare il mercato. Appena il 6 ottobre la direttrice generale di AT&T Mexico, Mónica Aspe, aveva ricordato che il Paese ha circa 645 MHz di spettro concesso, il 38% di un riferimento internazionale di 1.700 MHz per gli scenari ad alta domanda.

Chi compra: la TV che torna al cellulare e il finanziere di Telecom Argentina

Il consorzio è al 50% tra Televisa e Fintech Holdings e si finanzierà, secondo la comunicazione di Televisa alla Borsa messicana ripresa da El País, con una combinazione di cassa disponibile e debito garantito senza ricorso alla società veicolo. Per Televisa è un ritorno: dieci anni fa era azionista proprio di Iusacell, poi finita ad AT&T, e nel 2024 aveva ricomprato da AT&T il 41,3% di Sky México che ancora non possedeva. Oggi il gruppo vende banda larga fissa con il marchio izzi, 5,7 milioni di abbonati e una rete in fibra che ha superato i 20 milioni di case passate, e gestisce un operatore virtuale, izzi Móvil, con poco meno di 820.000 utenti appoggiati proprio alla rete di AT&T. Con 17,74 milioni di accessi complessivi al secondo trimestre più i 24,7 milioni di AT&T, El Economista parla di un gruppo da circa 40 milioni di accessi tra TV, fisso e mobile.

Fintech Holdings è la cassaforte di David Martínez, finanziere di Monterrey che dal 2015 ha costruito una posizione di peso in Telecom Argentina, l’operatore del marchio Personal, insieme al Grupo Clarín. Con Televisa ha già fatto affari: nel 2013 aveva comprato il cablo-operatore Cablecom per 250 milioni di dollari e l’anno dopo lo aveva rivenduto al gruppo per 525. Più di recente è entrato nel capitale di Televisa e ha aumentato la quota. Il quotidiano messicano non si aspetta ostacoli sul fronte concorrenziale, perché AT&T non è dominante né nello spettro, di cui detiene il 38%, né nei clienti, un terzo di Telcel. Resta però da decidere il destino di un contratto: Movistar, venduta da Telefónica in aprile al consorzio di Oxio e Newfoundland Capital per 450 milioni di dollari, fa passare il traffico dei suoi 12 milioni di clienti sulla rete AT&T, e quell’accordo Televisa potrà confermarlo o meno nel 2030.

Lo spettro che vale più dell’azienda

C’è un dettaglio che i lettori di TLCworld conoscono già. Cinque giorni prima dell’annuncio, un tribunale messicano aveva dato ragione ad AT&T Mexico su sette anni di causa per poter usare i 3,5 GHz, comprati come frequenze fisse, anche per il 5G mobile. Quella sentenza ha reso l’azienda più vendibile: chi compra si porta a casa una rete 4G e 5G di scala nazionale, un portafoglio di frequenze appena ripulito dai vincoli e il marchio digitale Wim, lanciato l’anno scorso per il pubblico giovane. Per AT&T, invece, la cessione chiude l’ultima avventura estera dopo la vendita della quota in Sky México e il ritiro dai servizi in America Latina.

Il commento della redazione

Il Messico è il secondo mercato dell’America Latina per popolazione, confina con gli Stati Uniti e ha una domanda di connettività in crescita, eppure in sei mesi ha perso i due marchi globali che avrebbero dovuto fare concorrenza a Slim: Telefónica ad aprile, AT&T adesso. Non è un caso isolato ed è il punto su cui vale la pena fermarsi. Entrare in un mercato con un dominante al 60% comprando due reti in difficoltà e promettendo di cambiarlo è una scommessa che richiede un regolatore che accompagni, e in Messico il regolatore stesso è stato riformato in corsa. Il risultato è che AT&T esce con una rete modernizzata, un postpagato che cresce e un bilancio che non remunera gli oltre 7 miliardi investiti, e che il testimone passa a capitali locali che conoscono il terreno e hanno meno fretta. Se il consorzio di Televisa e Martínez riuscirà a fare quello che AT&T non ha fatto in undici anni, cioè erodere davvero Telcel, lo diranno i prossimi bilanci. Per ora il mercato mobile messicano si è semplicemente messicanizzato, e l’unica cosa che resta americana è il nome, che prima o poi cambierà anche quello.

💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.

Potrebbe piacerti

Dalle torri ai data center: secondo il Sole 24 Ore INWIT è vicina a comprare una ventina di centrali da WindTre, per alcune decine di milioni

«Non c’erano le radio»: VodafoneThree spiega perché ha lasciato l’open RAN per Ericsson e Nokia, e il piano da un miliardo di sterline di risparmi lo conferma

Il regolatore che non riesce a riunirsi: in Thailandia i 2100 MHz scadono il 6 dicembre 2027 e l’asta è ostaggio di una lite sul presidente

Un virtuale vale quanto i suoi clienti: StarHub compra MyRepublic Mobile a prezzo variabile, mentre Singapore scivola verso tre reti

Rinnovo gratis, obblighi veri: Asstel, Cellnex, Fastweb+Vodafone e WindTre fanno fronte comune contro l’Antitrust, e la società delle torri chiede di premiare chi condivide

Paolo Federico Blago 14 Ottobre 2026
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Telegram Email Copia Link Stampa
Condividi
Articolo precedente Edificio tecnico di telecomunicazioni alla periferia di un paese italiano al tramonto, con un traliccio alto e lontano oltre gli alberi e passanti con lo smartphone: INWIT e le centrali WindTre da trasformare in data center Dalle torri ai data center: secondo il Sole 24 Ore INWIT è vicina a comprare una ventina di centrali da WindTre, per alcune decine di milioni
Articolo Successivo Foto di gruppo della tavola rotonda From Connectivity to Competitiveness al Nokia Italy Innovation Day 2026 di Vimercate, davanti al logo Nokia Due linee in fibra su tre, 50.000 nodi mobili e una camera senza eco a Vimercate: che cosa fa Nokia in Italia, raccontato dal suo Innovation Day

Resta connesso con noi!

10k Followers Like
1k Followers Follow
429 Followers Follow
1k Membri Follow

Ultime news

Foto di gruppo della tavola rotonda From Connectivity to Competitiveness al Nokia Italy Innovation Day 2026 di Vimercate, davanti al logo Nokia
Due linee in fibra su tre, 50.000 nodi mobili e una camera senza eco a Vimercate: che cosa fa Nokia in Italia, raccontato dal suo Innovation Day
Tech 14 Ottobre 2026
Vendita AT&T Mexico: skyline di Città del Messico al tramonto con il Paseo de la Reforma e persone che usano lo smartphone
Undici anni e 7 miliardi dopo, AT&T lascia il Messico: Televisa e il finanziere David Martínez comprano il secondo operatore per 2 miliardi di dollari
Rete Mobile 14 Ottobre 2026
Edificio tecnico di telecomunicazioni alla periferia di un paese italiano al tramonto, con un traliccio alto e lontano oltre gli alberi e passanti con lo smartphone: INWIT e le centrali WindTre da trasformare in data center
Dalle torri ai data center: secondo il Sole 24 Ore INWIT è vicina a comprare una ventina di centrali da WindTre, per alcune decine di milioni
Rete Mobile 13 Ottobre 2026
Un soggiorno con un ragazzo che gioca alla TV e una donna al portatile, sul davanzale un router 5G bianco: il TCL 5G AI CPE X5 presentato a Network X 2026 con otto antenne e AI a bordo
Otto antenne e un agente che le sceglie: TCL porta a Vienna il CPE 5G X5 che si parla, si ripara e promette il 51% in più in download
Rete Fissa 13 Ottobre 2026
//

TLCWorld nasce dall’unione di WindWorld, Le news in anteprime le trovi solo da noi!

Menu Rapidi

  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Clicca qui
TLCWorld.itTLCWorld.it
Seguici adesso!

© 2023 TLCWorld.it

Rimuovi dalla lista dei letti

Annulla
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?