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Al momento della costituzione dell'Enel assieme alle reti di trasmissione elettrica , centrali ecc.ecc. l'Enel acquisì anche le varie reti private di telecomunicazioni delle varie società nazionalizzate ed acquisite dall'Enel stessa .
Tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 l'Enel procedette alla progettazione e realizzazione della rete aziendale l'obiettivo era chiaro ovvero risolvere un problema critico: la necessità di coordinare migliaia di impianti e cabine elettriche sparse su un territorio morfologicamente complesso come quello italiano.
Quindi nacque la RIAM (Radio Intervento Aziendale Mobile) alcune fonti lo danno come acronimo di (Rete Isofrequenziale ad Accesso Multiplo)
Le fonti consultate danno la rete come una rete di origine militare svedese, realizzata da Ericsson ,il responsabile del progetto in ENEL alcune fonti lo indicano come l'Ing. Pace di Roma , ma non sono riuscito a trovare altro tranne un trafiletto su un forum peraltro dedicato alle Dighe .
Le comunicazioni avvenivano in VHF analogico, tipicamente nella fascia 150–160 MHz, oggi quasi deserta dopo la migrazione ai sistemi digitali.
Era un sistema che funzionava in isofrequenza
Copertura costruita attorno a:
- Cabine primarie
- Dorsali montane
- Linee AT/MT
A cosa serviva il RIAM
Il sistema era progettato per:
Coordinamento squadre tecniche sul territorio
Comunicazioni rapide su impianti, linee e cabine
Conferme di messa in sicurezza (“impianto non sotto tensione”)
Copertura radio anche in zone montane tramite ripetitori passivi e ponti radio
Era una rete chiusa, aziendale, non accessibile al pubblico.
In questi anni, la rete RIAM divenne la "spina dorsale" delle comunicazioni operative di Enel.
Copertura Nazionale: Furono installati centinaia di ponti radio e ripetitori su tutto il territorio, spesso posizionati in cima a tralicci o cabine primarie.
Funzionamento: Grazie alla tecnologia isofrequenziale, un tecnico poteva muoversi in auto su lunghe distanze mantenendo la stessa frequenza radio (attorno ai 154 MHz) senza perdere il contatto con la centrale.
Sicurezza: Era un sistema a prova di guasto, progettato per funzionare anche in caso di blackout totale della rete pubblica, garantendo l'alimentazione degli apparati radio tramite batterie tampone o pannelli solari.
Apparati utilizzati
Ericsson MB70 (Versione Enel)
Prodotto dalla casa svedese Ericsson (spesso in collaborazione con partner locali o assemblato in Italia), l'MB70 era un ricetrasmettitore veicolare estremamente robusto, progettato per usi gravosi in ambito industriale e di pubblica sicurezza.
Frequenza: Operava nella banda VHF (solitamente tra i 146 e i 174 MHz). Per la rete RIAM, le frequenze specifiche erano tarate attorno ai 154 MHz.
Caratteristiche hardware:
Era composto da un'unità radio (spesso installata nel bagagliaio dei mezzi o in un rack nelle cabine) e da una pannello di controllo con tastiera numerica e display a LED rossi, che a seconda delle funzionalità veniva denominata RH-16 o RM-16 installato sul cruscotto del veicolo .
Funzionalità RIAM: La particolarità della versione Enel era il software/firmware dedicato per la gestione della rete isofrequenziale. Questo permetteva all'apparato di agganciare il segnale più forte tra i vari ripetitori (tutti sulla stessa frequenza) senza che l'operatore dovesse cambiare canale manualmente durante gli spostamenti.
Al suo apice, tra la fine degli anni '80 e la metà degli anni '90, la rete RIAM Enel contava circa 1.000 postazioni radio fisse (ponti ripetitori) distribuite su tutto il territorio nazionale.
Ecco come era strutturata la capillarità della rete:
1. La rete dei Ripetitori (Ponti Radio)
Postazioni principali: Circa 300-400 grandi ripetitori situati su vette montuose o colline strategiche per garantire la copertura delle dorsali principali.
Postazioni locali: Altre 600-700 micro-postazioni installate direttamente sopra le Cabine Primarie o tralicci dell'alta tensione per coprire le "zone d'ombra" e i centri abitati.
Densità: La maglia era studiata affinché un mezzo Enel non fosse mai a più di 20-30 km da un punto di accesso radio.
2. I Terminali (Mezzi e Uffici)
Oltre alle postazioni fisse, la rete gestiva un numero enorme di apparati mobili:
Mezzi operativi: Circa 20.000 - 25.000 veicoli (Fiat Campagnola, Panda 4x4, autocarri officina) equipaggiati con unità Ericsson MB70 e pannelli di controllo RH-16/RM-16.
Posti fissi periferici: Migliaia di uffici di zona e centri di distribuzione avevano una postazione radio dedicata per comunicare con le squadre in caso di guasto alle linee telefoniche.
3. La configurazione a "Zone"
Il territorio era diviso in zone radio (spesso coincidenti con i confini regionali o provinciali di Enel). Ogni zona utilizzava una coppia di frequenze isofrequenziali:
Esempio: Tutti i ripetitori di una regione trasmettevano sulla stessa frequenza, e grazie alla logica delle radio Ericsson, il terminale sul mezzo sceglieva automaticamente il ponte con il segnale più pulito tra i molti disponibili nell'area.
Tutti i collegamenti convergevano presso le Sale Controllo RIAM (spesso chiamate Centri di Telecontrollo o Sale Operative Compartimentali) erano il "cervello" dell'intera infrastruttura Enel. Non erano semplici stazioni radio, ma veri centri di comando dove convergevano le comunicazioni vocali e i dati tecnici della rete elettrica.
Ecco come erano strutturate e come funzionavano:
1. L'interfaccia dell'operatore
In queste sale, l'operatore non usava una semplice Consolle RM-16, ma una consolle fissa multi-canale integrata nel tavolo di comando.
Console Ericsson/Italtel: Grandi pannelli con decine di tasti luminosi, ognuno corrispondente a un ponte radio o a una zona geografica.
Gestione selettive: Un computer (o una logica dedicata) visualizzava sul monitor l'identificativo del mezzo che stava chiamando (es. "Mezzo 54321 - Zona Toscana Sud").
Registrazione: Tutte le comunicazioni venivano registrate su nastri magnetici per motivi di sicurezza, specialmente durante le manovre sulle linee ad alta tensione.
2. Il ruolo della Sala Controllo
La sala aveva due funzioni principali:
Coordinamento Operativo: L'operatore riceveva le segnalazioni di guasto e "lanciava" le squadre sul territorio tramite la RIAM.
Ponte Radio-Telefono: La sala poteva mettere in comunicazione un tecnico sul campo (via radio) con un dirigente in ufficio (via telefono fisso), facendo da "ponte" tecnico.
3. Integrazione con il Telecontrollo (Dati)
Oltre alla voce, la rete RIAM trasportava pacchetti dati lentissimi (1200-2400 baud) ma vitali:
Dalla sala controllo partivano i segnali per aprire o chiudere gli interruttori nelle cabine primarie distanti decine di chilometri.
Il sistema riceveva gli "allarmi" (es. intrusione in cabina, scatto di un trasformatore) che apparivano come codici luminosi sulle console della sala.
4. Localizzazione delle Sale
Le sale principali si trovavano nei capoluoghi di compartimento (es. Roma, Milano, Venezia, Napoli, Cagliari). Erano ambienti protetti, spesso situati in edifici Enel con grandi torri radio sul tetto, alimentati da gruppi elettrogeni per garantire il funzionamento anche durante i blackout totali.
5. La fine delle Sale RIAM
Con il passaggio al sistema STM (Sistema di Telecontrollo Multifunzionale) e l'uso di fibre ottiche e GPRS, queste sale sono state smantellate o convertite in moderne "Control Room" digitali, dove i vecchi pulsanti fisici sono stati sostituiti da grandi schermi touch e mappe satellitari in tempo reale.
Il sistema venne gradualmente sostituito a partire dal 1998 ma rimase attivo come backup fino ai primi anni 2000 infatti nel passaggio del Millennio si temeva la paralisi delle reti di TLC causa il Millenium Bug , ovvero su molti software l'anno veniva indicato con le ultime 2 cifre e si temeva che lo riconoscesse come 1900 e non come 2000 con i conseguenti problemi, per fortuna tranne sporadici casi non ci furono problemi quindi il sistema venne dismesso definitivamente nella prima metà degli anni 2000 sostituito dai nuovi sistemi di telecontrollo basati su fibra, GPRS ecc.ecc. .
La rete RIAM poi costituì l'apporto di Enel alla neo costituita WIND
Infatti mentre la rete RIAM (analogica e su frequenze VHF) veniva progressivamente spenta perché obsoleta per la voce, i suoi asset fisici divennero la spina dorsale della nuova rete cellulare Wind:
Siti Strategici: Le postazioni radio della RIAM (situate su vette montuose e palazzi strategici) furono convertite per ospitare le nuove antenne GSM (900 MHz) e DCS (1800 MHz) di Wind.
I Tralicci: Le torri che sorreggevano i dipoli a croce della RIAM vennero rinforzate per accogliere i nuovi radianti radiomobili.
La Dorsale in Fibra: Enel iniziò a stendere chilometri di fibra ottica sfruttando i propri elettrodotti (i cavi di guardia dell'alta tensione), creando una rete dati ad altissima velocità che collegava le vecchie centrali RIAM, ora diventate nodi di rete Wind.
Contemporaneamente alla dismissione della rete RIAM ogni cabina elettrica che prima comunicava via radio RIAM ricevette un modem GSM/GPRS con SIM Wind.
Questo permise ad Enel di gestire milioni di contatori elettronici (i primi al mondo su larga scala) proprio grazie alla copertura garantita dalla "sua" nuova compagnia telefonica.
Visto che ogni post di questo genere chiede un po di tempo per cercare le fonti , scrivere ecc.ecc. vorrei sapere se e' di vostro interesse in modo da eventualmente scrivere altri post di storia .
Tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 l'Enel procedette alla progettazione e realizzazione della rete aziendale l'obiettivo era chiaro ovvero risolvere un problema critico: la necessità di coordinare migliaia di impianti e cabine elettriche sparse su un territorio morfologicamente complesso come quello italiano.
Quindi nacque la RIAM (Radio Intervento Aziendale Mobile) alcune fonti lo danno come acronimo di (Rete Isofrequenziale ad Accesso Multiplo)
Le fonti consultate danno la rete come una rete di origine militare svedese, realizzata da Ericsson ,il responsabile del progetto in ENEL alcune fonti lo indicano come l'Ing. Pace di Roma , ma non sono riuscito a trovare altro tranne un trafiletto su un forum peraltro dedicato alle Dighe .
Le comunicazioni avvenivano in VHF analogico, tipicamente nella fascia 150–160 MHz, oggi quasi deserta dopo la migrazione ai sistemi digitali.
Era un sistema che funzionava in isofrequenza
Copertura costruita attorno a:
- Cabine primarie
- Dorsali montane
- Linee AT/MT
A cosa serviva il RIAM
Il sistema era progettato per:
Coordinamento squadre tecniche sul territorio
Comunicazioni rapide su impianti, linee e cabine
Conferme di messa in sicurezza (“impianto non sotto tensione”)
Copertura radio anche in zone montane tramite ripetitori passivi e ponti radio
Era una rete chiusa, aziendale, non accessibile al pubblico.
In questi anni, la rete RIAM divenne la "spina dorsale" delle comunicazioni operative di Enel.
Copertura Nazionale: Furono installati centinaia di ponti radio e ripetitori su tutto il territorio, spesso posizionati in cima a tralicci o cabine primarie.
Funzionamento: Grazie alla tecnologia isofrequenziale, un tecnico poteva muoversi in auto su lunghe distanze mantenendo la stessa frequenza radio (attorno ai 154 MHz) senza perdere il contatto con la centrale.
Sicurezza: Era un sistema a prova di guasto, progettato per funzionare anche in caso di blackout totale della rete pubblica, garantendo l'alimentazione degli apparati radio tramite batterie tampone o pannelli solari.
Apparati utilizzati
Ericsson MB70 (Versione Enel)
Prodotto dalla casa svedese Ericsson (spesso in collaborazione con partner locali o assemblato in Italia), l'MB70 era un ricetrasmettitore veicolare estremamente robusto, progettato per usi gravosi in ambito industriale e di pubblica sicurezza.
Frequenza: Operava nella banda VHF (solitamente tra i 146 e i 174 MHz). Per la rete RIAM, le frequenze specifiche erano tarate attorno ai 154 MHz.
Caratteristiche hardware:
Era composto da un'unità radio (spesso installata nel bagagliaio dei mezzi o in un rack nelle cabine) e da una pannello di controllo con tastiera numerica e display a LED rossi, che a seconda delle funzionalità veniva denominata RH-16 o RM-16 installato sul cruscotto del veicolo .
Funzionalità RIAM: La particolarità della versione Enel era il software/firmware dedicato per la gestione della rete isofrequenziale. Questo permetteva all'apparato di agganciare il segnale più forte tra i vari ripetitori (tutti sulla stessa frequenza) senza che l'operatore dovesse cambiare canale manualmente durante gli spostamenti.
Al suo apice, tra la fine degli anni '80 e la metà degli anni '90, la rete RIAM Enel contava circa 1.000 postazioni radio fisse (ponti ripetitori) distribuite su tutto il territorio nazionale.
Ecco come era strutturata la capillarità della rete:
1. La rete dei Ripetitori (Ponti Radio)
Postazioni principali: Circa 300-400 grandi ripetitori situati su vette montuose o colline strategiche per garantire la copertura delle dorsali principali.
Postazioni locali: Altre 600-700 micro-postazioni installate direttamente sopra le Cabine Primarie o tralicci dell'alta tensione per coprire le "zone d'ombra" e i centri abitati.
Densità: La maglia era studiata affinché un mezzo Enel non fosse mai a più di 20-30 km da un punto di accesso radio.
2. I Terminali (Mezzi e Uffici)
Oltre alle postazioni fisse, la rete gestiva un numero enorme di apparati mobili:
Mezzi operativi: Circa 20.000 - 25.000 veicoli (Fiat Campagnola, Panda 4x4, autocarri officina) equipaggiati con unità Ericsson MB70 e pannelli di controllo RH-16/RM-16.
Posti fissi periferici: Migliaia di uffici di zona e centri di distribuzione avevano una postazione radio dedicata per comunicare con le squadre in caso di guasto alle linee telefoniche.
3. La configurazione a "Zone"
Il territorio era diviso in zone radio (spesso coincidenti con i confini regionali o provinciali di Enel). Ogni zona utilizzava una coppia di frequenze isofrequenziali:
Esempio: Tutti i ripetitori di una regione trasmettevano sulla stessa frequenza, e grazie alla logica delle radio Ericsson, il terminale sul mezzo sceglieva automaticamente il ponte con il segnale più pulito tra i molti disponibili nell'area.
Tutti i collegamenti convergevano presso le Sale Controllo RIAM (spesso chiamate Centri di Telecontrollo o Sale Operative Compartimentali) erano il "cervello" dell'intera infrastruttura Enel. Non erano semplici stazioni radio, ma veri centri di comando dove convergevano le comunicazioni vocali e i dati tecnici della rete elettrica.
Ecco come erano strutturate e come funzionavano:
1. L'interfaccia dell'operatore
In queste sale, l'operatore non usava una semplice Consolle RM-16, ma una consolle fissa multi-canale integrata nel tavolo di comando.
Console Ericsson/Italtel: Grandi pannelli con decine di tasti luminosi, ognuno corrispondente a un ponte radio o a una zona geografica.
Gestione selettive: Un computer (o una logica dedicata) visualizzava sul monitor l'identificativo del mezzo che stava chiamando (es. "Mezzo 54321 - Zona Toscana Sud").
Registrazione: Tutte le comunicazioni venivano registrate su nastri magnetici per motivi di sicurezza, specialmente durante le manovre sulle linee ad alta tensione.
2. Il ruolo della Sala Controllo
La sala aveva due funzioni principali:
Coordinamento Operativo: L'operatore riceveva le segnalazioni di guasto e "lanciava" le squadre sul territorio tramite la RIAM.
Ponte Radio-Telefono: La sala poteva mettere in comunicazione un tecnico sul campo (via radio) con un dirigente in ufficio (via telefono fisso), facendo da "ponte" tecnico.
3. Integrazione con il Telecontrollo (Dati)
Oltre alla voce, la rete RIAM trasportava pacchetti dati lentissimi (1200-2400 baud) ma vitali:
Dalla sala controllo partivano i segnali per aprire o chiudere gli interruttori nelle cabine primarie distanti decine di chilometri.
Il sistema riceveva gli "allarmi" (es. intrusione in cabina, scatto di un trasformatore) che apparivano come codici luminosi sulle console della sala.
4. Localizzazione delle Sale
Le sale principali si trovavano nei capoluoghi di compartimento (es. Roma, Milano, Venezia, Napoli, Cagliari). Erano ambienti protetti, spesso situati in edifici Enel con grandi torri radio sul tetto, alimentati da gruppi elettrogeni per garantire il funzionamento anche durante i blackout totali.
5. La fine delle Sale RIAM
Con il passaggio al sistema STM (Sistema di Telecontrollo Multifunzionale) e l'uso di fibre ottiche e GPRS, queste sale sono state smantellate o convertite in moderne "Control Room" digitali, dove i vecchi pulsanti fisici sono stati sostituiti da grandi schermi touch e mappe satellitari in tempo reale.
Il sistema venne gradualmente sostituito a partire dal 1998 ma rimase attivo come backup fino ai primi anni 2000 infatti nel passaggio del Millennio si temeva la paralisi delle reti di TLC causa il Millenium Bug , ovvero su molti software l'anno veniva indicato con le ultime 2 cifre e si temeva che lo riconoscesse come 1900 e non come 2000 con i conseguenti problemi, per fortuna tranne sporadici casi non ci furono problemi quindi il sistema venne dismesso definitivamente nella prima metà degli anni 2000 sostituito dai nuovi sistemi di telecontrollo basati su fibra, GPRS ecc.ecc. .
La rete RIAM poi costituì l'apporto di Enel alla neo costituita WIND
Infatti mentre la rete RIAM (analogica e su frequenze VHF) veniva progressivamente spenta perché obsoleta per la voce, i suoi asset fisici divennero la spina dorsale della nuova rete cellulare Wind:
Siti Strategici: Le postazioni radio della RIAM (situate su vette montuose e palazzi strategici) furono convertite per ospitare le nuove antenne GSM (900 MHz) e DCS (1800 MHz) di Wind.
I Tralicci: Le torri che sorreggevano i dipoli a croce della RIAM vennero rinforzate per accogliere i nuovi radianti radiomobili.
La Dorsale in Fibra: Enel iniziò a stendere chilometri di fibra ottica sfruttando i propri elettrodotti (i cavi di guardia dell'alta tensione), creando una rete dati ad altissima velocità che collegava le vecchie centrali RIAM, ora diventate nodi di rete Wind.
Contemporaneamente alla dismissione della rete RIAM ogni cabina elettrica che prima comunicava via radio RIAM ricevette un modem GSM/GPRS con SIM Wind.
Questo permise ad Enel di gestire milioni di contatori elettronici (i primi al mondo su larga scala) proprio grazie alla copertura garantita dalla "sua" nuova compagnia telefonica.
Visto che ogni post di questo genere chiede un po di tempo per cercare le fonti , scrivere ecc.ecc. vorrei sapere se e' di vostro interesse in modo da eventualmente scrivere altri post di storia .
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