
La vigilia di Natale 2025 non è stata una giornata qualunque per il settore delle telecomunicazioni. Mentre gran parte del mondo si preparava ai festeggiamenti, a Lima succedeva qualcosa di straordinario: Claro Peru e Huawei accendevano il primo sito commerciale EcoMatrix al mondo. Non si tratta dell’ennesimo annuncio roboante che resta sulla carta, ma di un’implementazione reale, concreta, misurabile. E i numeri, bisogna ammetterlo, fanno davvero impressione.
Quando l’innovazione incontra la necessità
Claro Peru non ha scelto questa tecnologia per fare bella figura sui comunicati stampa. L’operatore peruviano, che si contende con Movistar la leadership di un mercato in fermento con oltre 45 milioni di abbonati previsti entro quest’anno, si è trovato ad affrontare problemi molto concreti: costi operativi in crescita, spese di leasing dei siti che lievitavano a causa del carico del vento sulle strutture, e consumi energetici che stavano diventando insostenibili. Serviva una soluzione radicale, non un semplice aggiornamento.
La risposta si chiama EcoMatrix, e rappresenta un salto di paradigma nell’architettura delle stazioni radio base. Immaginate di dover gestire le bande a 700 MHz, 850 MHz, 1.9 GHz e 2.6 GHz su un singolo traliccio. Tradizionalmente avreste avuto bisogno di quindici moduli separati, ognuno con la propria antenna, i propri cavi, i propri consumi. Con EcoMatrix bastano tre box. Tre. È come passare da un’orchestra completa a un trio jazz che suona lo stesso repertorio, ma con un’eleganza e una precisione inedite.
I numeri che contano davvero
Quando si parla di tecnologia, i dati valgono più di mille parole. E quelli registrati durante i test sul campo peruviano sono tutt’altro che banali: 1,8 dB di guadagno in copertura, una riduzione del 30% dello spazio necessario per le antenne, e un risparmio energetico del 35% sull’intero sito. Non stiamo parlando di proiezioni teoriche o simulazioni di laboratorio, ma di misurazioni effettuate in condizioni operative reali.
Il cuore pulsante di questa efficienza risiede nella tecnologia SDIF, acronimo di Signal Direct Injection Feeding. In pratica, i segnali vengono iniettati direttamente nell’antenna eliminando i cavi di collegamento tradizionali. Chiunque abbia mai lavorato con apparati RF sa quanto possano essere dispendios i feeder: ogni metro di cavo introduce perdite di inserzione che vanno compensate con maggiore potenza in trasmissione. Eliminare questi componenti significa liberare watt preziosi che possono essere utilizzati per migliorare la copertura o, meglio ancora, semplicemente non consumare.
La rivoluzione GigaGreen e il sonno profondo delle reti
Ma il vero asso nella manica di EcoMatrix sono le RRU GigaGreen integrate nel sistema. Queste unità radio remote rappresentano già di per sé un passo avanti notevole in termini di efficienza energetica, ma quando si aggiunge la funzionalità “0 Bit 0 Watt” il gioco cambia completamente. Il principio è semplice quanto geniale: quando non c’è traffico dati, perché continuare a consumare energia come se ci fosse? La modalità di dormancy profonda permette alle apparecchiature di entrare in uno stato di standby estremamente efficiente, risvegliandosi istantaneamente quando necessario.
Questa non è una banale gestione statica del risparmio energetico. Si tratta di un meccanismo dinamico e adattivo che impara i pattern di traffico della rete e si comporta di conseguenza. Di notte, quando l’utilizzo cala drasticamente, la rete “respira” consumando una frazione dell’energia che servirebbe normalmente. È una caratteristica che diventa ancora più rilevante pensando alle reti 5G-Advanced, dove la variabilità del traffico può essere estrema.
Un’architettura pensata per il futuro
Juan David Rodríguez, Chief Technology Officer di Claro Peru, ha centrato il punto quando ha dichiarato che questa soluzione rende la loro rete pronta per l’evoluzione continua del 5G e per l’espansione flessibile dello spettro. Non è solo marketing. Il design modulare di EcoMatrix permette di introdurre nuove risorse spettrali senza bisogno di erigere nuovi pali o ammodernare completamente i siti esistenti.
Questa flessibilità ha un valore economico enorme. In un mercato come quello peruviano, dove Claro detiene circa il 34% delle quote nei servizi mobili, la capacità di scalare l’infrastruttura senza investimenti massicci in nuove strutture fisiche rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. E non dimentichiamo che il Perù sta vivendo una fase di forte crescita negli investimenti nelle telecomunicazioni, con un aumento previsto del 18,4% nel 2025.
Il contesto più ampio: verso il 5G-Advanced
Questa implementazione di EcoMatrix non è un episodio isolato nel percorso tecnologico di Claro Peru. Solo qualche mese fa, a luglio 2025, lo stesso operatore ha condotto test sperimentali con la tecnologia 5.5G (o 5G-Advanced), raggiungendo velocità di download stratosferiche di 10 Gbps, dieci volte superiori al 5G convenzionale. I test sono stati condotti in architettura standalone, utilizzando spettro nelle bande medie e nelle onde millimetriche, con il supporto tecnico di Huawei.
Questi esperimenti dimostrano una visione strategica chiara: costruire un’infrastruttura che non sia solo efficiente oggi, ma che possa sostenere l’evoluzione tecnologica dei prossimi anni. Il 5G-Advanced si posiziona come ponte verso il futuro 6G, portando con sé miglioramenti in velocità, latenza, efficienza energetica e capacità di gestire connessioni simultanee. Avere siti come quelli basati su EcoMatrix significa essere pronti ad accogliere queste evoluzioni senza dover ripartire da zero.
La sostenibilità non è più un optional
C’è un aspetto che merita particolare attenzione e che va oltre le pure prestazioni tecniche: la sostenibilità. Il settore delle telecomunicazioni sta affrontando una pressione crescente per ridurre il proprio impatto ambientale. Le reti 5G, pur essendo intrinsecamente più efficienti delle precedenti generazioni (un sito 5G consuma solo il 15% dell’energia necessaria a un sito 4G per trasmettere la stessa quantità di dati ), devono comunque affrontare la sfida di un numero sempre crescente di dispositivi connessi.
La soluzione EcoMatrix risponde a questa sfida con un approccio olistico: riduzione dei materiali necessari per l’installazione, minor consumo energetico, minore impatto visivo e strutturale sui siti. Il risparmio del 35% in termini energetici su un singolo sito può sembrare modesto, ma quando lo si moltiplica per centinaia o migliaia di installazioni, l’impatto diventa significativo sia dal punto di vista economico che ambientale.
Non è un caso che anche altri operatori stiano guardando con interesse a tecnologie simili. Turkcell, per esempio, ha siglato un accordo con Huawei proprio per implementare soluzioni green tra cui EcoMatrix, capace di integrare sei frequenze in una singola antenna per ottimizzare il consumo energetico.
Le implicazioni per il mercato globale
L’implementazione peruviana ha un valore che va oltre i confini nazionali. Claro Peru e Huawei hanno essenzialmente creato un caso di studio reale che altri operatori potranno analizzare e replicare. La validazione commerciale è fondamentale: una cosa è presentare una tecnologia in fiera, un’altra è dimostrarla funzionante in un ambiente operativo reale con utenti reali che generano traffico reale.
Per mercati emergenti con infrastrutture in rapida espansione, soluzioni come EcoMatrix offrono un percorso più sostenibile ed economicamente vantaggioso rispetto alle architetture tradizionali. Ma anche i mercati maturi, dove la densificazione della rete è necessaria per sostenere l’aumento del traffico dati, possono beneficiare enormemente di una tecnologia che riduce l’ingombro fisico e i consumi energetici.
Il mio punto di vista
Devo essere sincero: inizialmente ero scettico quando ho sentito parlare di questa “rivoluzione” EcoMatrix. Nel nostro settore siamo bombardati continuamente da annunci di tecnologie rivoluzionarie che poi si rivelano essere poco più che evoluzioni incrementali con un buon ufficio marketing dietro. Ma i dati parlano chiaro, e soprattutto parlano di un’implementazione commerciale reale, non di un pilot project in un ambiente controllato.
Quello che mi colpisce davvero è l’approccio sistemico: non si è cercato di ottimizzare un singolo componente, ma si è ripensata l’intera architettura del sito radio. E questo fa la differenza tra un miglioramento marginale e un vero salto di qualità. Il fatto poi che tutto questo si traduca in vantaggi economici concreti per l’operatore (meno spese di leasing, meno consumi, meno complessità gestionale) garantisce che non resterà un esperimento isolato ma diventerà uno standard replicabile.
C’è però una riflessione che va fatta: questa tecnologia è strettamente legata a Huawei, e sappiamo bene quanto il panorama geopolitico influenzi oggi le scelte degli operatori, specialmente in Europa e Nord America. Sarà interessante vedere se e quando soluzioni analoghe arriveranno da altri vendor, e se riusciranno a ottenere prestazioni comparabili. La competizione tecnologica, alla fine, giova sempre al mercato e agli utenti finali.
Uno sguardo al futuro
L’implementazione del primo sito EcoMatrix commerciale in Perù è più di una milestone tecnica: è un segnale della direzione che sta prendendo l’industria delle telecomunicazioni. Efficienza, sostenibilità e scalabilità non sono più buzzword da inserire nelle presentazioni aziendali, ma requisiti concreti che determinano il successo o il fallimento di un’infrastruttura di rete.
Mentre ci avviamo verso un mondo sempre più connesso, con miliardi di dispositivi IoT, veicoli autonomi, realtà aumentata e applicazioni che ancora non riusciamo nemmeno a immaginare, avremo bisogno di reti che siano non solo potenti, ma anche intelligenti nel modo in cui utilizzano le risorse. EcoMatrix rappresenta esattamente questo tipo di intelligenza: fare di più con meno, senza compromessi sulla qualità del servizio.
Il viaggio del 5G è ancora lungo, e quello verso il 6G è appena iniziato. Ma esperienze come quella di Claro Peru ci mostrano che la strada è tracciata, e che le tecnologie per percorrerla esistono già. Ora tocca agli operatori di tutto il mondo decidere se seguire questa via o rimanere ancorati ad architetture che appartengono sempre più al passato.