
L’Italia festeggia il nuovo anno con lo sguardo rivolto ai nostri vicini spagnoli, dove un dato affascina e preoccupa al contempo gli esperti del settore. Telefonica ha appena rivelato un dettaglio straordinario sui consumi di rete durante la notte di Capodanno: il traffico sulla sua infrastruttura 5G è cresciuto dell’80 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un numero che non è casuale, ma anzi rappresenta uno specchio perfetto di come stiamo trasformando il nostro rapporto con la connettività mobile durante i momenti più importanti della nostra vita.
Nel dettaglio, la società spagnola ha documentato un incremento dell’81,2 percento il 31 dicembre e dell’83,3 percento il primo gennaio, confermando che i picchi festivi stanno diventando sempre più pronunciati e impegnativi per le infrastrutture di rete. Non si tratta di un fenomeno isolato: Vodafone, competitor diretto nel mercato iberico, ha registrato a sua volta un incremento del 59 percento durante le festività natalizie, segnale che la pressione sulla rete è diffusa, sistemica e in continua accelerazione.
La crescita silenziosa e inarrestabile
Ciò che rende particolarmente interessante il dato di Telefonica non è soltanto il numero in sé, ma quello che rappresenta: uno spartiacque culturale nel modo in cui usiamo la tecnologia mobile. Durante la vigilia di Capodanno, quando tradizionalmente le persone si riuniscono per festeggiare, il nostro istinto è diventato uno solo: documentare tutto, condividere tutto, stare connessi con chi non riusciamo a raggiungere fisicamente. Una foto dalla Puerta del Sol, un video sui social, una chiamata a chi è lontano. Gigabyte di traffico dati che fluiscono attraverso le antenne 5G a velocità sempre più vertiginose.
Questo fenomeno non emerge dal nulla. I dati di Ericsson ci dicono che a livello globale, la quota di traffico dati gestita da reti 5G è passata dal 34 percento della fine 2024 al 43 percento della fine 2025. Semplicemente: il 5G non è più una tecnologia emergente, ma la spina dorsale della nostra connettività mobile. In Europa, il sorpasso è imminente. Entro il 2026, il 5G dovrebbe superare il 4G come generazione di rete dominante, segnando una pietra miliare che sembrava fantascientifica soltanto pochi anni fa.
L’infrastruttura spagnola: pronta o al limite?
Telefonica ha investito massicciamente in infrastrutture 5G. La copertura della sua rete raggiunce il 94 percento della popolazione spagnola, distribuita su 5.700 comuni. Ma non è tutto uguale: l’operatore ha sviluppato una strategia sofisticata con lo spettro a 700 MHz (attivo in 5.000 comuni) per garantire copertura capillare, e con la banda a 3.5 GHz concentrata su 3.000 siti ad alta prestazione per offrire velocità , fino a 2 Gbps e oltre. La tecnologia è quella di nuova generazione: 5G Standalone (SA), non la versione ibrida NSA che ancora domina molti mercati europei.
Più recentemente, Telefonica ha attivato su scala nazionale il VoNR (Voice over New Radio), una tecnologia che consente conversazioni telefoniche di qualità superiore mantenendo contemporaneamente la capacità di trasferire dati ad alta velocità. Insomma, l’infrastruttura esiste, è moderna e capace. Ma è sufficiente?
I numeri dell’80 percento di crescita suggeriscono che sì, l’infrastruttura ha retto, ma il trend ascendente non accenna a diminuire. E qui emerge una questione strategica affascinante: gli operatori sanno che il traffico sarà massimo in certi periodi, eppure non possono investire illimitatamente in capacità che verrà utilizzata pienamente solo pochi giorni all’anno. È il dilemma classico di chi fornisce servizi concentrati nel tempo: come bilanciare la qualità dell’esperienza utente con l’efficienza economica?
La lezione dal resto del mondo
Non siamo soli in questa sfida. T-Mobile negli Stati Uniti, durante i festeggiamenti di Capodanno a Times Square, ha attivato protocolli speciali di gestione della rete, posizionando ingegneri sul campo e implementando algoritmi di intelligenza artificiale per il traffico in tempo reale. True Corporation in Thailandia ha registrato punte di consumo dati fino al 300 percento durante gli eventi di Capodanno. Il pattern è globale: dove c’è festa, c’è pressione sulla rete.
Ma qui sta un paradosso interessante. Mentre in spettacoli o raduni fisici il traffico è prevedibile e localizzato geograficamente, il Capodanno è distribuito: milioni di persone che condividono momenti simultaneamente da casa, da bar, da piazze. Ogni punto della rete può diventare un collo di bottiglia. Per questo, gli operatori utilizzano sempre più sofisticate tecniche di big data analytics per prevedere la domanda e allocare dinamicamente le risorse laddove serve.
Il cambio culturale che non notiamo
C’è un aspetto che merita riflessione più profonda. Qualche decennio fa, durante la notte di Capodanno non avremmo mai registrato picchi simili di consumi dati perché semplicemente non avremmo avuto la tecnologia, o non l’avremmo usata così intensamente. Oggi non è così. Il 5G, con la sua bassa latenza e la sua capacità, ha reso istintivo e naturale fare cose che una volta erano impensabili: trasmettere live video in alta definizione, giocare online in multiplayer competitivo, utilizzare assistenti vocali basati su AI per chiedere informazioni in tempo reale.
Gli esperti del settore parlano di “5G elevation”: il salto qualitativo non è soltanto nella velocità (che effettivamente è impressionante), ma nell’abilitazione di nuovi comportamenti. Durante le festività, questo si traduce in una pressione senza precedenti sulle infrastrutture. E il dato dell’80 percento di Telefonica è la prova numerica di questa trasformazione culturale.
Lo scenario futuro
Dove stiamo andando? Nel 2026, il 5G dovrebbe ufficialmente sorpassare il 4G in Europa come rete prevalente. Nel frattempo, gli operatori stanno già sperimentando tecnologie ancora più avanzate: il 5G-Advanced (spesso chiamato 5.5G) che è già in fase di test commerciale in Spagna grazie ai test di Claro Peru con Huawei (come abbiamo coperto nel nostro recente articolo sull’EcoMatrix). Questa nuova generazione promette latenze ancora più basse e capacità ancora maggiori.
Telefonica non ha ancora annunciato piani formali per il 5G-Advanced in Spagna, ma è praticamente certo che arriverà. Quando succederà, probabilmente guarderemo all’80 percento di crescita di traffico del Capodanno 2026 come a un ricordo primitivo dei tempi antichi. La domanda per gli operatori non è più “riusciremo a gestire il traffico?”, ma “come faremo a prevedere quale sarà la prossima ondata di innovazione che spingerà ulteriormente la domanda di banda?”.
Il nostro punto di vista
Detto candidamente, sono profondamente convinto che questo dato rivela due verità complementari. La prima: l’infrastruttura 5G europea, come costruita da Telefonica in Spagna, funziona davvero bene. L’operatore ha pianificato intelligentemente, investito saggiamente in due bande diverse per coprire diversi use case, e continua a innovare con tecnologie come VoNR. La seconda: il carico di lavoro è in crescita inarrestabile e non possiamo permetterci di dormire sugli allori.
In Italia, siamo qualche passo indietro rispetto alla Spagna nella penetrazione del 5G SA, ma il trend è chiaro. Quando il nostro Capodanno registrerà picchi simili di consumi 5G (cosa che accadrà presto), avremo bisogno di infrastrutture altrettanto robuste. Questo significa investimenti continui, innovazione tecnologica, ma soprattutto significa ripensare a come anticipare i picchi di domanda usando dati e intelligenza artificiale, piuttosto che aspettare che la rete crolli per poi fare interventi d’emergenza.
Il 5G non è più il futuro. È il presente. E il Capodanno spagnolo di Telefonica ne è la migliore dimostrazione.