
Quando nel 2020 la quinta generazione mobile ha debuttato nelle Filippine, in pochi avrebbero scommesso su una crescita così rapida in un Paese che ancora combatteva con la frammentazione delle infrastrutture. Oggi, a distanza di appena cinque anni, Smart Communications—braccio mobile del gruppo PLDT—rompe ogni record dichiarando un balzo dell’81 % nel traffico dati 5G su base annua nel solo primo trimestre 2025, con oltre 1.378 petabyte scambiati dalla sua rete wireless .
A rendere ancora più interessante il dato non è solo la mole di gigabyte in gioco, ma la velocità con cui gli utenti si stanno spostando verso smartphone compatibili: i dispositivi 5G attivi sulla rete Smart sono cresciuti del 60 % rispetto al trimestre precedente, segnale che la curva di adozione ha superato il cosiddetto “punto di inflessione” . Questo duplice salto—più device e più traffico—racconta molto sia sulla strategia del gruppo sia sul nuovo modo in cui i filippini consumano internet.
Perché il traffico cresce più dei ricavi (per ora)
Scorrendo i numeri di PLDT, colpisce che i ricavi mobili siano rimasti sostanzialmente piatti, nonostante la valanga di gigabyte in più . È il classico paradosso dell’era post-4G: i margini non seguono automaticamente i volumi. Il mini-crollo delle tariffe dati, la competizione interna con Globe e DITO e la necessità di ammortizzare investimenti miliardari in spettro e torri 5G rendono l’equazione meno lineare di quanto sembri.
Tuttavia Smart punta sul medio termine: più devices 5G significa minore congestione sul 4G, latenza inferiore per video e cloud gaming, e dunque maggiore disponibilità di offerte premium come il pacchetto Unli 5G lanciato a marzo. Se il consumatore percepisce il salto di qualità, è disposto a pagare qualcosa in più; ma, come dimostrano le esperienze europee e nordamericane, serve tempo perché la curva ARPU risponda.
Come stanno andando gli altri — il contesto globale
Smart non è un caso isolato. Secondo l’ultimo studio di 5G Americas/Omdia, a fine 2024 le connessioni 5G nel mondo hanno raggiunto 2,25 miliardi, un ritmo di crescita quattro volte più veloce di quello registrato dal 4G nei primi cinque anni di vita . In Nord America il 5G copre già il 77 % della popolazione; in America Latina le connessioni sono raddoppiate in dodici mesi. Il trend macro è chiaro: laddove la rete è disponibile, l’upgrade è rapido—soprattutto quando gli smartphone compatibili scendono sotto la soglia psicologica dei 200 dollari, come sta avvenendo in Asia-Pacifico.
Le leve di Smart: prezzi, copertura e marketing “verde”
Nel comunicato agli investitori Smart attribuisce l’ondata di traffico a tre fattori :
Smartphone entry-level 5G: la concorrenza fra brand cinesi ha portato modelli sotto i 10 000 PHP (circa 160 €). Promozioni dati volume-based: pacchetti “Fam-Load 5G” e SIM gratuite nei campus universitari. Rete 5G/4G integrata al 97 % della popolazione: la copertura mista riduce il rischio di zone d’ombra.
A queste leve tecniche, Smart affianca una narrazione valoriale: meno congestione = più efficienza energetica per gigabyte; un argomento, quello della sostenibilità, che a Manila sta facendo breccia nelle fasce urbane più sensibili all’impatto ambientale.
Il rovescio della medaglia: redditività e concorrenza
Non è tutto rose e fiori. Il core income di PLDT è sceso del 6 % anche per effetto della chiusura forzata di alcuni operatori di online gaming (POGO) che usavano la rete come piattaforma di pagamento . Globe Telecom, dal canto suo, spinge una strategia “open-RAN” per abbattere costi di rete e recuperare margini. Se Globe riuscisse a imporre prezzi ancora più aggressivi sui bundle 5G, Smart dovrebbe scegliere: difendere quota + tariffe o privilegiare la redditività sacrificando market share?
Il mio punto di vista
Da osservatore esterno vedo tre scenari:
Scenario ottimistico: la spinta 5G innesca servizi a valore aggiunto (cloud gaming locale, VR turistico, fintech real-time) che fanno salire l’ARPU; Smart monetizza la propria time-to-market prima che Globe replichi la copertura. Scenario di base: traffico e dispositivi continuano a crescere ma i prezzi restano compressi; il vero beneficio si sposta sul B2B (privati 5G, edge computing per i call-center), dove la concorrenza è meno feroce. Scenario pessimistico: la guerra dei prezzi erode margini ed espone il gruppo a una spirale di sotto-investimento; il cliente percepisce poca differenza e resta su 4G o Wi-Fi domestico.
Personalmente propendo per lo scenario intermedio. La storia asiatica insegna che i vantaggi del 5G si materializzano quando l’operatore offre piattaforme—non solo banda. PLDT sembra averlo capito investendo in data-center (VITRO Sta. Rosa) e fintech (Maya). Se riuscirà a legare questi tasselli in un ecosistema integrato, l’81 % di traffico extra sarà solo la punta dell’iceberg.
Implicazioni per il mercato europeo
Anche se l’Europa viaggia su tassi di penetrazione superiori (oltre il 30 % delle SIM è già 5G), il Vecchio Continente fatica a far decollare i ricavi. Il caso filippino mette in luce un parametro da non sottovalutare: densità di popolazione vs. densità di siti 5G. Dove le torri sono poche ma affollate, l’incremento di capacità per cella diventa fondamentale; è il motivo per cui Smart sta accelerando sul 5G-Advanced per ridurre la latenza a una sola cifra di millisecondi. In Europa, dove la rete è più capillare, il vantaggio immediato si riduce, ma use-case industriali (logistica, agritech) possono innescare la seconda ondata di monetizzazione.