La procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti di Ericsson a Genova non c’รจ piรน. L’ha ritirata l’azienda ieri pomeriggio, lunedรฌ 5 ottobre, al tavolo convocato a Roma dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, quello di cui vi avevamo parlato venerdรฌ mettendo in fila i 212 posti a rischio tra Ericsson e ZTE. Al posto dei licenziamenti forzosi arriva un percorso volontario con incentivi economici all’uscita e alla ricollocazione. ร una buona notizia per i lavoratori degli Erzelli, e insieme una notizia che lascia aperta quasi tutta la questione industriale da cui era partita la vertenza: l’unitร di ricerca che Ericsson voleva chiudere, per quanto risulta dalle fonti, non รจ stata salvata.

Cosa ha deciso il tavolo
Il comunicato del ministero รจ breve. Al tavolo sulla vertenza, presieduto dal ministro Adolfo Urso e dedicato alle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento di Genova, รจ emersa la volontร di ยซtrasformare la procedura di licenziamento forzoso in un percorso volontario, con incentivi economici finalizzati a sostenere la ricollocazione dei lavoratori coinvoltiยป. ยซSiamo lieti che l’azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l’attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontariยป, ha detto Urso. Il confronto tra azienda, istituzioni e sindacati, aggiunge il ministero, proseguirร per tutelare i lavoratori e ยซaccompagnare una nuova fase per lo stabilimento di Genovaยป.
Qualche dettaglio in piรน lo danno i resoconti locali. Secondo fonti di Palazzo Chigi riportate da Genova Quotidiana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato all’amministratore delegato di Ericsson Italia, Andrea Missori, e quelle interlocuzioni hanno portato al ritiro. Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria, parla di una proposta di uscite volontarie incentivate fino a 48 mensilitร , e la deputata Ilaria Cavo riferisce che l’azienda ha dichiarato di voler mantenere a Genova le altre unitร presenti. La Regione Liguria, con il presidente Marco Bucci e gli assessori Alessio Piana e Paolo Ripamonti, riassume cosรฌ le rassicurazioni ricevute: ยซLa dismissione di una linea di prodotto non rappresenta in alcun modo la dismissione della sede di Erzelliยป.
Licenziamenti ritirati, linea di prodotto no
Quest’ultima frase va letta con attenzione, perchรฉ dice due cose. La prima รจ rassicurante: la sede resta. La seconda รจ che la linea di prodotto, cioรจ l’attivitร di ricerca e sviluppo sull’ottica che Ericsson aveva annunciato di voler chiudere a Genova, resta dismessa. Nessuna delle fonti che abbiamo letto parla di un ripensamento su quel punto. Il ritiro riguarda lo strumento, il licenziamento collettivo, non la riorganizzazione che l’aveva motivato. Per questo la Cgil, con Sonia Montaldo di Slc Cgil Genova e Alessandro Pagano della Camera del Lavoro, definisce positivo lo stop ma avverte che le uscite volontarie non garantiscono che tutti i 131 restino al lavoro agli Erzelli, e chiede di rilanciare il sito. La Uil Liguria, con Giuseppe Gulli, chiede chiarezza sui criteri e sulle tutele e l’avvio di un tavolo nazionale sul settore. La sindaca Silvia Salis, collegata in video all’incontro, parla di un ยซpassaggio fondamentaleยป da cui partire per discutere di piano industriale e investimenti, e dice che il Comune lavorerร con Confindustria per capire quanto il territorio possa assorbire chi aderirร alle uscite.
Genova Quotidiana nota anche come, nel giro di poche ore, il ritiro sia diventato una contesa politica sul merito: la maggioranza attribuisce il risultato alla telefonata della premier, sindacati e opposizione alla mobilitazione dei lavoratori, con gli scioperi del 23 settembre e del 1ยฐ ottobre e il presidio al Salone Nautico. Il giornale conclude che, sulla base degli elementi disponibili, non รจ possibile attribuire il ritiro a una sola causa. Ci sembra la lettura piรน onesta, e non abbiamo elementi per aggiungerne altre.
E ZTE?
Il tavolo di ieri era dedicato a Ericsson. Nel comunicato del ministero e nei resoconti che abbiamo letto non c’รจ nulla sugli 81 licenziamenti annunciati da ZTE Italia su un organico di 177, con la chiusura delle sedi di Padova, Bari, Bologna e Catanzaro. Ieri la Uil Liguria ha chiesto l’avvio di un tavolo nazionale sul settore, che potrebbe essere la sede giusta anche per quella vertenza. Per ora, dunque, i 212 posti a rischio di venerdรฌ sono diventati 81 licenziamenti ancora in piedi piรน 131 uscite volontarie dal numero ancora da scoprire. ร un passo avanti, non una soluzione.
Il commento della redazione
Il ritiro dei licenziamenti รจ una notizia che fa piacere dare. Ma, per chi guarda le reti, la sostanza รจ cambiata meno del titolo. Venerdรฌ scrivevamo che alla base delle due vertenze c’รจ una causa comune, cioรจ gli operatori italiani che comprano meno rete, e che un tavolo al ministero puรฒ salvare posti di lavoro ma non spostare i bilanci di chi investe. Il tavolo di ieri ha fatto esattamente la prima cosa: ha trasformato un taglio forzoso in un’uscita incentivata. La seconda resta dov’era. Ericsson continua a chiudere un’attivitร di sviluppo di prodotto in Italia, e ZTE continua a ridurre la struttura che serve le commesse di rete.
Il dato da guardare nei prossimi mesi รจ semplice da dire e difficile da sapere: quanti dei 131 accetteranno le 48 mensilitร , e quanti resteranno agli Erzelli a fare che cosa. Il ministero promette che il confronto prosegue, la Regione parla di un tavolo di monitoraggio. Sono gli strumenti giusti, a patto che qualcuno porti al tavolo anche gli operatori, che sono il vero cliente di questa filiera. Senza di loro, il prossimo comunicato rischia di somigliare molto a quello di ieri, con un’altra azienda e un’altra cittร . A Bruxelles, intanto, si discute di quanto tempo dare agli operatori per sostituire gli apparati dei fornitori ad alto rischio legandolo anche alla disponibilitร di alternative: in Italia, quelle alternative si stanno assottigliando proprio adesso.
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