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Gli hacker cinesi di Salt Typhoon giravano nelle reti USA da mesi, e T-Mobile li ha chiusi fuori nel modo più low-tech possibile: quattro persone in macchina fino al data center e un paio di forbici sul cavo del router compromesso. 
Il dettaglio da incorniciare (letteralmente: il cavo mozzato ora è appeso in sede come un trofeo) è da dove passavano gli intrusi: non da una falla di T-Mobile, ma dal router di un altro operatore interconnesso. Blindare casa propria non basta, se il vicino lascia la porta aperta.
Un operatore italiano avrebbe il coraggio di raccontare un'intrusione così, o lo verremmo a sapere solo dopo due anni?
Il dettaglio da incorniciare (letteralmente: il cavo mozzato ora è appeso in sede come un trofeo) è da dove passavano gli intrusi: non da una falla di T-Mobile, ma dal router di un altro operatore interconnesso. Blindare casa propria non basta, se il vicino lascia la porta aperta.
Un operatore italiano avrebbe il coraggio di raccontare un'intrusione così, o lo verremmo a sapere solo dopo due anni?