
Mercoledรฌ 21 ottobre 2026, alle 8:15 del mattino, in una strada fuori Granite Falls, nello Stato di Washington, una connessione attiva su uno smartphone normale รจ passata dalla rete cellulare terrestre di AT&T ai satelliti BlueBird di AST SpaceMobile senza cadere. Le due societร lo hanno annunciato ieri, in un comunicato congiunto, come ยซil primo handoff riuscito nel settore tra una rete cellulare terrestre e una rete satellitare direct-to-deviceยป. Nelle prove precedenti i satelliti di AST avevano giร fatto passare chiamate vocali, SMS e videochiamate su telefoni di serie; stavolta la sfida era diversa, e per certi versi piรน importante: non far accorgere l’utente del momento in cui il telefono smette di parlare con un traliccio e comincia a parlare con un oggetto in orbita bassa.
Da secondi a millisecondi
Il comunicato รจ avaro di dettagli tecnici, ma sulla divisione del lavoro รจ preciso. AT&T mette la rete terrestre. AST SpaceMobile mette la rete spaziale, i satelliti BlueBird con ยซle piรน grandi antenne di comunicazione mai dispiegate in orbita bassaยป, nelle parole del suo direttore commerciale Wayne Thorsen. Ericsson fornisce ad AT&T ยซla tecnologia radio e core combinata con l’automazione intelligente di reteยป che ottimizza i passaggi tra terra e spazio, ยซriducendo i tempi di transizione da secondi a millisecondiยป. Nokia fornisce la tecnologia di accesso radio e il software di mobilitร che governano la rete spaziale di AST, ยซconsentendo handover senza interruzioni, continuitร del servizio e un’esperienza fluidaยป quando l’utente esce dalla copertura terrestre.
ร una fotografia interessante della filiera del direct-to-device. Il satellite non รจ una rete a parte che si aggiunge al telefono con un’app, ma una cella in piรน, vista dal core dell’operatore come tale, con le sue procedure di handover. Perchรฉ il passaggio avvenga in millisecondi e non in secondi serve che la rete a terra sappia in anticipo dove sta andando il terminale e che quella in cielo sia pronta a riceverlo: รจ l’automazione di cui parla Ericsson. Nelle prove d’integrazione fatte da altri operatori con lo stesso partner satellitare, come quella di TELUS in Canada a ottobre, l’obiettivo era far funzionare voce, dati e SMS sul satellite; qui, invece, si certifica che il confine tra le due reti puรฒ essere attraversato con una sessione aperta. Per chi si muove, cioรจ per chiunque sia in auto su una strada di montagna, รจ la differenza tra un servizio di emergenza e un servizio vero.
ยซNon รจ il traguardoยป
Robert Walters, vicepresidente senior per la rete di AT&T, ha scelto parole prudenti: ยซL’handoff riuscito รจ una tappa significativa, ma non รจ il traguardoยป. La strada, ha spiegato, passa da ยซservizi beta in condizioni realiยป e poi dal servizio commerciale, mettendo insieme la rete in fibra di AT&T, ยซla piรน grande rete wireless terrestre del Paeseยป e ยซla connettivitร complementare resa possibile da partner come AST SpaceMobileยป. Il comunicato ribadisce il perimetro: il satellite serve a estendere la rete ยซin zone remote e difficili da raggiungereยป, non a sostituirla, e il cliente deve ยซrestare connesso senza dover pensare alla tecnologia che lo rende possibileยป. Thorsen aggiunge il tema della resilienza, ยซun livello in piรน per i soccorritori che dipendono da comunicazioni affidabili quando conta davveroยป.
Dietro la prudenza c’รจ un calendario che AST non ha ancora chiuso. La costellazione BlueBird รจ in costruzione e il servizio commerciale negli Stati Uniti dipende dal numero di satelliti in orbita e dalle autorizzazioni: ad agosto la FCC aveva concesso ad AST la prova sugli 800 MHz con telefoni di serie, e in Brasile l’Anatel ha appena assegnato 30 MHz di banda S con l’uso secondario del 700 MHz di quattro operatori regionali. L’handoff di Granite Falls รจ un pezzo in piรน di quel mosaico, forse il piรน tecnico e il meno appariscente, ma anche quello che decide se il direct-to-device sarร percepito come rete o come gadget.
Il contesto: chi fa cosa nel cielo americano
Il tempismo dell’annuncio non รจ casuale. Negli stessi giorni SpaceX, con la sua costellazione Starlink giร in servizio direct-to-cell su T-Mobile e in una ventina di Paesi, รจ impegnata a costruirsi una rete terrestre: tratta con le tower company per decine di migliaia di siti, ha comprato spettro a blocchi e, secondo il Washington Post, discute con EchoStar l’acquisto di Boost Mobile. AT&T, Verizon e T-Mobile hanno risposto chiudendo la porta a qualunque MVNO con il rivale e annunciando una joint venture comune per il direct-to-device nelle aree remote. In questo quadro, l’operatore piรน grande d’America che certifica l’integrazione in millisecondi con il concorrente di Starlink รจ un messaggio al mercato, oltre che una nota tecnica: la rete terrestre resta il centro, e il satellite ci si aggancia alle condizioni dell’operatore. Ookla, in un rapporto pubblicato ieri e ripreso da Telecompaper, misura intanto che gli Stati Uniti sono il primo mercato al mondo per volume di traffico direct-to-device, con circa il 41% dell’uso complessivo nei mercati osservati a settembre, grazie soprattutto al parco di telefoni compatibili.
Il commento della redazione
Nel direct-to-device la parola che conta non รจ ยซcoperturaยป, รจ ยซcontinuitร ยป. Che un satellite riesca a far squillare un telefono in mezzo al nulla lo sappiamo da due anni; che una chiamata iniziata sotto un traliccio possa proseguire in cielo, e presumibilmente tornare a terra, senza che l’utente lo noti รจ il passo che trasforma un servizio di emergenza in un pezzo di rete. Per questo la notizia di ieri ci sembra piรน importante di molti annunci di lancio: รจ il momento in cui il satellite entra nel core dell’operatore come una cella qualunque, con Ericsson da una parte e Nokia dall’altra a parlarsi attraverso l’orbita.
Restano due cautele, e le ha messe AT&T stessa. La prima รจ che un handoff in una prova controllata, in un luogo scelto, a un’ora precisa, non รจ un servizio: la beta ยซin condizioni realiยป che Walters promette dirร quanto spesso quel passaggio riesce quando l’utente รจ in auto, sotto gli alberi, con un telefono qualunque. La seconda รจ il numero di satelliti: finchรฉ la costellazione BlueBird non copre il cielo con continuitร , l’handoff resta una capacitร in attesa di una rete su cui esercitarsi. Ma la direzione รจ chiara, ed รจ quella che vale anche per l’Europa, dove i grandi operatori stanno cercando di comprarsi lo spettro satellitare in consorzio: il satellite non arriverร come un operatore nuovo, ma come un’estensione di quello che giร abbiamo in tasca. A patto che il passaggio duri millisecondi, e non si senta.
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