
Manca poco più di un mese all’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, e mentre gli atleti affinano le loro prestazioni per conquistare le medaglie più ambite, dietro le quinte si sta consumando una sfida tecnologica altrettanto importante. Le località alpine italiane che ospiteranno i Giochi stanno vivendo una trasformazione digitale senza precedenti, con investimenti milionari in infrastrutture di telecomunicazioni che promettono di lasciare un’eredità duratura ben oltre la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona.
Quando pensiamo alle Olimpiadi, immaginiamo gli atleti sulla neve, le gare mozzafiato e le emozioni della competizione. Ma c’è un’infrastruttura invisibile che rende possibile tutto questo nell’era moderna: la connettività. Parliamo di streaming in diretta per milioni di spettatori in tutto il mondo, sistemi di cronometraggio in tempo reale con precisione al millisecondo, comunicazioni critiche per la sicurezza, coordinamento logistico tra le diverse venue sparse su tre regioni, e migliaia di giornalisti che trasmettono contenuti multimediali simultaneamente. Senza una rete di telecomunicazioni all’altezza, i Giochi semplicemente non potrebbero funzionare.
TIM ha colto questa sfida diventando l’Official Telecommunications Partner della manifestazione, ma il progetto va ben oltre una semplice sponsorizzazione. Stiamo parlando di un intervento infrastrutturale che sta letteralmente cablando le Alpi, portando fibra ottica e 5G in località che fino a pochi anni fa facevano fatica ad avere una copertura 4G decente. La presidente di TIM, Alberta Figari, non ha usato mezzi termini quando ha dichiarato che l’azienda sta lavorando per garantire “la connettività più avanzata, sicura e capillare di sempre”, e guardando i numeri coinvolti è difficile darle torto.
L’accordo firmato nel settembre 2024 tra l’Amministratore Delegato di TIM Pietro Labriola e Andrea Varnier, CEO della Fondazione Milano Cortina 2026, alla presenza del presidente del CONI Giovanni Malagò, ha dato il via a un’operazione logistica e tecnologica di proporzioni impressionanti. TIM si è impegnata a cablare tutte le venue olimpiche e paralimpiche distribuite tra Milano, la Valtellina con Bormio e Livigno, Cortina d’Ampezzo in Veneto, e le località del Trentino-Alto Adige come Anterselva. Non stiamo parlando di collegare due o tre impianti sportivi in una singola città, ma di creare una vera e propria rete integrata che attraversa tre regioni e copre un territorio alpino complesso e sfidante dal punto di vista orografico.
Il cuore pulsante di questa infrastruttura sarà il 5G. TIM fornirà oltre diecimila utenze mobili e router in 5G e 4G per supportare atleti, organizzatori, media e i circa cinquecentomila spettatori attesi da 93 Paesi diversi. Ma non si tratta solo di numeri: la rete dovrà garantire prestazioni elevatissime con latenze bassissime, fondamentali per applicazioni critiche come i sistemi di cronometraggio ufficiale, le comunicazioni di emergenza, e la trasmissione di contenuti video in alta definizione. Immaginate migliaia di giornalisti che contemporaneamente caricano video 4K sui server dei loro network, mentre gli spettatori sugli spalti condividono contenuti sui social e gli organizzatori coordinano la logistica via app dedicate. È uno stress test per qualsiasi infrastruttura di rete.
Ma la vera rivoluzione riguarda la fibra ottica. La Città Metropolitana di Milano ha siglato un accordo da tre milioni di euro con Open Fiber per la realizzazione di circa novecento chilometri di fibra ottica che collegherà Milano all’Alta Valtellina, creando tre anelli ridondati ad altissima velocità con capacità di trasmissione fino a 10 Gigabit al secondo. Questa infrastruttura non serve solo per lo streaming delle gare, ma garantirà connessioni stabili e sicure per strutture critiche come i presidi sanitari, le sedi della Polizia di Stato, l’Ospedale Olimpico e tutti i servizi di emergenza. La ridondanza è fondamentale: se un tratto di fibra dovesse subire un guasto, il traffico viene automaticamente dirottato sull’anello alternativo senza interruzioni di servizio.
A questi novecento chilometri si aggiungono altri 550 chilometri di infrastruttura in fibra ottica che la Città Metropolitana di Milano sta realizzando specificamente per le Olimpiadi, portando il totale a oltre 1.450 chilometri di nuova fibra che andrà ad aggiungersi ai 6.700 chilometri già esistenti nel territorio metropolitano. È un investimento che trasforma radicalmente il tessuto digitale di territori storicamente penalizzati dalla difficoltà di raggiungere le località montane con infrastrutture terrestri.
Un capitolo particolarmente interessante riguarda la connettività nelle gallerie stradali. Chi ha mai guidato attraverso le Alpi sa bene che le gallerie rappresentano vere e proprie “zone d’ombra” per la rete mobile. Infratel Italia, la società in-house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che si occupa di sviluppare le infrastrutture di telecomunicazioni nelle aree a fallimento di mercato, ha indetto una gara specifica per il rafforzamento della connettività mobile nelle gallerie delle strade interessate dagli eventi olimpici. Il bando, finanziato con fondi del Piano Nazionale Complementare al PNRR per un importo di 1,5 milioni di euro, è stato aggiudicato a Cellnex Italia con un contributo concesso di 892.010 euro. Questo intervento eliminerà le interruzioni di segnale durante i trasferimenti tra le diverse venue, garantendo non solo comfort per gli spettatori ma soprattutto sicurezza per le comunicazioni di emergenza.
TIM realizzerà anche due reti dedicate di telecomunicazione e trasmissione dati per collegare tutte le sedi olimpiche nell’area milanese, in Valtellina, nel Veneto e in Trentino-Alto Adige. Queste reti private garantiranno la sicurezza delle comunicazioni ufficiali e consentiranno agli organizzatori di gestire in tempo reale la logistica di un evento che si sviluppa su un territorio così vasto. Oltre alla connettività pura, TIM Enterprise fornirà soluzioni evolute di collaborazione digitale, sistemi di videoconferenza, piattaforme cloud e tutti gli strumenti necessari per coordinare un’operazione di questa complessità.
La parte forse più affascinante di tutta questa storia è però la legacy che queste infrastrutture lasceranno al territorio. Le Olimpiadi durano poco più di due settimane, ma la fibra ottica e le stazioni 5G installate per l’evento resteranno attive per decenni. Località turistiche come Livigno, Bormio, Cortina d’Ampezzo e le valli del Trentino beneficeranno di un’infrastruttura digitale che molte città italiane di medie dimensioni si sognano. Questo significa nuove opportunità per lo smart working nelle località montane, sviluppo del turismo digitale, telemedicina per le comunità locali, monitoraggio ambientale avanzato, e tutte quelle applicazioni che richiedono banda larga affidabile.
Alberta Figari l’ha sottolineato con forza: “Le reti che stiamo realizzando, insieme ai servizi digitali sviluppati da TIM Enterprise, supporteranno non solo le sedi di gara e gli impianti sportivi, ma anche le comunità locali, favorendo la trasformazione di città e territori in vere e proprie Smart Land”. È un concetto potente: usare i Giochi come catalizzatore per un salto tecnologico che altrimenti avrebbe richiesto decenni per manifestarsi in territori montani dove gli operatori privati faticano a giustificare investimenti così importanti.
Il contesto degli investimenti olimpici è impressionante: la Regione Lombardia ha stimato in 5,2 miliardi di euro gli investimenti complessivi in infrastrutture per Milano Cortina 2026, con interventi che spaziano dalle ferrovie alle strade, dagli impianti sportivi appunto alle telecomunicazioni. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha destinato 145 milioni di euro solo per la modernizzazione delle stazioni ferroviarie nelle aree olimpiche, con interventi importanti a Tirano (10,3 milioni) che diventerà il nodo di accesso strategico alla Valtellina olimpica, e a Ponte nelle Alpi (20,2 milioni) porta d’accesso alle venue venete.
Quello che colpisce è la visione sistemica di tutti questi interventi. Non si sta semplicemente “aggiungendo” connettività per due settimane di gare, ma si sta ridisegnando l’infrastruttura digitale di un pezzo significativo delle Alpi italiane. La Città Metropolitana di Milano parla esplicitamente di “valorizzazione in chiave metropolitana delle nuove infrastrutture/servizi previsti per le Olimpiadi”, inserendo questi investimenti nel Piano Strategico Triennale del Territorio 2022-2024 con orizzonte 2026.
Grazie agli amici di LTE ITALY abbiamo anche una prima foto di un carrato mobile:

C’è un aspetto che vale la pena sottolineare, e qui mi permetto di aggiungere una riflessione personale. Mentre TIM emerge chiaramente come protagonista di questa trasformazione digitale olimpica, gli altri operatori mobili italiani sembrano essere rimasti ai margini di questa partita. Non abbiamo trovato annunci significativi da parte di Vodafone, WindTre o Iliad su investimenti specifici per le Olimpiadi. Questo solleva una domanda interessante: è stata una scelta strategica di TIM investire pesantemente per diventare partner ufficiale, oppure gli altri operatori hanno perso un’opportunità? La mia sensazione è che TIM abbia capito che oltre al ritorno d’immagine immediato, questi investimenti garantiscono un vantaggio competitivo duraturo in territori dove la qualità della rete mobile diventerà sempre più un fattore differenziante per attrarre turisti e imprese nei prossimi anni. In altre parole, chi oggi può vantare il miglior 5G a Cortina o Livigno avrà un vantaggio non da poco quando quegli stessi territori diventeranno destinazioni sempre più ambite per il turismo digitale e lo smart working da remoto.
Dal 6 al 22 febbraio 2026, quando oltre 3.500 atleti da 93 Paesi si contenderanno 195 medaglie in 16 discipline olimpiche e sei sport paralimpici, tutto questo ecosistema tecnologico sarà messo alla prova nella sua prima vera applicazione su larga scala. Sarà un banco di prova formidabile non solo per TIM ma per tutto il sistema Italia, dimostrando se siamo davvero in grado di gestire eventi globali con standard tecnologici di livello mondiale.
Le cerimonie di apertura allo stadio San Siro di Milano e di chiusura all’Arena di Verona saranno trasmesse in streaming in 4K in tutto il mondo. Le gare di discesa libera a Bormio, di snowboard al Mottolino di Livigno, di bob e slittino al Cortina Sliding Center saranno seguite in tempo reale da centinaia di milioni di persone. E dietro ogni secondo di quelle trasmissioni, dietro ogni foto condivisa sui social, dietro ogni comunicazione degli organizzatori, ci sarà questa infrastruttura invisibile ma fondamentale che sta nascendo proprio adesso sulle nostre Alpi.
Tra trent’anni, quando ricorderemo Milano Cortina 2026, forse non ci saranno solo le medaglie vinte dagli atleti italiani o le emozioni delle gare. Ci sarà anche la consapevolezza che quei Giochi hanno segnato un punto di svolta nella digitalizzazione dei territori montani italiani, portando connettività di livello metropolitano in luoghi dove fino a ieri era un miraggio. E questa, forse, è la medaglia d’oro più duratura che questi Giochi potranno lasciarci.